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ARGO N. 6_Luigi Ghezzi: «Mark Amerika: l'ultimo esponente del delirio libertario americano»

Mark Amerika appartiene a una non-fascia artistica. Definirlo artista crossmediale o webartist non risolve l’arcano. Prima ancora che questi termini entreranno a far parte di qualche antologia letteraria italiana, Amerika ha già steso un manifesto che delinea i punti per diventare ciò che lui è: «How to be an Internet Artist» [1]. Questo è Mark Amerika, un artista dell’Internet, ma anche filosofo della cultura cyber e, come ama definirsi, entertainers

Nel 1998, con il progetto Grammatron [2], si rivela un pioniere delle sperimentazioni letterarie della Rete. Grammatron è un ipertesto mastodontico, un «ambiente narrativo di dominio pubblico», definito dal «New York Times» come «grappling with idea of spirituality in the electronic age». 1100 brani testuali, 2000 link, più di quaranta minuti di soundtrack, con l’aggiunta di gallerie virtuali e foto di vita comune. Quest’opera, che argomenta dalla Cabala alla cyberlife, costituisce il tentativo di costruire la struttura e i contenuti di un network narrativo ipertestuale.
Grammatron è il primo progetto di una programmata trilogia dei massmedia. Il secondo lavoro s’intitola PHON:E:ME [3], un concept album di mp3 che si genera scegliendo delle «hyper:liner:notes», dei brani testuali di Amerika associati, a suo arbitrio, a dei brani sonori. Ogni percorso narrativo si trasforma in un brano diverso. Una combinazione testo-suono inarrivabile per qualsiasi libro.
Il terzo lavoro è il FILMTEXT [4], una performance artistica offline che è stata immessa successivamente in Rete. Il tema del sito è sempre la narrativa digitale, ma diverse sono le forme d’espressione. C’è ancora un concept album mp3, al quale si aggiunge un e-book sperimentale da scaricare e un video con alcune sue live performance.
L’opera di più ampio respiro di Mark Amerika è senz’altro il sito ALT-X [5], concepito come un nuovo modo di pubblicare, nonché il prossimo venturo. Attivo dal 1993, questo portale, raccoglie articoli, pubblicazioni, musica digitale, l’archivio del magazine «black ice fiction» (massa degenerativa per masse affamate) e una storia della net art. Segnaliamo inoltre anche il suo romanzo Sexual Blood, tradotto in Italia dalla Shake Edition con il titolo Sangue Sessuale [6].
Mark America riflette in modo eclettico sul futuro dell’arte narrativa nella cultura dei network e registra nell’ambiente più appropriato le nostre esperienze multimediali quotidiane: nel web. Come afferma nella sua poetica-manifesto dell’Avant-Pop [7] siamo tutti figli dei massmedia e la più importante direttiva dell’ondata Avant-Pop «is to enter the mainstream culture as a parasite would sucking out all the bad blood that lies between the mainstream and the margin», in un processo mutante infinito, dove gli schemi culturali consolidati servono, se servono, come materia grezza da contaminare e ricombinare.
Mark Amerika rappresenta una scheggia culturale all’ideologia neopositivista californiana dei Digerati, anche se con una certa volontà di evoluzione artistica. Quest’ideologia narcisista riflette il trionfo mondiale delle nuove tecnologie americane. Prima dell’Apocalisse statunitense dell’11 settembre e prima ancora dello scoppio della ‘bolla’ della New Economy (nel 2000 circa), tutto il mondo era convinto dell’inattaccabilità di una nazione che non solo deteneva il primato tecnologico, ma – fattore molto più importante – il primato sul fronte delle innovazioni di queste tecnologie: la Rete. In questa miscela di ricchezza, vita hippy, anarchia e new economy, la rivista «Wired» [8], nel periodo che va dal 1993 al 1998, ha svolto il ruolo di Bibbia-vademecum, fino a quando il suo motore più potente, la new economy, per forze contingenti si è inceppato.
Lo stile ricombinante e contaminato di Amerika ricalca magistralmente la fusione del neoliberalismo americano con il fascino per le nuove tecnologie digitali che il mondo anarchico giovanile ha subito provato. Un tecnoutopismo nato dall’entusiasmo per la Rete e localizzabile tra la Silicon Valley, San Francisco, Hollywood. Un capitalismo che parlava il linguaggio retorico della libertà, dei fanatici sostenitori del libero mercato e che pretendeva di estendersi come stile di vita a tutto il globo-globalizzato.

Note

[1] Cfr. www.altx.com/amerika.online/amerika.online.5.7.html.

[2] Cfr. www.grammatron.com.

[3] Cfr. phoneme.walkerart.org/.

[4] Cfr. filmtext.newmediacentre.com.

[5] Cfr. www.altx.com.

[6] Alcuni passi sono leggibili al sito www.kyuzz. org/ordanomade/fuckoff.htm.

[7] Cfr. www.altx.com/manifestos/avant.pop.manifesto.html.

[8] Cfr. www.wired.com/wired/archive/.

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