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Rosario Palazzolo, Cattiverìa, Perdisa Pop, 2013

cattiveria-di-rosario-palazzolo-t-tujuef-150x150Questo corposo romanzo è tutto un alternarsi di monologhi spezzati di una madre e di un figlio, pseudo-conversazioni deliranti suddivise in episodi racchiusi da prologo, parodo ed esodo: la struttura richiama la tragedia greca, la trama svela invece una tragedia contemporanea, che si apre con la fretta e si conclude con la distrazione di una donna, sgranando nello scorrere di peripezie ed eccentricità linguistiche di Cattiverìa le difese che le persone e le parole sanno opporre con perversa creatività alle asperità dell’esistenza.
 L’opera è preceduta da una citazione di Pinter che ci porta ad interrogarci sulla parola come veicolo di verità o bugia, e la risposta provocatoria è che la parola non può fare danno. Il danno, o la disfunzione, è insita dietro la parola, nell’eccesso ossessivo di riti e perfezionista di ordine, nelle compulsioni che le litanie di parole esprimono, nel labile confine tra venerabili figure religiose e miti da televisione, nei significati che la mente impone alla vita, nel loro paradosso e conflittualità, nell’alone del segreto, del mascheramento fino a mettere in scacco la possibilità di contenimento e descrizione del reale da parte della parola: lo stesso titolo, Cattiverìa con l’accento sulla i, mette in discussione l’acquisizione delle regole formali che accompagnano la normalità, come se la stessa connotazione etica della cattiveria dovesse essere letta entro nuovi livelli di comprensione, qualcosa che va oltre la responsabilità soggettiva, talora affrontata con humour, di certo al di fuori di ogni dimensione di stabilità e controllo.
Rosario Palazzolo è nato nel 1972, e vive, a Palermo. E’ drammaturgo, scrittore, regista e attore.
Nel 2002 ha fondato  – con Anton Giulio Pandolfo – la Compagnia del Tratto, associazione che si occupa di nuove drammaturgie: dal 2005 la dirige con la presidenza onoraria di Luigi Bernardi. Dal 2002 al 2004 ha partecipato a laboratori di scrittura, sempre con Luigi Bernardi. Nel 2003 si è laureato in filosofia, con una tesi di storia del teatro.
Il suo debutto nella scrittura teatrale avviene con Uomor, nel 2005, un recital a tre voci che ripercorre la storia del teatro umoristico europeo. Ha scritto nel 2005 Ciò che accadde all’improvviso, la sua prima opera di prosa, che ha debuttato nel 2006. Sempre nel 2006, ha scritto e inscenato il monologo Il fatto sta. Nel 2007 è stata la volta di I tempi stanno per cambiare, scritto a quattro mani con Luigi Bernardi. Ancora nel 2007, è stato prodotto dalla compagnia del Tratto, Ouminicch’, in collaborazione con Palermo Teatro Festival.Ouminicch’ inaugura una Trilogia dell’impossibilità che prosegue con ‘A Cirimonia (2008) e Manichìni (2011): la Trilogia, partendo dal concreto della cultura siciliana, indaga l’universalità delle relazioni umane.
Per la narrativa, ha pubblicato il suo primo racconto È tutto chiaro con la casa editrice Della Battaglia. Nel 2006 un suo racconto ha vinto il premio di narrativa breve Lama e Trama. Oltre a Cattiverìa, ha pubblicato due novelle con Perdisa Pop: L’Ammazzatore (2007) e Concetto al buio (2010).
Francesca Bertolani
         

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