Alberto Custerlina, Mano Nera, Baldini Castoldi Dalai, 2010 Vidocq – già controverso fondatore del primo corpo di polizia dell’età moderna e archetipo dell’investigatore con le mani in pasta – dà il nome alla neonata collana noir di B.C.D. che permette ad Alberto “Al” Custerlina, fresco reduce dall’esordio di Balkan bang! (PerdisaPop, 2008; Mondadori, 2010), di confermarsi come valida penna, per nulla intimorito dalle aspettative che intorno agli esordi felici sono solite tendere agguati.Stefano Leoni, Basse verticali, Kolibris, 2010
“Fummo fatti per scrutare l’infinita complessità Chiara De Luca mette come incipit alla sua prefazione questi versi dell’autore. La scelta è perfetta, questi tre versi rappresentano a mio avviso la giusta sintesi della poetica di Stefano. Un continuo, mai causale, oscillare fra il terreno, il quotidiano ed il suo elevarsi. Ma soprattutto il quotidiano e le sue bassezze. Leoni osserva, registra, avvicina e allontana l’occhio della telecamera, penso al poemetto finale “il condominio” : Gianni Montieri, Futuro semplice, Lietocolle, 2010
Luca Ariano, Contratto a termine, Edizioni Farepoesia, Pavia 2010 La pulsione più forte della scrittura di Luca Ariano è il desiderio di fare resistenza alla paura di dimenticare le cose: volti, strade, aneddoti, nomi che il verso ha (aveva, avrà o avrebbe avuto) la commissione proverbiale di mettere in cassaforte. “Contratto a termine” è un romanzo in versi (situato nella tradizione poetico-narrativa di certo Zanzotto, di Pasolini, ma soprattutto vicina alle voci di Sinisgalli e Bertolucci) in cui la vocazione civile non è mai separabile dalla vocazione alla memoria. Un atto di redenzione, quasi di backup lirico dei fatti, che avviene nella coscienza di parlare di fatti epigoni, di cose che accadono fuori tempo massimo. Il metodo con cui Ariano si stacca dal suo personaggio somiglia a un’ironia seria. L’Emilio (“professore precario”), il Vito (“ex partigiano”, che “vive col respiratore dieci ore al giorno”), l’Enrico (“che la sua storia sembra uscita da un film di Almodovar”) possono essere scritti e ricordati esattamente a patto del loro essere tranquillamente dimenticabili. Edwin Morgan, Libro delle vite, Kolibris, 2009 e John Barnie, Ghiaccio, Kolibris, 2009La casa editrice bolognese Kolibris è nata ad ottobre 2008 eppure ha già all’attivo quasi trenta titoli tra italiani e principalmente stranieri e numerose collane di poesia dedicate a singoli paesi e specifiche aree linguistiche. In questo breve articolo voglio parlare di due poeti mai pubblicati in Italia fino a ora che, a mio parere, sono tra i più notevoli stampati da Kolibris e sicuramente tra i maggiori del loro Paese.
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Paola Ronco, Corpi estranei, Perdisa Pop, 2009
Roberto Saporito, Carenze di futuro, Zona, 2009 Perdere, sempre e comunque, qualcosa: il protagonista del romanzo di Roberto Saporito, un antieroe, vive ormai in questo modo, trascinandosi in un'esistenza fatta solo di rimpianti e ricordi, senza nessuna prospettiva né speranza per il futuro. Ha perso tutto al gioco d'azzardo, dalla moglie e figlia al notevole patrimonio di famiglia. Non ha nessun tipo di abilità, nessun interesse. Non gli rimane nulla, se non aguzzini ansiosi di mozzargli almeno qualche dita della mano. L'unico amico che gli rimane lo spedisce in un piccolo paese turistico nel sud della Francia dove, spera, potrà starsene nascosto grazie alla copertura come custode invernale di un residence. Ma il suo non sarà propriamente un viaggio, quanto piuttosto uno slittare apaticamente da un'esperienza all'altra, un ciondolare lamentoso di città in città, ritrovando vecchi amici, nuove complicazioni e tanta solitudine. Parallelamente corre la storia di Sophie, taciturna e misteriosa ragazza che percorre la Francia in lungo e in largo su una chiatta alla ricerca della madre. Michele Vaccari, Giovani, nazisti e disoccupati, Castelvecchi, 2010 Massimo Gezzi, L'attimo dopo, Sossella, 2010
Gianni Tetti, I cani là fuori, Neo, 2009
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- Sergio Rotino, Un modo per uscirne, Abramo, 2009
- Marilù Oliva, Repetita, Perdisa, 2009
- Massimiliano Chiamenti, SCHERZI ?, Giraldi 2009
- Giovanni Fantasia, Santi negri e scarafaggi, Quadrup editrice 2009
- Dora Albanese, Non dire madre, Hacca edizioni, 2009
- Andrea Inglese, Il “fascismo estetico”. Su Videocracy e altre visioni
- Marina Girardi, Kurden People, Bologna, Ed. Comma 22, 2009
- Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni, Macerata, Quodlibet Compagnia Extra, 2009
- Adriàn Bravi, Sud 1982, Roma, Nottetempo, 2007
- Michele Fabbri, Apocalisse 23, Cesena, Il Ponte Vecchio 2003 (II edizione 2005)
- Francesco Fumelli, No, non è una cosa seria, Bologna, Giraldi, 2006
- Andrea Montali, Anime sole in autobus sovraffollati, Bolzano, Traven books, 2007
- David Gilbert, I normali. Professione cavie, Milano, Bompiani, 2007
- Cento poeti italiani contro Berlusconi
- Altaf Tyrewala, Nessun dio in vista (tit. or. No god in sight), Milano, Feltrinelli, 2007
- Giuseppe Merico, Dita amputate con fedi nuziali, Bologna, Giraldi, 2007
- Claudio Comandini, Basso Impero, Roma, Sovera, 2006
- Alessandro Seri, Rampe per alianti, Ancona, PeQuod, 2006
- Stefano Santarsiere, L'arte di Khem, Bologna, Edizioni Pendragon, 2005
- Maria Grazia Maiorino, Di marmo e d'aria, Lecce, Editore Manni, 2005
- Franco Alvisi, Primavera bizantina (cronache liriche dallo sfacelo), Roma, Giulio Perrone, 2005
- Henri Corbin, Le radici del sufismo, Roma Bari, Editori Laterza, 2005
- Galarico, Un amore sognato, 2005 - www.homolaicus.com/letteratura/poesie/amore/poesie.htm
- Alessandro Moscè (a cura di), Lirici e visionari. Poeti italiani contemporanei, Ancona, Il lavoro editoriale, 2003
- Gabriele Falco, Come un killer sotto il sole, Marina di Massa, Edizioni Clandestine, 2004
Vidocq – già controverso fondatore del primo corpo di polizia dell’età moderna e archetipo dell’investigatore con le mani in pasta – dà il nome alla neonata collana noir di B.C.D. che permette ad Alberto “Al” Custerlina, fresco reduce dall’esordio di Balkan bang! (PerdisaPop, 2008; Mondadori, 2010), di confermarsi come valida penna, per nulla intimorito dalle aspettative che intorno agli esordi felici sono solite tendere agguati.
Ci sono momenti o, come in questo caso, libri, in cui la poesia chiama come la canzone giusta alla radio, come l’amico che ti telefona per una birra la sera in cui ne avverti il disperato bisogno. Questa è una delle piacevoli sensazioni che si provano incontrando per la prima volta le poesie raccolte in Basse verticali di Stefano Leoni (ed. Kolibris, 2010). 

Tre corpi estranei, tre vite che scorrono parallele attraverso una routine ossessionata dai fantasmi del passato e del presente. I protagonisti di “Corpi estranei” sono legati tra loro da un filo leggero ma molto teso, cui basta uno strattone per spezzarsi e sconvolgere i precari equilibri necessari per tirare avanti. Sullo sfondo di una Torino perturbata da una famigerata banda criminale – i cosiddetti “giustizieri”, impegnati a modo loro a ripulire la città dai cittadini di second'ordine – Paola Ronco (1976) delinea tre esistenze irrequiete, solo in parte legate al resto del mondo. 
Megalomane, patologicamente egocentrico e molto determinato. Questa miscela esplosiva è il protagonista del romanzo di Michele Vaccari, Giovani, nazisti e disoccupati. Un anonimo ragazzo di vent'anni con le idee chiare, soprattutto quella di non essere un “giovane del 2010”, di non far parte di nessuna generazione, ma immerso nella realtà bolognese fino al collo: studente universitario, con tanto di coinquilini “punkammerda”, ex-ragazza “agonista” - come dice lui, ovvero eroinomane – e l'anarchico Errico Malatesta come compagno immaginario.
È probabile che io sapessi, prima ancora di riceverlo, che, L’attimo dopo di Massimo Gezzi , sarebbe stato un gran bel libro di poesia. Come è possibile che io somigli più a un fan che a un critico. In realtà sono un lettore incallito, appassionato e abbastanza scaltro (concedetemelo). Aggiungete che alcune delle poesie contenute nella raccolta le conoscevo per averle lette nel Nono quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2007). Altre più recenti come “mattoni” le ho ascoltate in una sera di inverno, a Milano, in una freddissima (che novità) Casa della poesia. Ne rimasi molto colpito e lo dissi a Massimo già allora. A quel punto restava solo da aspettare il libro.
