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Bohuslav Martinů, Chamber Music, Dux 2011

Martinu_chamber_dux0768La figura di Bohuslav Martinů si colloca al fianco di compositori quali Bedřich Smetana, Antonín Dvořák e Leoš Janáček come un vero gigante della musica ceca, giustamente considerato uno dei più importanti compositori del XX secolo. Autore di più di quattrocento composizioni che mettono in luce uno stile eclettico, caratterizzato da più elementi disparati che si affiancano a un interessante corpus di musica per il teatro, dopo essere stato espulso dal conservatorio di Praga, Martinů decise di rimanere in quella stessa città diventando membro dell’Orchestra Filarmonica Ceca. Suonò nella seconda sezione dei violini sotto la direzione di Václav Talich fino al 1923, quando si stabilisce a Parigi per perfezionarsi con Albert Russell. In un primo periodo le sue composizioni si ispirano, per ottimismo e impianto tonale, all’Esprit Nouveau e nella capitale francese, dove vive e lavora dal 1923 al 1940 – anno in cui lui e sua moglie Charlotte sono costretti a fuggire dai nazisti riparandosi negli Stati Uniti –, Martinů entra in contatto con il Gruppo dei Sei e fonda l’“École de Paris”. In seguito gli eventi bellici ne incupiscono la scrittura e tra il 1941 e il 1953 Martinů vive in America, dove oltre a comporre insegna presso varie scuole di musica e nelle università.

La notorietà di Martinů nel Nuovo Mondo fu tale da farlo diventare uno dei più significativi compositori del suo tempo. Rientrato in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, Martinů passa gli ultimi vent’anni della sua vita lontano dal suo paese natale. Dal 1953 fino alla sua morte (avvenuta nel 1959) ha vissuto alternativamente tra Francia, Italia e Svizzera, e quando nel 1952 diventa cittadino americano a tutti gli effetti decide di non fare più ritorno nella sua patria.

Il primo pezzo di Martinů, composto all’età di dieci anni, si intitolava The Three Horsemen ed era scritto per quartetto d’archi. Durante la sua vita, il compositore scrisse circa novanta composizioni di musica da camera, che rappresentano approssimativamente un quarto della sua intera produzione. I lavori di musica da camera per flauto contenuti in questo CD – registrato nel 2010 a Varsavia, presso il World Lutosławski Polish Radio Concert Studio – ebbero origine in gran parte durante il periodo d’esilio del compositore negli Sati Uniti, accanto alle prime quattro grandi sinfonie che Martinů compose tra il 1942 e il 1945. Tratti caratteristici di questi pezzi da camera sono il trattamento polifonico delle singole parti strumentali e la diversità timbrica delle combinazioni degli strumenti coinvolti. Il rapporto di Martinů con la musica da camera del resto è stato molto intenso, e lo ha visto dedicare attenzione praticamente a tutte le configurazioni, dal duo al nonetto. Solo la sua produzione per trio è piuttosto ampia, con un totale di quindici opere. Accanto a trii per archi, Martinů ha creato quattro trii con l’aggiunta del flauto, oramai entrati a pieno titolo nel repertorio di base della musica del XX secolo.

 

Sonata for Flute, Violin and Piano (H. 254, 1937) / Sonata for Flute and Piano (H. 306, 1945) / Madrigal Sonata for Flute, Violin and piano (H. 291, 1942) / Trio for Flute, Cello and Piano (H. 300, 1944)

Agata Igras-Sawicka (flauto); Bartłomiej Nizioł (violino); Marcin Zdunik (violoncello); Mariusz Rutkowski (pianoforte).

 

Paolo Tarsi

         

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