Andy Warhol Music Show, Bianca Martinelli, Castelvecchi, 2011
Cristiano Poletti, Porta a ognuno, L’arcolaio, 2012 Lascia una sensazione di pace la lettura di questo bel libro di Cristiano Poletti: Porta a ognuno. Eppure si tratta di una raccolta in versi di lotta. Un equilibrio raro da trovare: pace e guerra. Pace perché il tono di Poletti è lieve, volutamente (necessariamente) basso, a volte addirittura sussurrato, ma sempre efficace. «Vogliamo vivere / e morire, ugualmente, / ci viene da dire. // Prendimi nel tuo sguardo, / cara compagna vita, / mio caro compagno.» pag. 62 Luis Devin, La foresta ti ha, Castelvecchi 2012 La foresta ti ha non è il semplice resoconto di un periodo di studi antropologici sul campo, di un giovane occidentale in Africa presso i pigmei Baka, ma il racconto di una trasformazione, di una presa di coscienza. E neanche solamente una privata esperienza di vita, bensì un modo per descrivere l'incontro tra universi differenti, anzi, tra “foreste” diverse, perché per i Baka la foresta non è solo un luogo, un contesto, ma un vero e proprio paradigma di interpretazione del mondo: e l'occidente bianco da cui proviene il protagonista è una foresta, dal loro punto di vista. Mondi diversi si incrociano continuamente nel romanzo: quello dei Baka e quello dei villageois, gli abitanti dei villaggi fuori dalla foresta, i “civilizzati”, coloro che ormai commerciano con gli occidentali e sfruttano i “selvaggi”. L'occhio del protagonista vede più lontano, è consapevole della situazione africana e nonostante questo è impotente, perché comunque vede tutto dall'interno: l'unica via è lasciarsi andare all'attrazione della foresta, farsi coinvolgere oltre il limite imposto dal ruolo di studioso, immergersi anima e corpo nei riti di passaggio che inevitabilmente si trova ad affrontare, per capire il popolo che ha di fronte e in definitiva per capire se stesso, per diventare un tutt'uno e farsi possedere dalla foresta.Luca Martello, Harpo Coniglio e il mistero di Facebook, Piano B edizioni, 2012
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TOUR DEL COMMIATOIn occasione dell'uscita di VIXI, Argo intende diffondere e promuovere, a livello nazionale, in collaborazione con Uaar, la conoscenza e la frequentazione delle Sale del Commiato* per i funerali, organizzando un apposito TOUR DEL COMMIATO. ARGO A BOLOGNA TAPPE DEL TOUR DEL COMMIATO 2012 Mercoledì 9 maggio 2012, ore 21.00, Argo sarà al SalottiOFF della TREBISONDA, in via Sant'Anselmo 22, Torino. Con la redazione di ARGO (Silvia Albanese e Gianni Montieri), Amelia Lenti / FONDAZIONE FARO, Flaviana Rizzi / UAAR e con la voce di Francesca Cola. Domenica 13 maggio, ore 13.00, ARGO sarà al Salone del Libro di Torino, Stand Regione Marche. Con la redazione di ARGO (Silvia Albanese, Marco Benedettelli, Valerio Cuccaroni, Giuseppe Merico). Come e dove comprare Argo XVII / VIXIDopo aver esplorato l’Italia delle “Oscenità” nel 2009, le identità mutanti di “ID – La materia che amava chiamarsi umana” nel 2010, la rivista d’esplorazione ARGO, giunta al suo diciassettesimo numero, affronta il tabù della morte: VIXI, il titolo scelto per l’occasione, viene dal latino «io ho vissuto» ed è anagramma appunto di XVII. Alla realizzazione di VIXI hanno contribuito Franco Arminio, Giorgio Vasta, Mauro Cicarè, Luigi Bernardi, Mina Welby, César Brie, Marco Giovenale, Massimiliano Santarossa, e altre cinquanta fra scrittrici e poeti, ricercatori e giornaliste, con poesie, racconti, fumetti, reportage e interviste, da tutta Italia, ma anche dalla Francia, dalla Finlandia e dal Giappone. La rivista sarà in libreria il 7 marzo 2012, nel frattempo è consultabile online, in copyleft, qui ed è possibile ordinarla seguendo le semplici istruzioni riportate di seguito. Ordina la tua copia di Argo via posta. Basta fare un versamento ai conti sotto indicati e ti spediremo il nuovo numero, VIXI, direttamente a casa tua. Con la tua quota parteciperai anche alla campagna di sistegno per la nostra rivista, per aiutarci a resistere e a crescere. Il costo della rivista è di 10 euro, spese postali incluse. A partire dai 30 euro di versamento c'è una copia omaggio. Chi versa 50 euro riceve 7 copie. Chi ne versa 100 invece 15. Cartolina da MarradiLa nebbia fende con sapienza cubista filari d'alberi quasi spogli sullo spigoloso profilo dei colli, nonostante l'avvolgente pastiche di morbide sfumature, di caldi colori autunnali tra cui si staglia in qua e in là la crepa, o il legno, di qualche casolare. Due piccole panchine una a fianco dell'altra e un estratto dei Canti Orfici su un leggio, il "mistero", dal piccolo campanile a vela (le vele le vele le vele) di Campigno: è ancora oggi quella nebbia così esatta nei suoi fumosi toni di grigio che rompe l'equilibrio curvilineo di quel quadro puntinista di bosco, terra e ruggine, è il senso dell'eternità, è il senso -oltre le generazioni- del sacro, che vela gli occhi schiudendosi su quel cucuzzolo di quella vela fiera, eretta nella sua triangolare perfezione tra terra e cielo. |

Lascia una sensazione di pace la lettura di questo bel libro di Cristiano Poletti: Porta a ognuno. Eppure si tratta di una raccolta in versi di lotta. Un equilibrio raro da trovare: pace e guerra. Pace perché il tono di Poletti è lieve, volutamente (necessariamente) basso, a volte addirittura sussurrato, ma sempre efficace.
La foresta ti ha non è il semplice resoconto di un periodo di studi antropologici sul campo, di un giovane occidentale in Africa presso i pigmei Baka, ma il racconto di una trasformazione, di una presa di coscienza. E neanche solamente una privata esperienza di vita, bensì un modo per descrivere l'incontro tra universi differenti, anzi, tra “foreste” diverse, perché per i Baka la foresta non è solo un luogo, un contesto, ma un vero e proprio paradigma di interpretazione del mondo: e l'occidente bianco da cui proviene il protagonista è una foresta, dal loro punto di vista. Mondi diversi si incrociano continuamente nel romanzo: quello dei Baka e quello dei villageois, gli abitanti dei villaggi fuori dalla foresta, i “civilizzati”, coloro che ormai commerciano con gli occidentali e sfruttano i “selvaggi”. L'occhio del protagonista vede più lontano, è consapevole della situazione africana e nonostante questo è impotente, perché comunque vede tutto dall'interno: l'unica via è lasciarsi andare all'attrazione della foresta, farsi coinvolgere oltre il limite imposto dal ruolo di studioso, immergersi anima e corpo nei riti di passaggio che inevitabilmente si trova ad affrontare, per capire il popolo che ha di fronte e in definitiva per capire se stesso, per diventare un tutt'uno e farsi possedere dalla foresta.
La scrittura di Martello è elegantemente provocatoria: lo straniamento indotto dalla prospettiva del coniglio antropologo, sguardo narrante che - tra meticolosa descrizione, irriverente analisi e curiosa interpretazione - ci accompagna attraverso il mistero di Facebook, ben si sposa con il fiero alter-ego sociologo di Harpo Coniglio, niente meno che l'illustre Zygmunt Bauman. Per poi precisare, sin dall'introduzione iniziale, che l'esimio studioso è debitamente sconosciuto.