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ImproviSatie, Michael Gees (pf), Challenge Classics, 2011

È sempre molto difficile, per chi improvvisa, riproporre la spontaneità dell’improvvisazione attraverso la staticità di un disco. Una registrazione è destinata a durare, ed è pensata per essere ascoltata di nuovo, ancora e ancora, ripetendosi sempre identica. È partendo da questa premessa che nasce ‘ImproviSatie’ (Challenge Records), il nuovo CD del pianista tedesco Michael Gees, con l’intento di creare inaspettate avventure di ascolto in cui la composizione viene alla luce ora, nello stesso momento in cui prende forma, come se si trattasse di musica scritta estemporaneamente, cercando di abbattere la cristallizzazione che sussegue ogni nuovo ascolto attraverso variazioni spontanee.

La scelta è ricaduta su alcune delle più belle pagine pianistiche del compositore francese Erik Satie, le cui composizioni sembrano rivelare un finale aperto, che può essere ulteriormente sviluppato. Satie stesso, del resto, tracciava diverse versioni di alcune sue opere, come nel caso delle ‘Danses de travers’, pagine prive di una conclusione definitiva, come se l’autore avesse intuito che c’era ancora qualcosa di nuovo da poter aggiungere lasciando all’interprete la possibilità di scoprirlo, dando così ogni volta un significato diverso all’esecuzione.

Sarà per questo che, secondo Michael Gees, la musica classica così come la conosciamo noi oggi non è abbastanza contemporanea. Per Gees, infatti, diventerà sempre più essenziale trasmettere le tradizioni del passato in una chiave saldamente ancorata alla contemporaneità rivelando le potenzialità di un’idea del compositore, sviluppandola poi senza doversi attenere alla stretta osservanza e all’interpretazione rigorosa di un testo.

Con il suo movimento quasi fermo accanto a melodie e armonie volutamente scarne e la mancanza di un reale sviluppo, la musica di Satie incarna l’esatto contrario dell’opulenza romantica ed è, forse anche per questo, il punto di partenza ideale per operazioni di questo tipo, che possono far riflettere. Non solo all’interno del mondo accademico (sempre che non passino totalmente inosservate).

Per un ascolto della musica di Satie (così come il compositore l’aveva pensata) suggeriamo un disco della pianista serba Branka Parlić che è possibile ordinare direttamente dal sito della musicista (segnalato qui in basso) insieme a un’altra registrazione – “Metamorphosis” – dedicata alla musica di Philip Glass.

41BvylvPzgL-500x350Erik Alfred Leslie Satie (1866-1925): Crépuscole matinal (du midi) / 5ème Gnossienne / Danses de travers / 1ère Gnossienne / Sévère réprimande / Seul à la maison / Danses de travers, no. 2 / Sur une lanterne / 4ème Gnossienne / Danses de travers, no. 3 / 1ère Gymnopédie / No. 2, Danses cuirassée (Période greque) / Michael Gees (*1953): Die Nachtigall (bonus track) (http://www.michaelgees.com/)

 

inities99_0Satie & Branka Parlić, Inities ’88-’99 | Initiés ’88: Gnossienne No. 1-6 / Avant-Dernières Pensées / Son binocle / Pièce froide – Danse de travers No. 2 / Gymnopedies No. 1-3 / Initiés ’99: Sur un vaisseau / Sarabande No. 1 / Ogive No. 4 / Sarabande No. 2 / Petite ouvertire a danser / Piece froide – Air a faire fuir No. 2 (http://www.brankaparlic.com/en)

 

Paolo Tarsi 

 

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