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Il banchetto della comunità | di Movimento Diritti Negati

Sintesi del percorso e delle attività del Movimento Diritti Negati (1 di 2)

La caduta del muro di Berlino fu l’occasione per cui, a casa della sociologa Arianna Montanari, ci riunimmo per difendere valori come “giustizia e società civile” che sentivamo minacciati. Le morti di Falcone e Borsellino dimostreranno poi che la nostra sensazione di pericolo non era infondata.
Per dar modo a tutti di partecipare le riunioni si tenevano il martedì sera, all’ora di cena. Ciascuno di noi portava qualcosa e parlavamo in cerchio mangiando e bevendo insieme. Il club prese così una sua connotazione molto amichevole, paritaria e libera. Questa caratteristica rimarrà costante nel nostro modo di condurre incontri, dibattiti e seminari.
Come dice un vecchio detto: «Se vuoi trovare risposte ai problemi di una comunità, non salire su un palco sopra di loro, siediti in mezzo a loro».
Il club, fin dalla nascita, si divise in due gruppi, uno più interessato a problemi legislativi in campo politico e amministrativo e l’altro deciso ad occuparsi in maniera concreta dei problemi sociali.
Questo secondo raggruppamento si darà poi il nome di Movimento Diritti Negati in difesa dei diritti civili di chi non ha la possibilità di farli valere. Il Movimento al cui interno erano numerosi gli psicoterapeuti iniziò a interessarsi alla sofferenza psichica con un primo Convegno, tenuto all’Università Valdese a Roma, nel novembre 1991, intitolato I Muri abbattuti che intendeva richiamarsi sia alla situazione nuova che si era creata dopo il crollo del Muro di Berlino che alla Legge Basaglia che aveva abbattuto i muri dei manicomi.
Molto importante fu l’intervento del professor Tommaso Lo Savio, direttore dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà e allora presidente di Psichiatria Democratica.
A distanza di anni vediamo quasi realizzato il programma che allora Lo Savio ci espose e che sembrava un sogno affascinante e futuribile. Ora infatti la maggior parte degli ex pazienti del Santa Maria della Pietà, vive serenamente in piccole comunità integrate nel territorio. Importanti furono pure gli interventi di alcuni componenti del Movimento Diritti Negati, tra cui Carlo Volpi che divenne poi presidente dell’Associazione regionale Salute Menale che fa parte dell’Unione nazionale Salute Mentale, la più diffusa e ascoltata associazione di familiari di pazienti psichici. Ora questa associazione viene ascoltata al Comune, alla Regione e anche dai Ministri della Sanità. Allora un familiare di paziente psichico raccontò che l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Roma, il ben noto Azzaro, non fece neanche entrare nel suo ufficio i familiari dei pazienti psichici che chiedevano aiuto per i loro figli e che furono costretti a parlare in piedi, accalcati sulla porta. Azzaro rispose loro che il Comune non aveva soldi da sprecare per quelli che non sapevano allevare i figli. Come se il disagio psichico fosse un segno di mala educazione e non una seria patologia.
Alla fine del convegno Carlo Santucci, il nostro vicepresidente, disse che il Movimento Diritti Negati era caratterizzato da una comunicazione paritaria e amichevole e che per integrare le diverse conoscenze è utile sedersi intorno a un tavolo mangiando e bevendo insieme.
Siamo tornati all’antico, a partire dal Convivio di Platone fino ai banchetti della Rivoluzione francese. Se pensiamo ad un esempio storico, i re di Francia salivano su un palco per mangiare da soli davanti al popolo digiuno. Quando si è cercato il modo di cambiare la situazione, durante la rivoluzione francese, si mettevano per strada delle tavole dove si mangiava tutti insieme e si discuteva di una società futura migliore.
Successivamente il club Punto e a Capo, insieme al Movimento Diritti Negati, organizzò quattro serate su La Civiltà dell’Incontro a Santa Maria della Pietà, Padiglione 19, cortile dei Tigli.
Furono quattro serate intense e interessanti dove insieme a psichiatri e psicoterapeuti, intervennero letterati come Alfredo Giuliani e Beniamino Placido, Erri De Luca, lo sceneggiatore Ugo Pirro, Giuliano Montaldo, il giornalista e conduttore Rai Michele Santoro e don Luigi Di Liegro, direttore della Caritas in quegli anni.
In una di queste serate, il lunedì, durante La pedagogia dell’incontro, Ludovica Muntoni del Movimento di Cooperazione educativa, raccontò di questa sua difficile classe di scuola materna, dove c’erano figli del personale delle ambasciate insieme a figli di professionisti, figli di immigrati e di romani veraci. Tutti avevano feste e ricorrenze diverse. D’accordo con i genitori Ludovica decise di festeggiare nella piccola classe tutte le festività, da quelle cristiane a quelle musulmane ed ebraiche.
Nelle diverse occasioni i genitori portavano i dolci tipici delle diverse festività religiose. Alla fine una bambina romana da sette generazioni, disse: «Anvedi! Ho scoperto che so’ cristiana!»
L’incontro serve anche a scoprire sé stessi.

Alberta Montanari

Continua…


[Argo ha esplorato il territorio del disagio mentale nel volume 11, Il matto [sbarrato], consultabile qui.]

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