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Argo N.2 _Raul Montanari, Aldo Nove, Tiziano Scarpa : «Covers»

I testi di Raul Montanari, Aldo Nove e Tiziano Scarpa, pubblicati qui sotto, fanno parte di un loro repertorio, ormai abbastanza cospicuo (quindi pronto per la pubblicazione), di Covers. In ambito musicale, come molti sapranno, la cover è il rifacimento di un brano classico di un gruppo eseguito da una band moderna modificando solo l’arrangiamento e lasciando generalmente inalterato il testo. I tre noti scrittori contemporanei hanno fatto il contrario, hanno avuto cioè l’dea di svincolarsi dal testo della canzone di riferimento, scrivendo dei brani che si ispirassero al titolo, all’atmosfera generale, al sound della canzone stessa, per poi recitarli in pubblico tenendo lo stesso brano come sottofondo musicale.

Un esempio concreto di quel fecondo rapporto tra letteratura e altri linguaggi che abbiamo preso come riferimento principale delle nostre ricerche in questo numero della rivista. Rapporto su cui abbiamo poi chiesto direttamente ai tre autori di esprimersi.

 

Raul Montanari

The bed’s too big without you

 

Adesso che non ci sei più
è tutto così bello, così
chiaro, sai, pulito,
non so se mi capisci
in casa le pareti
mi sembrano perfino più diritte,
ho smesso di fumare,
mi sono messo a dieta, non ti credere,
faccio la bella vita
ma senza esagerare,
il cielo stellato sopra di me
la legge morale dentro di me,
vado all’ipermercato ogni tre giorni
ascolto Ligeti e Stockhausen
ho buttato via le tue cassette
quella merda di britpop, come si chiama,
vedo anche donne… scusa, non ne parlo,
ma più che altro
gli amici di una volta
quelli che ti stavano antipatici
ho ricominciato a leggere,
la tv potrei anche venderla,
la vuoi? Te la regalo
così ti puoi guardare
tutte le tue cazzate
io la sera leggo
non ti dico cosa, non li conosci, tanto
la camera da letto è tutta linda,
non c’è più roba in giro, tutto a posto,
fra un mese cambio macchina
sono anche diventato consigliere
nell’assemblea condominiale,
mi prendo l’autoradio coi cd
visto che tu non sarai lì a incasinarmeli,
faccio la raccolta dei rifiuti
differenziata, non quel puttanaio
che facevi tu, con le bottiglie
in mezzo alle banane tutte marce,
con le bollette sono puntuale
ogni tanto penso pure a Dio,
e voto, elezioni, referendum,
non me ne perdo una,
i week-end li tengo liberi
ragazze ne ho parecchie
te l’ho già detto? Non quelle di prima,
facce nuove. Facce… insomma…
Sono diventato più romantico
mi posso anche permettere
un po’ di nostalgia
sto così bene adesso che non ho paura
di ripensare a quando stavi qui,
è solo un mese ma mi sembra un anno
da quando sei andata…
abbiamo fatto bene…
così non si poteva continuare
ah, vado pure a giocare a calcetto
con quel mio amico del «Corriere»
sai cosa mi sembra?
se devo proprio dirlo
da quando tu non sei più qui
mi pare che ho più tempo libero, capisci,
telefono a mia madre ogni mattina
fra le otto e le otto e mezza
– a te dava fastidio,
sì, mi prendevi in giro –
dovevo sempre dimostrare non so cosa,
ora respiro, aria!, aria!
Comunque non ce l’ho con te, tesoro
eh, mi viene ancora da dirti così,
abbiamo fatto bene a darci un taglio
sei stata fortunata pure in questo,
trovare l’uomo giusto subito, ma subito!,
praticamente il giorno dopo, pressappoco,
o forse il giorno prima, chi lo sa?
E i viaggi in rete che mi faccio, le chat line,
tu non hai idea della gente che si trova,
c’è una che mi piace, è così dolce
e spiritosa poi, anche un po’ troia,
peccato che abbia già due o tre bambini
ma non importa, magari prima o poi…
Mi sembra di rivivere, te lo dico col cuore
tu non offenderti, ma va meglio così,
gioco a scacchi col computer,
l’altra sera ho pareggiato,
però al livello 1, bah, c’è tempo
per questo, per tutto,
un mare di tempo a stare soli
adesso vado in centro a fare un giro,
a volte passo per la via che sai,
dove venivo a prenderti in ufficio
ma non mi fermo, non ti credere, non voglio
metterti in imbarazzo, ché magari
viene quell’altro ad aspettarti, e insomma
sto organizzando per andare in Francia
con i miei amici, andiamo per musei,
però… se capita…
ah, e poi il mese prossimo…
Non so, non mi ricordo più che cosa
volevo dirti.

 

The Police

The bed’s too big without you

Bed’s too big without you
Cold wind blows right thru’ my open door
I can’t sleep with your memory
Dreaming dreams of what used to be
When she left I was cold inside
That look on my face was just pride
No regrets no love no tears
Living on my own was the least of my fears
Bed’s too big without you
The bed’s too big without you
The bed’s too big
Without you
Since that day when you’d gone
Just had to carry on
I get thru’ day but late at night
Made love to my pillow but it didn’t feel right
Every day, just the same
Old rules for the same old game
All I gained was heartache
All I made was one mistake
Now the bed’s too big without you
The bed’s too big without you
The bed’s too big
Without you

 

Tiziano Scarpa

Canto del poeta assetato di vita

 

Nottetempo vado in giro,
esco dal mio buen retiro,
vago finché viene a tiro
sangue di fanciulla o viro.

Succhio il plasma di un fachiro
che il dolore prende in giro,
l’erreacca di un emiro
con il cazzo sempre in tiro.

Ogni anno seguo il Giro:
della maglia rosa il giro-
collo mordo, al test la attiro
per il doping: la raggiro.

Lappo ingordo il karakiro
di un samurai proboviro,
su per la cannuccia aspiro
il cruento suo elisiro.

Non ho mai addentato un ghiro
mentre ronfa giù di giro,
né la mummia di un assiro
fradicia di leptospiro.

L’alba mi dà il capogiro,
in cantina mi ritiro,
nella bara il corpo stiro,
sbarro gli occhi, mi rigiro,

prendo in mano la mia biro
dalla punta di zaffiro
e compilo sul papiro,
disperato, un elzeviro:

«Vita, non ho altro disiro
che allungare il mio respiro
mille secoli: deliro?
Vita, sarò il tuo crumiro».

Poi mi firmo: Dott. Vampiro.

 

Bauhaus

Bela Lugosi’s Dead

White on white translucent black capes
Back on the back
Bela Lugosi’s dead
The bats have left the bell tower
The victims have been bled red velvet lines
The black box

Bela Lugosi’s dead
Bela Lugosi’s dead
Undead undead undead

The virginal brides file past his tomb
Strewn with time’s dead flowers
Bereft in deathly bloom
Alone in a darkened room the count

Bela Lugosi’s dead
Bela Lugosi’s dead
Bela Lugosi’s dead
Undead undead undead

Oh Bela
Bela’s undead

 

Aldo Nove

Family snapshot

 

Alla fermata del metrò di Duomo
In direzione Molino Dorino
La scorsa settimana alle otto e mezza

Il giorno dopo la semifinale
Vinta contro tutte le previsioni
Iniziali dagli undici di Zoff

C’era un sacco di gente che guardava
Il video del comune sull’estate
Misto a frammenti di pubblicità

Con Megan Gale che scompariva dietro
Lo sferragliare del treno diretto

In direzione Inganni quando oltre
I binari ti ho vista come un colpo
Di luce col sacchetto della Virgin

Pieno di dischi che avevi comprato,
appariscente e bella da guardare
come un colpo nel cuore una valanga

Inaspettata di colori dentro
Lo spento susseguirsi delle sere
Dei giorni fino all’ultimo ogni volta

E poi da capo fino a quando quella
Sera ti ho vista e ti ho guardata mentre
All’arrivo del treno in direzione

Sesto ti sei schiantata sui binari
Si è sentito l’impatto sull’acciaio
Il rumore finale dei tuoi chili

Misti al grido di un impiegato alla
Pubblicità dei coni alla vaniglia,
Così sei morta e dal sacchetto sono

usciti i dischi che avevi comprato,
si sono sparpagliati a terra, due
Cd dal vivo di Bocelli e il nuovo

disco di Pavarotti e lo scontrino,
mi sembrava che tu avresti potuto
cambiare la mia vita finalmente

Rigirarla come un calzino invece
Sei morta e allora me ne vado a casa
A mangiare 4 salti in padella.

Repeat (velocissimo):
Alla fermata del metrò di Duomo
In direzione Molino Dorino
La scorsa settimana alle otto e mezza
Il giorno dopo la semifinale
Vinta contro tutte le previsioni
Iniziali dagli undici di Zoff
C’era un sacco di gente che guardava
Il video del comune sull’estate
Misto a frammenti di pubblicità
Con Megan Gale che scompariva dietro
Lo sferragliare del treno diretto
In direzione Inganni quando oltre
I binari ti ho vista come un colpo
Di luce col sacchetto della Virgin
Pieno di dischi che avevi comprato,
appariscente e bella da guardare
come un colpo nel cuore una valanga
Inaspettata di colori dentro
Lo spento susseguirsi delle sere

Lo spento susseguirsi delle sere

Lo spento susseguirsi delle sere

Lo spento susseguirsi delle sere

 

Peter Gabriel

Family Snapshot

The streets are lined with camera crews
Everywhere he goes is news
Today is different
Today is not the same
Today I make the action
Take snapshot into the light, snapshot into the light
I’m shooting into the light

Four miles down the cavalcade moves on
Driving into the sun
If I worked it out right
They won’t see me or the gun

Two miles to go, they’re clearing the road
The cheering has really begun
I’ve got my radio
I can hear what’s going on

I’ve been waiting for this
I have been waiting for this
All you people in TV land
I will wake up your empty shells
Peak-time viewing blown in a flash
As I burn into your memory cells
’Cos I’m alive

They’re coming ’round the corner with the bikers at the front
I’m wiping the sweat from my eyes
It’s a matter of time
It’s a matter of will
And the governor’s car is not far behind
He’s not the one I’ve got in mind
’Cos there he is the man of the hour, standing in the limousine
«I don’t really hate you
I don’t care what you do
We were made for each other
Me and you
I want to be somebody
You were like that too
If you don’t get given you learn to take
And I will take you».

Holding my breath
Release the catch
And I let the bullet fly

All turned quiet I have been here before
A lonely boy hiding behind the front door
Friends have all gone home
There’s my toy gun on the floor
Come back Mum and Dad
You’re growing apart
You know that I’m growing up sad
I need some attention
I shoot into the light 
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