In Andy Warhol Music Show (Castelvecchi, 16 euro) ritroviamo raccolta tutta la produzione “musicale” firmata dal genio della Pop Art, dalla storica banana del celeberrimo Lp dei Velvet Underground & Nico, fino all’artwork dedicato ai Rolling Stones di “Love You Live”, passando per immagini meno note come quelle create per Loredana Bertè e Miguel Bosè, o per nomi del jazz del calibro di Thelonious Monk e Kenny Burrell, arrivando fino ad Aretha Franklyn e John Lennon. Secondo l’architetto olandese Ben van Berkel tutta la produzione di Andy Warhol, l’esponente di punta della Pop Art americana considerato ancora oggi tra i più celebri artisti del XX secolo, è legata all’astrazione dei suoi quadri di Rorschach. Per il principale esponente di UNStudio «se si riesce a comprendere bene queste opere, si può capire tutta la sua produzione, perché ha rappresentato la finzione dell’immagine: è un evento che emerge, succede, accade, come per caso, come un incidente». Una finzione dell’immagine che intende offrire uno spunto di riflessione sulla comunicazione di massa e sul ruolo dell’arte nella società. Opere come gli Space Fruits, i Carton Box, i Flowers e le famose Campbell’s Soup Cans ben rappresentano questo spirito e trasmettono quel principio della Pop Art secondo il quale anche l’oggetto artistico deve essere trattato come un bene di consumo.

Leggi tutto...

 
Lascia una sensazione di pace la lettura di questo bel libro di Cristiano Poletti: Porta a ognuno. Eppure si tratta di una raccolta in versi di lotta. Un equilibrio raro da trovare: pace e guerra. Pace perché il tono di Poletti è lieve, volutamente (necessariamente) basso, a volte addirittura sussurrato, ma sempre efficace.

«Vogliamo vivere / e morire, ugualmente, / ci viene da dire. // Prendimi nel tuo sguardo, / cara compagna vita, / mio caro compagno.» pag. 62

Leggi tutto...

 
La foresta ti ha non è il semplice resoconto di un periodo di studi antropologici sul campo, di un giovane occidentale in Africa presso i pigmei Baka, ma il racconto di una trasformazione, di una presa di coscienza. E neanche solamente una privata esperienza di vita, bensì un modo per descrivere l'incontro tra universi differenti, anzi, tra “foreste” diverse, perché per i Baka la foresta non è solo un luogo, un contesto, ma un vero e proprio paradigma di interpretazione del mondo: e l'occidente bianco da cui proviene il protagonista è una foresta, dal loro punto di vista. Mondi diversi si incrociano continuamente nel romanzo: quello dei Baka e quello dei villageois, gli abitanti dei villaggi fuori dalla foresta, i “civilizzati”, coloro che ormai commerciano con gli occidentali e sfruttano i “selvaggi”. L'occhio del protagonista vede più lontano, è consapevole della situazione africana e nonostante questo è impotente, perché comunque vede tutto dall'interno: l'unica via è lasciarsi andare all'attrazione della foresta, farsi coinvolgere oltre il limite imposto dal ruolo di studioso, immergersi anima e corpo nei riti di passaggio che inevitabilmente si trova ad affrontare, per capire il popolo che ha di fronte e in definitiva per capire se stesso, per diventare un tutt'uno e farsi possedere dalla foresta.

Leggi tutto...

 

La scrittura di Martello è elegantemente provocatoria: lo straniamento indotto dalla prospettiva del coniglio antropologo, sguardo narrante che - tra meticolosa descrizione, irriverente analisi e curiosa interpretazione - ci accompagna attraverso il mistero di Facebook, ben si sposa con il fiero alter-ego sociologo di Harpo Coniglio, niente meno che l'illustre Zygmunt Bauman. Per poi precisare, sin dall'introduzione iniziale, che l'esimio studioso è debitamente sconosciuto.

Leggi tutto...

 
In occasione dell'uscita di VIXI, Argo intende diffondere e promuovere, a livello nazionale, in collaborazione con Uaar, la conoscenza e la frequentazione delle Sale del Commiato* per i funerali, organizzando un apposito TOUR DEL COMMIATO.

ARGO A BOLOGNA TAPPE DEL TOUR DEL COMMIATO 2012

Mercoledì 9 maggio 2012, ore 21.00, Argo sarà al SalottiOFF della TREBISONDA, in via Sant'Anselmo 22, Torino. Con la redazione di ARGO (Silvia Albanese e Gianni Montieri), Amelia Lenti / FONDAZIONE FARO, Flaviana Rizzi / UAAR e con la voce di Francesca Cola.

Domenica 13 maggio, ore 13.00, ARGO sarà al Salone del Libro di Torino, Stand Regione Marche. Con la redazione di ARGO (Silvia Albanese, Marco Benedettelli, Valerio Cuccaroni, Giuseppe Merico).

Leggi tutto...

 

Dopo aver esplorato l’Italia delle “Oscenità” nel 2009, le identità mutanti di “ID – La materia che amava chiamarsi umana” nel 2010, la rivista d’esplorazione ARGO, giunta al suo diciassettesimo numero, affronta il tabù della morte: VIXI, il titolo scelto per l’occasione, viene dal latino «io ho vissuto» ed è anagramma appunto di XVII. Alla realizzazione di VIXI hanno contribuito Franco Arminio, Giorgio Vasta, Mauro Cicarè, Luigi Bernardi, Mina Welby, César Brie, Marco Giovenale, Massimiliano Santarossa, e altre cinquanta fra scrittrici e poeti, ricercatori e giornaliste, con poesie, racconti, fumetti, reportage e interviste, da tutta Italia, ma anche dalla Francia, dalla Finlandia e dal Giappone.

La rivista sarà in libreria il 7 marzo 2012, nel frattempo è consultabile online, in copyleft, qui ed è possibile ordinarla seguendo le semplici istruzioni riportate di seguito.

Ordina la tua copia di Argo via posta. Basta fare un versamento ai conti sotto indicati e ti spediremo il nuovo numero, VIXI, direttamente a casa tua. Con la tua quota parteciperai anche alla campagna di sistegno per la nostra rivista, per aiutarci a resistere e a crescere.

Il costo della rivista è di 10 euro, spese postali incluse.

 A partire dai 30 euro di versamento c'è una copia omaggio. Chi versa 50 euro riceve 7 copie. Chi ne versa 100 invece 15.

Leggi tutto...

 

La nebbia fende con sapienza cubista filari d'alberi quasi spogli sullo spigoloso profilo dei colli, nonostante l'avvolgente pastiche di morbide sfumature, di caldi colori autunnali tra cui si staglia in qua e in là la crepa, o il legno, di qualche casolare. Due piccole panchine una a fianco dell'altra e un estratto dei Canti Orfici su un leggio, il "mistero", dal piccolo campanile a vela (le vele le vele le vele) di Campigno: è ancora oggi quella nebbia così esatta nei suoi fumosi toni di grigio che rompe l'equilibrio curvilineo di quel quadro puntinista di bosco, terra e ruggine, è il senso dell'eternità, è il senso -oltre le generazioni- del sacro, che vela gli occhi schiudendosi su quel cucuzzolo di quella vela fiera, eretta nella sua triangolare perfezione tra terra e cielo.

Leggi tutto...

 
0018.jpg