Per diverse ragioni | un libro di Domenico Brancale | Fabio Orecchini

“Ti sto leggendo caro Domenico con passo lento ma potente, senza mai stancarmi, come sulle mie alte colline, come forse nel tuo scrivere per fiammate tenui -risalite- che prevedono discese impervie, ricadute, nell’io degli uomini ombra, dei fantasmi  (le pantaseme come le chiamano qui). Muovendo verso una maturità del verso, una poesia amorosa di respiro internazionale, e bene hai fatto ad inserire quella prefazione di Alberto Manguel che cito: <<La metafora, lo sappiamo, è un’ammissione del fallimento del linguaggio ; forse per questo Brancale utilizza metafore così di rado. Le sue immagini valgono a se stesse>>. Sempre sull’orlo, sul baratro del dire cui l’amore ci condanna, ci teniamo stretti alle poche parole che restano, ancorati con mani e gambe forti alla roccia che ci sovrasta, ci mantiene, mentre noi cadiamo.

Tuo, Fabio”

***

da Per diverse ragioni

 

Estranei. I giorni non tornano.
Per diverse ragioni viviamo
dietro le palpebre di una persona.
Fuori resiste. Ostinato. Fuori limita.
Dietro viviamo.

Luce. Dentro.
Irrompe fin dove ha ragione il buio.
«Poiché è incandescente. Poiché nessuno le resisterebbe».
Fuori è un perimetro svanito.
I corpi vagano. La mano in agguato.

***

Ma c’è nel sangue un sangue che defluisce leggero
verso la dimora del bene. Un uomo nell’uomo
oltre la bestia. Oltre la clausura.

Dev’esserci una mano nella mano senza più colpa.
Indifesa. Fuori dalla stretta.
Sul volto appena nato nello specchio della tua luce.
Sì. Per le stesse ragioni. Ora è qui.
Poiché si rivolta. Si affida.

***

Dove siamo stati corpi distesi è pietà delle ore.
Il dolore rimane in superficie.
Una frase si sottrae. La parola si rimargina.
Il silenzio smette di toccarci.

Qualcuno lava il viso del tuo avvenire
Uno che ha mani per vederti.
Uno che condivide nebbia e trasparenza.

***

Entrambi.
Io destinato a strisciare sul selciato delle ombre.
Tu luce dei desideri saccheggiati.
Riconoscere come unica geografia la dispersione.
Ogni città si ricompone dopo il disastro.
La strada che percorriamo ha cambiato nome.
All’angolo dove avremmo dovuto svoltare
la scena in me si è fermata.

Tu t’incammini verso un altro istante
per la certezza.

***

È fra noi due la tregua. Il breve istante. Fra noi
colui che colma l’abisso e lo nega.

***

Una parola entra nel nostro silenzio.
Entra come chi sta per uscire dal respiro
con nient’altro che il suo fiato.
Mai.

Dall’orecchio fino alla bocca si ritrae
dal buio della cronaca
dalla scrittura della terra.

Fino allo splendore.

Come se fosse mai esistita.

Tu la raggiungi.

 

***

Per diverse ragioni, di Domenico Brancale, Passigli Editori, 2017.

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