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Ron Nagorka: Rhythms of the Tarkine, Just Bluffing

Ron Nagorka è un compositore, performer e naturalista australiano, una delle figure più importanti della scena sperimentale. Nato nel 1948, ha studiato organo, clavicembalo e composizione alla Melbourne University e musica elettronica in America presso la University of California, San Diego. Negli anni ‘70 è stato attivo come compositore a Melbourne dove fonda la Clifton Hill Community Music Centre, punto di riferimento per molti compositori emergenti e musicisti dell’epoca. La sua musica riflette lo spirito della cultura indigena australiana. L’influenza delle tradizioni legate agli aborigeni è evidente nelle sue tecniche ritmiche, nel particolare accostamento di strumenti convenzionali, elettronica e didjeridu (che ha introdotto nelle sue opere a partire dal 1974), nelle registrazioni dei suoni della natura, alla base di molte sue composizioni, in cui versi di uccelli e animali esotici interagiscono con gli strumenti descrivendo i paesaggi sonori della natura australiana. Nagorka, che ha compiuto numerose tournée in America, Europa e Giappone, dal 1988 vive e lavora in una foresta nel nord della Tasmania, dove ha costruito il suo studio ad energia solare.

Rhythms of the Tarkine, a natural history adventure (2004) comprende un libretto della naturalista Sarah Lloyd in cui sono descritte le caratteristiche fisiche della foresta pluviale di Tarkine, così chiamata in onore degli abitanti dell’area di Sandy Cape, nella Tasmania occidentale, dove gli aborigeni di Tarkine hanno vissuto per centinaia di anni. Nel disco si possono ascoltare le innumerevoli voci della foresta, a partire da Tarkine Passing e Devils Lullaby che ne evocano lo spirito attraverso il canto degli uccelli, i versi delle numerose specie di animali che la abitano, fino a catturare il respiro dell’oceano in lontananza. L’opera principale dell’intero progetto è rappresentata da Tasmanian Toccata (1991) per organo, didjeridu e suoni campionati, scritta per l’organista Gary Verkade. I poliritmi rivelano l’influenza della musica aborigena della Terra di Arnhem, nello stato australiano del Northern Territory, l’area tradizionalmente associata al didjeridu, mentre i suoni elettronici derivano tutti da registrazioni di specie di uccelli della Tasmania riprodotti attraverso tecniche di campionamento.

Just Bluffing contiene sei composizioni scritte tra il 1994 e il 2006. Artamidae (2002) è una suite di 5 brani per trombone, flauto, piccolo, clarinetto, clarinetto basso, chitarra elettrica, mandolino, didjeridu e tastiere Midi, il titolo è una dedica esplicita alla specie di uccelli più musicale dell’Australia. Just Bluffing for Quamby (2006), si divide in 2 pezzi elettroacustici,Thus Spake Zoothera e Lunulata, la cui intonazione si basa sul suono del Quamby Bluff, una montagna nel nord della Tasmania. Fa parte di un progetto chiamato “Call My Bluff” che coinvolge artisti locali di differenti discipline. With myriad degrees of light-dark infusion (2006) per trombone, tastiera Midi, clarinetto e violoncello esprime la ricca varietà di colori armonici derivanti dal sistema basato su una scala di 43 note elaborato dal compositore americano Harry Partch. Little pinguins (1994) per trombone, didjeridu e tastiera Midi si ispira per i dialoghi tra i due strumenti alle movenze dei pinguini. In Colluricincla  harmonica (1998) per chitarra elettrica (fretless), 2 tastiere Midi i suoni elettronici usati derivano tutti da una registrazione della specie di uccelli che da il titolo al brano. Nel tema di To be a pilgrim (2004) per trombone, didjeridu e organo si può percepire l’eco di “Who would true valour see..” il canto tradizionale inglese adattato da Ralph Vaughan Williams sull’inno di John Bunyan.

Paolo Tarsi

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