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John Adams, Hallelujah Junction. Autobiografia di un compositore americano (2010)

adamsDopo Musica per pianoforte negli Stati Uniti di Emanuele Arciuli, la nuova collana EDT Contrappunti presenta il suo secondo titolo, Hallelujah Junction, l’autobiografia di John Adams, che anticipa l’uscita de Il trionfo del pianoforte, di Kenneth Hamilton, nella primavera 2011. In Hallelujah Junction, il cui titolo rimanda a una importante composizione di Adams per due pianoforti del 1996, è racchiusa non solo l’autobiografia di uno dei grandi maestri della musica americana di oggi, ma l’intera storia artistica e intellettuale dell’America degli ultimi cinquanta anni. Nato nel 1947 a Worcester, Massachussetts, in una famiglia della media borghesia, dopo la laurea a Harvard John Adams lascia il New England per trasferirsi in California, a San Francisco, città simbolo della West Coast al centro, negli anni Sessanta, della nuova cultura giovanile. Dopo essersi preparato al viaggio leggendo le descrizioni della costa californiana di scrittori come Robinson Jeffers, Henry Miller, Jack Kerouac e Gary Snyder, a ventitré anni attraversa l’America con una vecchia Volkswagen Maggiolino alternandosi alla guida con la giovane moglie Hawley. 

Appena arrivato a San Francisco si mette alla ricerca della mitica libreria City Lights, attorno alla quale i beat si riunivano per le loro letture a base di poesia e marijuana, fino all’incontro casuale, in un caffè, con Allen Ginsberg a cui chiede l’indirizzo di William Burroughs per inviargli una copia di un suo lavoro, Heavy Metal. Ispiratosi a Kerouac, aveva già intrapreso un altro viaggio sfrenato, questa volta verso sud, in compagnia di un amico durante le vacanze primaverili del 1968. Al rientro, attraversando Washington D.C., si ritrovarono intrappolati nel traffico durante una sommossa urbana che seguiva l’assassinio di Martin Luther King. L’anno seguente, nel 1969, John Adams si laureò. Fu un anno di autentica crisi a causa della guerra del Vietnam. La presidenza di Johnson terminò prematuramente provocando un collasso nel Partito Democratico, riportando Richard Nixon al potere. Seguirono grandi manifestazioni contro la guerra, sempre più minacciose e violente, con richieste pubbliche di ritirare le truppe dal Vietnam. Gli anni del college gli permisero di rinviare la chiamata alle armi, destinata a ripresentarsi appena terminati gli studi. Per evitare di essere arruolato nell’esercito si preparò alle ripetute visite mediche devastandosi il sistema nervoso e le funzioni cardiorespiratorie con una combinazione di insonnia forzata e farmaci da banco, alzando artificialmente la frequenza cardiaca e la pressione del sangue fino a dilatare le pupille, ottenendo finalmente un rinvio provvisorio per motivi di salute. Per festeggiare e riempire il vuoto di una improvvisa libertà non programmata sperimentò in compagnia di un amico la mescalina o, più probabilmente, LSD comprato in strada. Ritenendo che l’LSD aprisse le “porte” della percezione, come sostenevano Huxley e Jim Morrison, continuò l’esperienza delle droghe fino al 1971. Già in passato, durante gli studi, le feste notturne negli studentati a base di erba, scotch whisky e Lucky Strike senza filtro, si erano rivelate l’occasione per analizzare dettagliatamente le strutture armoniche degli album di Miles Davis, di Rahsaan Roland Kirk, dei Beatles, della Paul Butterfield Blues Band, di Bob Dylan, dei Jefferson Airplaine, dei Cream, dei Beach Boys, dei Doors e di Jimi Hendrix, solo per citarne alcuni. Sembrava che “l’intensità emotiva del rock sfidasse la studiata freddezza della musica contemporanea seria” dichiara il compositore, che aggiunge: “feci più progressi nel padroneggiare la pratica armonica eseguendo al pianoforte queste canzoni pop di quanto ne avessi mai fatti con le mie marce forzate attraverso i trattati di basso cifrato”.

Le prime composizioni di Adams sono profondamente influenzate dal minimalismo. Con il passare degli anni sente l’esigenza di includere una maggiore complessità all’interno della sua musica, estendendo sempre più il linguaggio armonico al cromatismo. I cliché del minimalismo sono infranti nell’opera lirica The Death of Klinghoffer, riproposta insieme a Peter Sellars in una produzione dedicata al conflitto israelo-palestinese in concomitanza con l’11 settembre. L’opera si ispira alla tragedia avvenuta sul transatlantico Achille Lauro, quando alcuni terroristi rapirono un gruppo di passeggeri e uccisero un uomo disabile. Le sue produzioni di teatro musicale, spesso ambientate nel mondo contemporaneo (Nixon in ChinaThe Death of Klinghoffer, Doctor Atomics), sono tra le pochissime entrate nel repertorio internazionale. Nel 1992 inventa il software Earbox ispirato a un importante libro di Nicolas Slonimsky, Thesaurus of scales and melodic patters, che ha influenzato tanti musicisti tra cui John Coltrane. La tecnologia svolge un ruolo fondamentale nel lavoro di Adams, come dimostra l’album Hodoo zephir, composto da musica per campionatori e tastiere elettroniche. Il musicista vede la quasi totalità dei compositori della generazione precedente alla sua come degli accademici la cui ambizione principale consisteva nel voler escludere gli stimoli provenienti dal mondo esterno. Contrariamente a questa concezione, John Adams riesce a padroneggiare stili musicali apparentemente opposti con grande abilità, composizioni tonali, atonali, minimaliste oppure contrappuntisticamente molto complesse, mostrando sempre il marchio indelebile della sua personalità.

 

John AdamsHallelujah Junction. Autobiografia di un compositore americano, traduzione dall’inglese di Anna Lovisolo, EDT/Collana Contrappunti (2010), pp. 311, 18 euro.

 

Paolo Tarsi

         

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