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Gianfranco Franchi, L’arte del Piano B. Un libro strategico, Piano B Edizioni, 2011

larte-del-piano-b-cover-630x350La prima regola del Piano B è che non si parla del Piano B, ed essendo il Piano B “uno stato mentale” si capisce quanto la segretezza sia necessaria. La segretezza e tanti altri piccoli grandi accorgimenti, abilmente argomentati da Gianfranco Franchi in questo libro strategico. “Chi è l’uomo del Piano B?” è la domanda chiave a cui risponde l’autore. “Sono un uomo del Piano B?” è l’inevitabile domanda del lettore, desideroso di poter rientrare nella descrizione di chi, zitto zitto, meticoloso e determinato, è capace di progettare un’alternativa vincente di vita, sia essa una grande svolta o una serie di piccoli espedienti utili per mille occasioni. Essendo un’alternativa di vita, il bello del Piano B è che, spesso, non ha nemmeno bisogno di essere attuato per ricaricare le energie, per aprire prospettive nuove, per far stare bene l’uomo del Piano B. Purché ci si dedichi con serietà, senza limitarsi alla fantasticheria.
L’esempio più classico è un amico-parente-conoscente, assolutamente comune, che di punto in bianco, senza che mai lo abbiate sospettato capace di tanto, molla il lavoro e si dà ad un’attività bizzarra e imprevista, oppure si trasferisce all’altro capo del mondo. Il più sublime esempio di Piano B è quello di Noè, impegnato nella costruzione della sua Arca “quando nessuno pensava al diluvio”. Il lettore di questa sorta di manuale, o testo segreto sfuggito ad un’organizzazione clandestina, non può fare altro che sperare di essere un uomo del Piano B, perché l’alternativa sarebbe essere un banalissimo uomo del Piano A, remissivo e disfattista, senza la capacità anche solo di immaginare una prospettiva di vita diversa, arreso e immerso nella corrente della routine e del “che ci vuoi fare!”. Di sicuro il lettore galvanizzato deve stare in guardia, e non ammalarsi di “pianobismo”, altrimenti l’unica soluzione sarà un azzardato Piano C…
Gianfranco Franchi analizza meticolosamente le sfaccettature dell’uomo del Piano B, propone profili in cui identificarsi, adatti a tutti: rivolgendosi al lettore con un deciso “tu sei” lo cala nei panni dei personaggi più diversi, lo mette alla prova con situazioni esemplari, spesso orchestrate come un regista improvvisato, abbozzando sceneggiature di vita vissuta. Ma non solo, perché il Piano B è in realtà un importante paradigma attraverso cui interpretare la società in cui viviamo, e Franchi si dimostra acuto e intelligente in questo, alternando sentite e serissime, preoccupate addirittura, osservazioni sullo stato di cose del nostro vivere quotidiano, a divertenti macchiette o a figure ironico-mitologiche come il Pagatore di Bollette, eroe dei nostri tempi.
La struttura del libro lo rende uno strumento strategico, come da sottotitolo, più che un saggio. A parti manualistiche, al limite della pedanteria quasi, l’autore alterna, come detto, simulazioni ed esempi (l’equivalente dell’eserciziario dei libri di testo?), approfondendo il tutto con ampie pagine di commento, alleggerendo la lettura con narrazioni surreali o fin troppo reali. L’unico punto debole è il punto forte del libro: l’eccessivo profiling dell’uomo del Piano B lo rende a volte una figura troppo chiusa, ma forse questa è solo la lamentela di un “Wanna Be Piano B”…Gianfranco Franchi è nato nel 1978. Si occupa di letteratura a trecentosessanta gradi, dalla narrativa – Disorder (2006) e Pagano (2007) con Il Foglio Letterario, Monteverde (2009) con Castelvecchi – alla poesia – L’inadempienza, Il Foglio Letterario, 2008 – senza trascurare la saggistica – Radiohead. A Kid, Arcana, 2009. È attivo anche dietro le quinte come animatore del portale Lankelot, come talent scout, critico letterario e consulente editoriale. Forse un giorno ci sorprenderà con il suo attuale Piano B.

Simone Colombo

         

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