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"Les mains veulent parler aussi", Jean-Pierre Drouet (2005, ATOPOS 5)

mzi.xcwjnziu.100x100-75Jean-Pierre Drouet percussionista e compositore, sviluppa la sua ricerca musicale in varie direzioni: realizzazione di numerose opere contemporanee (L. Berio, K. Stockhausen, I. Xenakis, P. Boulez, J. Cage, etc.), studi di musiche extraeuropee (zarb iraniano, tabla indiane), improvvisazioni come solista o insieme ad altri musicisti (F. Frith, V. Globokar, L. Sclavis, H. Texier, etc.). Ha realizzato composizioni per il Teatro (J.M. Serreau, J.L. Barrault, C. Régy), la Danza (Thèatre du Silence, V. Farber, Galotta, S. Aubin), la musica Concertistica (ATEM, Musica, Accroche-note, Percussions de Strasbourg, Orchestre de Paris, Ensemble Aleph, etc.) e l’Opera (Opéra de Bordeaux, Ars Nova).

La Teatralità musicale, che scopre attraverso le numerose collaborazioni con M. Kagel e G. Aperghis (fondazione del trio Le Cercle), lo porta ad una pratica scenica dove incontra le macchine musicali di C. Brahem, gli uomini cavallo del Teatro equestre Zingaro, ed i Mondi inclassificabili del Coreografo e Regista F. Verne.

  

M. Kagel | Solo d’Exotica (1972)

Una breve composizione, dove la scelta degli strumenti è lasciata alla libera decisione dell’esecutore, a condizione di usare solamente strumenti esotici, quindi poco conosciuti.Solamente i ritmi e le intensità dei suoni sono fissate dal Compositore, l’altezza è solo suggerita. Per la partitura vocale, anche questa molto precisa, mancano però le parole: a l’interprete immaginare una lingua che appaia esotica….

 

V. Globokar | Toucher (1973)

Sette strumenti, scelti dall’interprete, per riprodurre le 13 vocali della lingua francese e tutti i modi di toccare gli strumenti per ottenere le consonanti. Le parole (da “La vita di Galileo” di B. Brecht) escono dalla bocca del musicista ed entrano negli strumenti che, così, parlano da soli.

 

J.P.Drouet | Les confidences d’une table (…)

Sviluppo di suoni di oggetti, molto ordinari (coltelli, bicchieri, scatole) non attraverso la loro vibrazione nell’aria ma attraverso la loro risonanza nel legno. Gli oggetti scoprono un mondo sonoro nascosto che si sviluppa passando da una grande delicatezza all’estrema violenza.

Improvvisazione

 

V. Globokar | Ombre (1989)

Un percussionista parla con la sua coscienza e vi si adatta per quanto può. Un fenomeno esterno, di grande brutalità, irrompe durante la sua meditazione e prende, a poco a poco, il controllo del musicista che lo accetta, seppure con reticenza, a rischio di vedere degradata la propria coscienza. Affascinato, il percussionista segue l’intruso sempre più lontano e….

 

J.P.Drouet | De 7 à 8

Un’improvvisazione sull’idea di ossessione: qui, una figura ritmica a 7 gira in tondo incessantemente; il percussionista non riesce a staccarsene senza l’aiuto di uno strumento a corde, di un uccello, e della sua stessa voce, che lo trascinano in un mondo a 8, ma non per molto!

 

 

Jean-Pierre Drouet

         

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