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Ives/Brant: A Concord Symphony; Copland: Organ Symphony, SFS Media, 2011

6a00d83451cb2869e20147e2473f43970b-300wiInizialmente influenzato dalle sperimentazioni del movimento futurista, dal 1950 in poi i principali lavori del compositore canadese – ma californiano d’adozione – Henry Brant (1913-2008) adottano tutti le tecniche spaziali. Attraverso il posizionamento di ensemble monotimbrici, orchestre, cori o gruppi strumentali ampiamente disseminati lungo la sala da concerto, Brant inizia a elaborare il concetto di ‘musica spaziale’, trovando nelle concezioni di Charles Ives (1874-1954) le basi per le proprie teorie. Tra il 1958 e il 1994 lavora  alla trascrizione per grande orchestra della Concord Sonata di Ives nei ritagli di tempo libero dall’insegnamento, dal suo lavoro di orchestratore e dalla composizione delle sue opere sperimentali, creando un linguaggio sinfonico che riconduce la musica del compositore statunitense in una dimensione chiara, trasparente senza dover per questo essere meno autentica o rinunciare alle sonorità vive e intense tipiche di Ives.

A differenza di quello europeo il neoclassicismo americano non si ricollega alla grande stagione del Settecento ma, piuttosto, cerca di edificare una via del tutto americana attraverso la nascita di opere popolari e vernacolari, arrivando quasi a creare, con Copland, una propria teoria degli affetti, dei nuovi moods espressivi. Se in diverse sue opere si possono persino cogliere riferimenti a memorie jazzistiche, a partire dagli anni Cinquanta Aaron Copland (1900-1990) adotta liberamente i procedimenti seriali della tecnica dodecafonica, anche attraverso serie incomplete di sole dieci note. La carriera del giovane compositore inizia quando Serge Koussevitzky dirige la sua Symphony for Organ and Orchestra con Nadia Boulanger in qualità di solista all’organo. In seguito Copland riscriverà i tre movimenti di questa Organ Symphony – composta nel 1924 quando il compositore non aveva ancora compiuto ventiquattro anni – omettendo le parti organistiche e ricavandone così il materiale per la sua prima sinfonia, Symphony No. 1 (1928). Seguiranno ancora due brevi pagine per organo, Episode (1941) e Preamble (for a Solemn Occasion), un lavoro originariamente destinato all’orchestra (1949) e riadattato dallo stesso autore nel 1953. Entrambe le registrazioni sono effettuate dal vivo presso la Davies Symphony Hall di San Francisco tra i mesi di febbraio e settembre 2010. Michael Tilson Thomas dirige la San Francisco Symphony, mentre Paul Jacobs siede alla consolle del potente organo Ruffatti dove lo stesso Brant, il 15 dicembre 2001, aveva preso parte alla prima esecuzione di Ice Field, for Large and Small Orchestral Groups con più di 100 musicisti dislocati lungo l’intera sala da concerto.

Paolo Tarsi

         

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