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Bruno Canino, Vademecum del pianista da camera (Passigli Editori)

vademecum-96x150«Servivo ancora lo Stato italiano come insegnante di conservatorio. In un collegio di professori si discuteva della difficoltà di trovare spazio professionale per i troppi allievi di pianoforte. Da una mia collega, insegnante di uno strumento musicologicamente blasonato, sentii risolvere il problema così: ‘È semplicissimo, quelli che non sono bravi, che non hanno talento, potranno pur sempre fare musica da camera’…» (Bruno Canino).

Questo Vademecum del pianista da camera, scritto da uno dei massimi pianisti contemporanei, si presenta come una sorta di ‘lettera semiseria’, dedicata a tutti gli appassionati di musica. Ma è davvero un Bruno Canino scatenato, quello che da ‘abito’ a ‘voltapagine’, da ‘dopo concerto’ a ‘prove’, da ‘accordatura’ ad ‘incubi’, affronta in trentacinque voci – alcune strettamente tecniche, altre finemente ironiche, ma tutte di grande immediatezza e gusto – tutti i temi e i patemi del pianista da camera. Ne risulta un quadro divertente non meno che utile ed interessante, sia per l’aspirante camerista e per gli addetti ai lavori, sia per il semplice lettore, perché Canino non tace nulla, né delle deformazioni e dei vizi della nostra cultura musicale, né delle smanie e manie dei protagonisti, né di quelli che una volta si definivano i trucchi del mestiere, che tanti anni di straordinaria carriera gli hanno insegnato.

Bruno Canino, Vademecum del pianista da camera (1997), Passigli Editori, pp.144, 10 euro

Argo – redazione musica

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