Break notes 2008-2016 | di Stefano Colangelo

 

Stefano Colangelo, Break notes 2008-2016 (modo infoshop, Bologna 2017)*

 

t9

scusa diventa paura

governo diventa inverno

paese diventa padre

padre che scese scrivendo terra

terra che tersa verrà

 

una finestra

a ogni convegno punto una finestra

finché non ci rivedo la storia dell’indice e del medio

che scavalcarono per ultimi il tubo della flebo

poi ognuno si aggrappa al suo microfono

dice quello che gli rimane da dire

 

un dio

da bambino qualcuno deve avermi detto

c’è un dio che canticchia ogni volta che fai una poesia

è una frase che ancora mi si imbianca di luce

scheggiata dal ghiaino della strada cieca

in un pezzo di città cresciuto a forma di gomito

dio a scatola cinese, dimmi chi ti ha perso per strada

viaggiatore con gli occhi bianchi e i pantaloni scampanati

musica di motonave, intruglio di balera

voce di spiaggia in cerca di bambini smarriti

dimmi chi canticchiava mentre ti vestiva di nero

 

downtown dub

l’attrazione adesso è il grattacielo degli impiccati

i nostri trader salgono scale trasparenti

rispondenze, prospettive, scorrimenti

frecce, stelle, facce, migliaia di camion vela

ci guidano alla festa dei compro oro

riscrittura di elemento di paesaggio

facile facile, feroce feroce

l’allegoria erba-verso sta diventando terminale

adesso è un pesce rossissimo coi dentoni e l’occhio fisso

e intorno ci sono tutti questi bamboli cavernacoli consumanoidi

e c’è ancora molto da lavorare

 

livestock

e chi ce l’ha più la forza di alzarsi

di scalciare, di rosicchiare il fil di ferro

di leccare disciplinatamente gli avanzi di pioggia

quasi-sempre-notte, quasi-sempre-giorno nell’aria bucherellata

i camion a gabbie, i codici a barre

 

disequazione settima

popolo di chioccioline mezze addormentate

strada dei saturati, piana degli intubati

agua, freccia, doppietta e via senza pagare

indovinate poi di chi appenderanno il nome

chi beccheranno accucciato tra le ruote

il pulmino colorato s’incammina nella Cuenca

una croce rimbiancata conficcata alla fermata

lo sentite tutto questo gargarismo gocciolante

come raschia i panni stesi, agua, come sbuffa con la guancia

agua, come ristagna la polenta, agua, come comanda la mattanza

 

* Testi scelti da Valerio Cuccaroni

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