Press "Enter" to skip to content

AA.VV. – ‘Round Midnight. Hommage to Thelonious Monk | Stradivarius, 2011 | Emanuele Arciuli (pf)

mzi.zmdyijpm.170x170-75Il progetto delle ‘Round Midnight Variations nasce nel 2000 da un’idea del pianista Emanuele Arciuli in collaborazione con il College Conservatory of Music di Cincinnati. Per l’occasione vengono coinvolti nella rilettura della ballad monkiana musicisti molto diversi tra loro, dai pianisti jazz Fred Hersch, Eric Reed e Uri Caine (note le sue digressioni classiche da Bach a Berio), fino a compositori come Rzewski, Crumb (David, Eine Kleine Mitternachtmusik del padre George è assente in questo disco), Aaron Jay Kernis e Milton Babbitt, qui alle prese con una sorta di ‘free jazz presentato in vitro’. In tutto prendono parte all’operazione quindici compositori americani e quattro italiani (Barbero, Boccadoro, Del Corno e Andreoni). 

Il tema scorbutico, nonostante la sensualità della linea melodica, diviene il pretesto per dare voce a una sorta di Cattedrale di Rouen musicale, che vede di volta in volta le armonie di Monk cambiare colore. Si va dal pattern su un pedale armonico di Hersch (che potrebbe essere una ciaccona delle sue Variations on a Bach Chorale), all’atmosfera «di certi sordidipeep-show newyorkesi, aperti anche di giorno» – così descrive Arciuli Slinking Around Midnight – «con i “buttadentro” che dispensano inviti ammiccanti agli angoli delle strade», fino ai brevissimi post it di Augusta Read Thomas e William Bolcolm, impegnato quest’ultimo, in modo particolare verso la fine degli anni Sessanta, in una intensa produzione di ragtime. Poi si cambia ancora. Dal moto perpetuo su un giro che potrebbe essere di Alan Parson, ma è di Michael Torke – fate voi –, si arriva a una lenta processione di accordi di Gerald Levinson che vedono Monk immerso in un luogo esotico e lontano, tra l’India di Messiaen e il Gamelan giavanese passando per il kitsch paradossale di Michael Daugherty e della sua variazione Monk in the kitchen (Monk scriveva la sua musica in cucina, era lì che teneva il pianoforte).

Arciuli si dimostra ancora una volta (qualora ve ne fosse il bisogno) l’interprete ideale per dare voce a un repertorio di musica “scritta” (o colta) che trova nel jazz le proprie origini. Ne sono un esempio le sue incisioni dei lavori “classici” di Chick Corea (Children’s Songs), Fred Hersch (Nocturne for the Left Hand Alone), Carla Bley (il ciclo pianistico Romantic Notions) e Ann Millikan (Ballad Nocturne), che si affacciano come una serie di finestre aperte sul panorama della nuova musica americana.

Paolo Tarsi

 

Thelonious Monk Theme (arr. Emanuele Arciuli) / Eric Reed Variation / Uri Caine Variation / Alberto Barbero The Monk and Me / Fred Hersch Little Midnight Nocturne /Aaron Jay Kernis Superstar Etude n.2ù / Mattew Quayle Monk sits Down to Write a Tune… / Frederic Rzewski Variation / Milton Babbitt A Gloss on ‘Round Midnight /Roberto Andreoni Slinking Around Midnight / Augusta Read Thomas Variation / Filippo Del Corno Precious Time / Michael Torke Variation / Carlo Boccadoro Midnight Variation / Carlo Boccadoro Midnight Variation / Carlo Boccadoro Midnight Variation / John Harbison Monk Trope / David Crumb Variation / Michael Daugherty Monk in the Kitchen / William Bolcom 11.59 (Think of Miles Davis playing it in F minor) / Gerald Levinson Midnight Dream / Joel Hoffman Cadenza and Finale / Bonus track: Bill Evans/Denny Zeitlin Quiet Now

         

Condividi