Press "Enter" to skip to content

Claude Debussy e Manuel de Falla, Anna Rita Addessi (Clueb)

2249977_FCOV-150x150Il libro affronta un problema critico di grande rilevanza come quello del rapporto fra musica francese e musica spagnola negli anni cruciali che precedono il franchismo, e anche sottili problemi storici, scoprendo e valorizzando documenti inediti su Manuel de Falla. Inoltre prende in considerazione, quando serve, teorie di attualità, come quella intertestuale, che è diventata ormai di casa negli studi letterari ma che in campo musicale è problema ancora un po’ acerbo, e utilizza paradigmi strutturali per analizzare con criteri scientifici la musica dei due autori messi a confronto, offrendo allettanti interpretazioni dell’uno e dell’altro.

La figura di Manuel de Falla ha avuto un ruolo fondamentale nel costruire l’identità collettiva di un paese come la Spagna, sia per la sua capacità di valorizzarne il prodigioso patrimonio etnico sia per aver saputo far filtrare nella cultura spagnola, attraverso la sua musica, tutta la tradizione ideale della Francia tardo ottocentesca e primo novecentesca. Ed ecco che, tra i pannelli di uno sgargiante dittico andaluso, il ricco patrimonio etnofonico iberico, svincolatosi ormai dall’ottocentesco spagnolismo di maniera e dal “colore locale”, si fa linguaggio europeo ed autonoma forma d’arte.

Ma l’assimilazione dell’elemento folklorico all’interno dello stile di de Falla non deve intendersi come la semplice risultante di un mero dato biografico (il compositore era nato a Cadice, nel sud della Spagna, e aveva perfezionato i suoi studi a Madrid), quanto piuttosto il portato di una serie di mediazioni culturali. Una di queste è senz’altro rappresentata dal programma di rinnovamento della musica spagnola avviato sul finire dell’Ottocento dai musicologi (e musicisti) Felipe Pedrell e Federico Olmeda che, per arginare l’egemonia del sinfonismo tedesco e dell’opera italiana, si fecero sostenitori di una rinascita nazionale da realizzarsi non solo attraverso il canto popolare e il folklore, ma anche i capolavori della polifonia spagnola quattro-cinquecentesca. Ma ancora più decisivo ai fini della maturazione artistica di de Falla si rivela il suo soggiorno parigino avvenuto negli anni tra il 1907 e il 1914, in cui – sulle orme di quanto già fatto da Albéniz e Granados – il compositore entra in contatto con la straordinaria ricchezza piena di fermenti innovatori e antiromantici della musica francese rappresentata principalmente da Debussy e Ravel, nonché con i maggiori esponenti dell’avanguardia artistica e culturale europea, che, come Diaghilev con i suoi «Ballets Russes», avevano eletto la capitale francese a nuova coscienza estetica dell’epoca.

 

Anna Rita Addessi ha svolto il Dottorato di ricerca in Musicologia dell’Università di Bologna e il corso di Pedagogia musicale presso il Conservatorio della stessa città. Attualmente svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna e insegna Pedagogia musicale nell’Istituto Musicale “O. Vecchi” di Modena.

 

Anna Rita Addessi, Claude Debussy e Manuel de Falla. Un caso di influenza stilistica (2000), Clueb, pp.213, 17.56 euro

 

 

Argo – redazione musica

Condividi