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Altre nuove periferie arrugginite. Gabriele Stera

Aggiornare la scena della poesia triestina tra la fine degli anni Novanta e questi primi decenni del nuovo millennio è un compito che deve fare i conti con una più vasta produzione italiana e con un tentativo di fare chiarezza su alcune sperimentazioni: è il mondo tra poesia e musica a interessare Gabriele Stera (1993) che si occupa con perizia del ritmo, usando tecniche accentuative, nel dominio della poesia e della tradizione: si ascolti, negli inediti presentati, la ripresa del verso alessandrino del poeta trevigiano Alberto Dubito che apre il testo Altre nuove periferie arrugginite, e il raddoppio di endecasillabi poco più avanti che fornisce delle giustificazioni al ritmo.

Altre nuove periferie arrugginite

Per Alberto Dubito

(In lento avanzare con passi diversi)

Mentre cammino solo sono città in fiamme
ad un palmo dal suolo, il cemento che suda la fretta di ieri
l’alba non smette di esplodere ad est e noi di tramontare sfasati.
Ostinati e contrari agli orologi non sappiamo fare altro che finire,
come trottole impazzite a quest’ora
morendo di voglia di alzare le palpebre a chi non lo sa che la vita
o si abita tutta compresa la notte oppure non vale la pena. […]

La poesia di Gabriele Stera con le musiche composte dallo stesso autore è un anteprima dell’Annuario di poesia 2015 di Argo.

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