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“Il cantante al microfono. Eugenio Finardi interpreta Vladimir Vysotsky”, Sentieri Selvaggi, Carlo Boccadoro (CD Velut Luna, 2008; DVD Ermitage, 2010)

g-179-finardi-vysotsky-cover«Non sono affatto convinto che la musica sia una sola, come oggi è assai di moda affermare. Le musiche sono tante e diverse, ognuna possiede un proprio codice che va studiato, approfondito e compreso senza pregiudizi ma anche senza voler mettere tutto sullo stesso livello qualitativo. L’interesse sta proprio nel saper apprezzare le differenze di valore tra i vari generi, anche se è ovvio che nessuno stile possiede intrinsecamente il diritto alla qualità, come sembrano invece pensare certi tristissimi appassionati di musica classica» scrive Carlo Boccadoro in apertura del suo libro Lunario della musica.

È da questa premessa che scaturisce l’incontro tra Sentieri Selvaggi ed Eugenio Finardi, accomunati da una spiccata capacità a reinventarsi seguendo regole non prestabilite, che li vede uscire non di rado dai confini dei rispettivi generi d’appartenenza senza soffermarsi mai a lungo entro il perimetro di un ruolo statico e predefinito, o di un qualsiasi altro facile rifugio. Del resto Carlo Boccadoro, il direttore dell’ensemble, non è nuovo a questi “sconfinamenti” musicali che lo hanno visto affiancare, parallelamente all’attività di compositore di musica contemporanea, numerosi progetti che vanno dalla rilettura de La Buona Novella di De André (2002) fino alle collaborazioni con Omar Pedrini dei Timoria (nell’opera Orfeo a fumetti di Filippo Del Corno tratta dal Poema a fumetti di Dino Buzzati) e Franco Battiato, di cui ha diretto l’opera olografica Telesio (scritta su libretto del filosofo Manlio Sgalambro), suonando poi l’organo Hammond nel recentissimo album del maestro siciliano (Apriti sesamo), o con musicisti jazz quali Abdullah Ibrahim, Jim Hall e Andrea Dulbecco.

n_FinardiIl disco Il cantante al microfono (Velut Luna/Egea Distribution, 2008) è un tributo alla figura di Vladimir Vysotsky (1938-1980), attore, poeta e cantautore russo simbolo dell’opposizione e del dissenso, che per diffondere i propri versi censurati dalle autorità sovietiche si affida a nastri clandestini registrati fortunosamente dove la sua voce è accompagnata dal semplice suono della chitarra. Come De Andrè “Volodja” Vysotsky «cantò i perdenti che non si arrendono, gli sconfitti indomiti, gli idealisti disillusi» diventando «la voce di tutti coloro che si oppongono e dissentono dal conformismo di regime», si legge nelle note che accompagnano l’ascolto del CD. L’album, che vale a Eugenio Finardi e all’ensemble Sentieri Selvaggi la “Targa Tenco 2008” per il “Miglior disco” (sezione interpreti), nel 2010 diventa un DVD per la Ermitage con l’aggiunta del brano A Volodja Visotsky a firma dell’altro grande poeta e cantore russo-georgiano Bulat Okudzava (1924-1997). In entrambi i casi l’opera di Vysotsky, tradotta in italiano da Sergio Secondiano Sacchi, è stata orchestrata per l’ensemble strumentale Sentieri Selvaggi da Filippo Del Corno e vede orientato Eugenio Finardi, da protagonista del rock d’autore italiano, con frequenti collaborazioni a più riprese anche con gli Area (i suoi primi cinque dischi, così come quelli dell’International POPular Group, sono stati incisi per la Cramps), verso un nuovo percorso di approfondita e rigorosa ricerca vocale, tra canzone d’autore e musica classica contemporanea, approccio culminato con la partecipazione all’opera I cavoli a merenda di Carlo Boccadoro presentata al Teatro Alla Scala di Milano nel 2011. Già nel 1993, Finardi aveva avuto l’occasione di avvicinarsi a Vysotsky prendendo parte all’album Il volo di Volodja (1993), al quale aderirono, tra gli altri, anche Vinicio Capossela (cantando Il pugile sentimentale), Cristiano De Andrè e l’attrice Marina Vlady, la vedova del popolare poeta sovietico.

La musica intesa come elemento essenziale della Resistenza è stata al centro anche dell’opera di Luigi Nono, occupando un posto importante in quel lavoro di concreta politica culturale di cui il compositore veneziano si faceva promotore. Nel 1967 Nono visitò le miniere di carbone del Cile in compagnia di Victor Jara, il cantore cileno massacrato dalla polizia di Pinochet nello stadio di Santiago insieme a migliaia di patrioti che come lui combattevano il tallone oppressivo del regime. Jara cantava quello stesso identico bisogno di libertà che muoveva Vysotsky, e che spingeva quest’ultimo ad incarnare lo spirito dei dissidenti russi. Ricordando le parole di Nono, per realizzarsi compiutamente il musicista deve sostenere «non solo proteste, non solo rivolte, non solo distruzioni linguistiche e ideali a vari gradi, ma il superamento di tali momenti pur significanti, attraverso la partecipazione dei musicisti con la musica alla coscienza e ai conflitti del nostro tempo».

355-1Per chi volesse accompagnare gli ascolti con una lettura approfondita sulla storia di Sentieri selvaggi (dalle origini al 2005) segnaliamo La musica libera la mente. Otto anni di Sentieri selvaggi a cura di Filippo Del Corno e Angelo Miotto per i Quaderni di cultura contemporanea del Teatro Comunale di Monfalcone (libro + CD, 2005).

CD: The Prophecy (James MacMillan) / Hume! (Paolo Coggiola) / Jazz Machines (Martin Butler) / Una finestra, a Betsaida (Roberto Andreoni) / Orion(Filippo Del Corno) / This silence (Mark-Anthony Turnage) / A Yawl on the Danube (Isidora Zebeljan) / Adesso (Carlo Boccadoro) |www.teatromonfalcone.it

Vladimir Vysotsky – Il cantante al microfono, Eugenio Finardi/Sentieri selvaggi (CD): L’orizzonte / Dal fronte non è più tornato / Ginnastica / Il volo interrotto / La caccia ai lupi / Il canto della terra / Il cantante al microfono / Cavalli bradi / Il pugile sentimentale / Il bagno alla bianca Variazioni su temi tzigani

Il cantante al microfono. Eugenio Finardi interpreta Vladimir Vysotsky, Carlo Boccadoro/Sentieri selvaggi (DVD): Ginnastica mattutina / La caccia ai lupi / Il canto della terra / Il cantante al microfono / Il volo interrotto / Il pugile sentimentale / Cavalli bradi / A Volodja Visotsky / Il bagno alla bianca / Variazioni su temi tzigani / L’orizzonte / Dal fronte non è più tornato

Paolo Tarsi

         

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