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Isang Yun, Werke IV: Cantatas and Solo Pieces | International Isang Yun Gesellschaft e.V. – IYG 004, 2005

CD41Figlio del poeta Yun Ki Hyon, il compositore coreano Isang Yun lascia una prima volta il suo Paese natale in favore del vicino Giappone per studiare le tecniche compositive occidentali con il compositore Tomojirō Ikenouchi. Nel 1956 Yun si stabilisce inizialmente a Parigi, per trasferirsi poi in Germania, a Berlino, frequentando inoltre i corsi di Darmstadt. In Europa Yun si presentò con partiture centrate sul timbro, segnando con l’elaborazione della tecnica del “suono principale” la propria distanza dall’avanguardia seriale degli anni Cinquanta riuscendo così ad avvicinare due culture, quella orientale e quella occidentale, filosoficamente opposte.

Il CD contiene la prima registrazione delle cantate Der weise Mann [L’uomo saggio] (1977) per baritono, coro misto e piccola orchestra su testi di Salomone e Laozi e An der Schwelle[Sulla soglia] (1975) per baritono, coro femminile, organo, flauto, oboe, tromba, trombone e percussioni, un lavoro basato su due sonetti di Albrecht Haushofer – An der Schwelle eEntfesselung – e su versetti tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento (Isaia 41; Seconda lettera di Paolo ai Corinzi). La prima parte della cantata An der Schwelle implica il tema della lotta per la libertà e la liberazione, dentro e fuori di sé, un archetipo che ricorre spesso nelle composizioni di Isang Yun. Qui inoltre il compositore affronta la sua esperienza di ingiustizia e violenza, prigione e tortura, ma è anche un lavoro di denuncia contro il nazifascismo e gli orrori della morte. Il 20 luglio 1944 falliva l’attentato al Führer che mirava all’eliminazione di Hitler. Haushofer, il cui nome era sulla lista nera dei cospiratori, cercò rifugiò in Baviera. Una volta scoperto fu arrestato dai nazisti e rinchiuso nella prigione berlinese di Moabit. Immediatamente prima dell’arrivo delle truppe russe a Berlino nell’aprile 1945, con la guerra virtualmente persa (il 27 gennaio l’Armata Rossa aveva liberato Auschwitz) pieni di odio e risentimento i nazisti eliminarono 550 persone, tra cui l’autore di questi Sonetti di Moabit.

La tradizione musicale coreana, estremamente ricca e ramificata, riflette profondi legami spirituali con la cultura cinese, dalla sua dinamicità religiosa e filosofica alla cosmogonia. Accanto a quella popolare si è sviluppata sul modello cinese, nel corso del I secolo d.C., una cultura musicale di corte, dedita esclusivamente al servizio della vita sociale e religiosa della corte dell’imperatore. Piri è un lavoro per oboe solo del 1971, dedicato all’oboista Georg Meerwein. La composizione rappresenta un paradigma per l’interazione e la compenetrazione dei suoni orientali con le tecniche europee. Prende il titolo dal nome dell’oboe tradizionale coreano, impiegato principalmente nella musica aristocratica, uno strumento suddiviso in tre diverse tipologie di varie dimensioni. Il più corto (se-p’iri) viene impiegato nei generi aristocratici kagok kasa, mentre il più grande (hyang-p’iri) nell’orchestra di corte così come nelle cerimonie sciamaniche in cui il p’iri assume un particolare significato spirituale.

Leggiero, studio No. 2 e Dolce, studio No. 5, sono tratti dai Sieben Etüden (1993) per violoncello solo dedicati al violoncellista Walter Grimmer. Ogni pezzo forma un cosmo a se stante; allo stesso tempo i sette movimenti composti in reciproco contrasto tra loro formano un tutt’uno organico. Gli studi in ogni caso trattano specifici problemi di tecnica esecutiva formando contemporaneamente un compendio della tecnica compositiva di Isang Yun. Yun morì nel 1995 senza riuscire a comporre il secondo e terzo volume.

Paolo Tarsi

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