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"Endangered Spaces", Alvin Curran (2009, ATOPOS 15, world premiere recording)

Endangered-Species-CD-150x150Endangered Species (“Specie in Via di Estinzione”) è uno spazio, un contenitore in cui il mio archivio di suoni è racchiuso in piccole ampolle di essenze concentrate. Un archivio di distillati, selezionati in anni di ascolto di ogni cosa: dai subbugli nei sogni ai minacciosi ruggiti di una natura impazzita, dalla quiete quasi assoluta in un Ferragosto italiano allo strepitio che accompagna un funerale balinese, da cicale che fanno sesso a bisonti accoppiati, l’ululato umano di un licantropo, una sirena da nebbia rotta, il richiamo dei Muezzin dalle Moschee.

Una vita, la mia vita e la vostra – passate a percepire i contorni, la consistenza, la densità e la lunghezza di qualsiasi cosa udibile su questo pianeta – ascoltando tutto ciò come un’incomprensibile, infinita opera musicale, prevedibile così come è imprevedibile, piena di amore così come può essere improvvisamente pericolosa, cieca o sorda, indifferente e visionaria nello stesso tempo. La mia; si, io!, la mia musica il mio, Oh il mio Oy Vey’s Mir questa indifferente e non colta democrazia dell’immensità sinfonica che è sempre dappertutto intorno a noi, che mai si riposa o muore – questa poesia dei suoni imponderabile e senza peso – proprietà di tutti e di nessuno – non ce la faccio più – come l’aria su cui viaggia, che è la stessa che da vita a tutti gli esseri viventi – quest’etere è la mia musica, così semplice!

Dopo aver collezionato questi suoni per oltre 40 anni, ora riappaiono sotto forma di bit elementari di campionamenti digitali ordinati e stratificati a decine, centinaia e migliaia come in un gigantesco mondo-strumento (i campionamenti sono mappati in numerosi gruppi su di una normale tastiera Midi da 88 tasti) che permette a me, divenuto strumento vivente di musica, di suonare sotto i miei polpastrelli il mondo intero, ricreando e riconfigurando mondi nuovi attimo dopo attimo, giorno per giorno, di occasione in occasione ad ogni performance, ad ogni Atto della Provvidenza, ogniqualvolta si ari il terreno per rigirarlo.

Endangered Species sono racconti in una lingua che ho inventato per narrare di persone, luoghi, canzoni, cose, eventi, macchine, melodie, animali, stanze, cieli, aria e sogni… ogni performance è una nuova storia raccontata con gli stessi vecchi suoni, buttati lì come un affresco su un muro, ogni volta dipinto in modo diverso, ed in ogni momento sostenuto dalla durata, incognita, della propria energia creativa. Come se, infatti, io stessi semplicemente raccontando la mia storia, con i suoni delle sue pagine consumate, oppure la nostra storia con il suo interminabile ciclo di gioia e dolori e la sua inesorabile ricerca dell’unità.

Endangered Species, io ne sono fuori, tocca a voi.

 

Alvin Curran, Roma, Luglio 2009 (www.alvincurran.com)

 

 

Alvin Curran, biografia

Fin dal 1965, seguo una carriera vivace e autocostruita come compositore/performer nella scia della tradizione americana di musica sperimentale. Non è stato facile. Tutto è cominciato con un colpo casuale, quando nel 1965 a Roma, insieme a Frederic Rzewski e Richard Teitelbaum, fondai il gruppo Musica Elettronica Viva. L’esperienza di MEV (segnata da oltre 200 concerti e registrazioni), è stato il mio principale oggetto di interesse negli anni ’66-’71 e continua tutto’oggi (“Apogee” 2005, “MEV 40”, 2008). Nei primi anni ’70, ho iniziato a creare una serie di opere-performances poetiche per sintetizzatori, voce, suoni naturali su nastro e oggetti rinvenuti (“Canti e vedute dal giardino magnetico”, “Canti Illuminati”), che furono eseguite in tutta Europa e negli Stati Uniti e contribuirono a consolidare il mio impegno per una vita dedicata alla musica.

Nella ricerca di nuovi spazi musicali, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, cominciai a sviluppare una serie di concerti-evento da realizzarsi su laghi e fiumi, parchi e cave (“Riti Marittimi”, “Tufo Muto”…), che si sono gradatamente evoluti per divenire opere coreografiche di grandi dimensioni come “Oh Brass on the Grass Alas” per 300 musicisti dilettanti di bande di ottoni, presentato al festival di Donaueschingen nel 2006, o come “Beams”. Negli anni ’80, ho esteso questo concetto fino al livello sovrannazionale (musica geografica), creando concerti radiofonici simultanei dal vivo in diversi Paesi (“1985: A Piece for Peace”, “Crystal Psalms”). Quelle idee vennero poi ulteriormente affinate, attraverso l’utilizzazione di campionatori, pianoforti midi e grancoda e computers, per divenire performances-eventi unici come “Electric Rags”, “Endangered Species”, “Transdadaexpress” e “Shofar” – una sintesi bilanciata tra sala di concerto, strumenti acustici, tastiere, e suoni del mondo intero – o lavori radiofonici come “Erat Verbum”, “Un Altro Ferragosto”, “I Dreamt John Cage Yodeling at the Zurich Hauptbahnhof”, “On the Roads” e “Maritime Rites”, una serie creata nel 1984 per National Public Radio, usando suoni da tutta la costa orientale degli Stati Uniti ed oggi ri-pubblicata da New World Records. Ho anche collaborato con artisti visivi per la realizzazione di una serie di sorprendenti istallazioni sonore (“Magic Carpet”, “Floor Plan”, “Land im Klang”….), che hanno segnato il cammino verso opere di istallazione personali che includono “The Twentieth Century”, “Toto Donaueschingen”, “Everybody Dreams Their Own Music” e “Gardening with John”.

Attraverso quegli anni elettrici, le lezioni di Elliott Carter – insieme a quelle di Cage, Feldman e Scelsi – continuarono a produrre i loro effetti; sono rimasto un compositore fedele alle “note su carta”. Tra i miei lavori da camera: “For Cornelius” ed i cicli di “Inner cities”, registati da diversi pianisti; i pezzi per tre esecutori “Schtyx” e “May I Now”; il quartetto d’archi “VSTO”; il quartetto per sassofoni “Electric Rags II”; il quartetto per percussioni “Theme Park”; il concerto da camera per violino “Pittura Fresca”; “In Hora Mortis” per orchestra da camera; “Music is not Music” per coro “Satb” su testi di John Cage; ”Malapromptus” per violoncello e pianoforte; “Bruce Beat Brut Bruit” per flauti, clarinetti, piano, violino, violoncello, percussioni e rapper.

Alcuni tra i più importanti esecutori delle mie composizioni sono stati: Abel-Steinberg-Winant Trio, Alter Ego, Arditti Quartet, Ars Ludi, Bang on a Can Allstars, Bruce Brubaker, EAR Unit, Eve Egoyan, Ensemble Modern, Fred Frith, Group 180, Frankie Hi NRG, Joan Jeanrenaud, Kronos Quartet, Joan La Barbara, MAE Ensemble, Ivar Mikhashoff, Ursula Oppens, Paul Dresher Ensemble, Relâche Ensemble, Rova Sax Quartet, Frederic Rzewski, St. Paul Chamber Orchestra, San Francisco Chamber Players, Soldier Quartet, Kathy Supove, Aki Takahashi, Daan Vandewalle e William Winant. Ho avuto fruttuose collaborazioni con artisti come Umberto Bignardi, Trisha Brown, Rudy Burckhardt, Jacob Burckhardt, Yoshiko Chuma, Clark Coolidge, Willem de Ridder, Theo Eshetu, Pietro Fortuna, Achim Freyer, Wanda Golonka, Melissa Gould, Pierre-Alain Hubert, Margy Jenkins, Joan Jonas, Kristin Jones, Nancy Karp, Paul Klerr, Lucia Latour, The Living Theatre, Roberto Masotti, Annabella Miscuglio, Meme Perlini, Edith Schloss, Ira Schneider, Ulli Sigg, Claudia Von Alemann e June Watanabe.

La mia musica è stata presentata nei maggiori Festival e luoghi dedicati alla nuova musica, da The Kitchen a New Music America, da de Ijsbreker alla Biennale di Venezia, da Taktlos ad Angelica ed al Freie Musik Produktion.

Recenti eventi di particolare importanza sono stati: “Boletus Edulis” per 250 musicisti e treno pendolari, in occasione del 30esimo anniversario del treno di Cage (Bologna, Maggio 2008); “Maritime Rites Tate”, con solisti improvvisatori e il complesso di ottoni del London Symphony Orchestra, sul Tamigi (Settembre 2007); “Weil Erde in Meinem Körper War” a Francoforte (Aprile 2008); l’istallazione “Shin Far Shofar” presso il Museo ebraico di Arte Contemporanea di San Francisco (2008-2009); posto di spicco al Festival di primavera del Conservatorio Reale di l’Aia nel 2007 ed al Festival degli Americani di Groningen nel 2008. Fra i progetti in atto nel 2009, sono commissioni da parte della Deutschlandradio Kultur, da Fondazione Volume, e da parte del Festival di Musica Contemporanea di Huddersfield; oltre a ciò il progetto “Gridjam” con l’artista Jack Ox ed l’“Alvin Curran Fakebook”.

Durante gli anni ’70 ho insegnato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica di Roma e dal 1991 al 2006 ho tenuto la cattedra “Milhaud” di composizione presso il Mills College. Attualmente, insegno privatamente a Roma ed in residenze invitate presso istituzioni quali l’Oberlin College ecc.

Ho pubblicato molti articoli sulla musica, sulla mia musica e su altri artisti, tra questi diversi sono stati pubblicati sul sito del New York Times nel Marzo 2007.

Premi e riconoscimenti: Bearns Prize, il premio BMI (1963), National Endowment for the Arts (1977, 1983), premio per progetti di distribuzione satellitare NPR (1983-84), DAAD (1963-64 e 1986-87), premio internazionale Ars Acoustica (Westdeutscher Rundfunk, 1989), Premio Italia (premio speciale 1988), premio Novecento (città di Pisa, 1993), Premio Leonardo di eccellenza (1995), Premio Famiglia Hass (San Francisco 1997), Fondazione Fromm (Harvard, 1998), Meet the Composer (per innumerevoli concerti negli anni), intervistato per il progetto di storia orale della musica americana di Yale (nella categoria “Maggiori figure nella musica americana”), Fondazione Guggenheim (2004), Ars Electronica (2004), Phonurgia Nova (2005), Experimental Music Studio (Freiburg 2006, 2007).

 

Traduzione dall’inglese Edoardo Di Rosa

         

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