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Fred Hersch | "Concert Music 2001-2006" (2007, Naxos); "Free Flying" (2013, Palmetto Records)

7521981Nel 2008 è uscito un documentario diretto dalla regista tedesca Katja Duregger dal titolo “Let Yourself Go: The Lives of Fred Hersch” (Aha! DVD), mentre nel 2010 il “New York Times” ha dedicato a Fred Hersch un articolo a firma di David Hajdu, critico musicale per “The New Republic” e autore del libro “Lush Life: A Biography of Billy Strayhorn”, in cui si racconta il recupero e la straordinaria rinascita dell’artista che, malato di Aids, nel 2008 ha rischiato per ben due volte di perdere la vita a causa di gravi forme di polmonite. Nel momento più difficile della sua malattia Hersch rimase in coma per oltre due mesi e, a seguito di una tracheotomia, per ben otto mesi non fu in grado di bere o di cibarsi, mentre la perdita della gran parte delle funzioni motorie delle sue mani gli impedivano persino di tenere tra le dita una matita. Una volta ristabilitosi, Hersch ha poi ripreso a incidere dischi e a realizzare nuovi progetti, con il piglio di un jazzman davvero troppo romantico per l’avant-garde, che trova i suoi eroi prediletti in Schumann, Tchaikovsky, Scriabin, Monk, Mingus e Bill Evans. «Ho sempre preferito il termine ‘musica da concerto’ a ‘classica contemporanea’ o a qualsiasi altra definizione – rivela Fred Hersch – Sebbene abbia avuto la fortuna di collaborare nel corso degli anni con numerosi e notevoli musicisti classici, sono conosciuto più come pianista jazz e compositore. Per questo motivo uso la definizione musica da concerto, a significare che l’opera è completamente notata: l’improvvisazione non è coinvolta».

Eseguiti dalla pianista Natasha Paremski, i Three Character Studies (2001) per pianoforte solo sono la prima di una serie di composizioni di Hersch concepite come musica da concerto. Ognuno di questi studi sottolinea un elemento tecnico-pianistico specifico e sono definiti dall’autore “character” studies perché ispirati a figure a lui vicine. Nocturne for the Left Hand Alone è dedicato alla sua insegnante di pianoforte, la pianista Sophia Rosoff (già guida di altri illustri pianisti jazz quali Barry Harris, Brad Mehldau, Ethan Iverson fino ai più giovani Aaron Parks e Jeremy Siskind), in uno stile che richiama la musica di Rachmaninoff e di Scriabin, e mentre la breve Spinning Song è stata scritta per l’artista Penny Sisto,Study in Thirds & Sixths è un chorinho, una forma di tango brasiliano simile al ragtime americano, dedicato al suo gatto Spike.

Le 24 Variations on a Bach Chorale, invece, si presentano come un monolite della durata complessiva di quasi mezz’ora che, partendo dal corale “O Haupt voll Blut und Wunden” di Bach, arriva a trasformarsi come in un caleidoscopio nella rilettura di Hersch, toccando per brevi momenti persino il tango e i ritmi brasiliani. Composte nel 2002 in soli cinque giorni, le24 Variations sono qui interpretate dal pianista Blair McMillen e si riallacciano al progetto delle 13 Ways of Looking at the Goldberg che vedono ancora una volta al centro di una serie di variazioni la musica di Bach. Vi partecipano dodici compositori contemporanei tra cui Bright Sheng, David Del Tredici (con una pagina dall’imprinting satiano dedicata ad Hersch, My Goldberg – Gymnopedie #1), William Bolcolm e lo stesso Hersch: sua è infatti l’ultima variazione, Melancholy Minuet (2003), prima della ripresa del tema finale. Nella sua interezza il ciclo, che si apre e si chiude con l’Aria delle Variazioni Goldberg di Bach, fu eseguito per la prima volta nel 2004 a Kalamazoo, in Michigan, e dura poco meno di un’ora. Questa maratona pianistica, decisamente lontana dalla rilettura iperbolica che fa delle Goldberg Uri Caine o dai manierismi di Jacques Loussier, si presenta in una maniera del tutto simile a quella proposta da Emanuele Arciuli a partire dal tema di ‘Round Midnight di Thelonious Monk, alla quale peraltro Fred Hersch aveva già partecipato con il breve Midnight Nocturne.

Interpretato da The Gramercy Trio, Lyric Piece for Trio (2004) è un lavoro in un singolo movimento elaborato in libera forma di rondò, in cui è possibile intuire l’influenza del Trio in re minore op. 120 di Gabriel Fauré insieme a quella dei trii di Brahms. Tango Bittersweet (1990, rev. 2006) è l’unico brano del CD ad essere interpretato dallo stesso Hersch mentre accompagna al pianoforte la violoncellista Doroty Lawson. Come ricorda il pianista di Cincinnati: «Tango Bittersweet fu composto nel 1989, quando stavo conducendo un quintetto jazz che comprendeva il violoncellista Erik Friedlander. L’abbiamo suonato spesso in duo ed entrambi improvvisavamo le nostre sezioni solistiche. Nel corso degli anni, ho avuto richieste per una versione completamente notata di questo pezzo. Nel 2003, quando ho partecipato a un concerto di beneficenza a New York con la violinista Nadja Salerno-Sonnenberg, ho creato un arrangiamento per violino e pianoforte con un assolo di violino notato». La versione per violoncello e pianoforte ascoltata in questo disco fu completata nel 2006, con l’aggiunta della parte pianistica completamente scritta.

L’ispirazione per le tre Saloon Songs (2005) eseguite da Blair McMillen proviene, invece, da forme di danza che erano popolari all’inizio del Ventesimo Secolo, come lo Slow Drag (Four-Part Slow Drag), il valzer (The “Last Call” Waltz) e il ragtime (Bowery Rag). Oltre alle composizioni presenti in questo CD, Hersch è anche autore di una breve pagina pianistica, Valentine, scritta nel 2001 nel giorno di San Valentino a Peterborough, nel New Hampshire, con l’ausilio di un timer da cucina in appena 20 minuti. Il brano, solitamente eseguito da Hersch alla fine dei concerti come bis, ha ricevuto una nomination ai Grammy per la migliore composizione strumentale nel 2008, ed è stato riproposto nel 2010 in una riduzione per pianoforte solo in seguito alle numerose richieste da parte di pianisti classici.

Tutte le composizioni di Fred Hersch sono edite dalle Edizioni Peters: www.edition-peters.comwww.fredhersch.com.

Fred_Hersch_Julian_Lage_CDCoverFred Hersch and Julian Lage, “Free Flying” (2013, Palmetto Records) | Song Without Words #4: Duet (Fred Hersch); Down Home (for Bill Frisell) (Fred Hersch); Heartland (for Art Lande) (Fred Hersch); Free Flying (for Egberto Gismonti) (Fred Hersch); Beatrice (Sam Rivers/Rivbea Music BMI); Song Without Words #3: Tango (Fred Hersch); Stealthiness (for Jim Hall) (Fred Hersch); Gravity’s Pull (for Mary Jo Salter) (Fred Hersch); Monk’s Dream (Thelonious Monk/Thelonious Music Corp BMI)

         

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