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Stefano Zenni, “Storia del Jazz. Una prospettiva globale” (Stampa Alternativa, 2012)

ZENNI-S_jazz1-207x300Il jazz è nato e cresciuto alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti d’America a seguito di un enorme esodo forzato di schiavi dal continente africano in direzione del Nuovo Mondo. A partire dalle bettole e dalle strade di New Orleans, nel corso della sua storia questa musica emigra e si sviluppa altrove, fino alla calda e cinematografica Los Angeles, passando per la frenetica e cosmopolita New York per attraversare poi gli oceani e conquistare il mondo. Una musica che avvicina oggi musicisti di tutte le nazionalità e culture (non a caso dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco).

Questo straordinario percorso riecheggia, immerso in un saldo contesto sociogeografico, nelle pagine di Storia del Jazz. Una prospettiva globale, la più ricca e completa storia della musica afroamericana mai pubblicata in italiano dai tempi dell’indispensabile Jazz di Arrigo Polillo. Dato alle stampe per la prima volta nel 1975, il libro dello storico direttore di «Musica Jazz» fu ristampato in seguito in varie edizioni, anche con piccoli aggiornamenti che, pur conservando intatta la densità documentaria e l’eccezionale forza narrativa, per forza di cose non arrivano però a coprire gli avvenimenti degli ultimi trentasette anni. Molto è cambiato nel frattempo, e tanto si è discusso sui più diversi aspetti inerenti metodologie e approcci musicologici, passando attraverso – fatto non secondario – nuove prospettive narrative.

Ecco perché il testo di Stefano Zenni contiene la più ampia sintesi delle conoscenze analitiche oggi disponibili, dove le indicazioni stilistiche – dettagliate e aggiornate – e la narrazione storica si intrecciano in modo da rendere conto di ogni grande musicista, con centinaia di capolavori del jazz offerti alla comprensione del lettore sulla base di robuste fondamenta musicologiche accompagnate da una prosa rilassata e avvincente.

Ne emerge una prospettiva polistilistica, che getta luce sulle complesse relazioni culturali e artistiche dell’espansione musicale afroamericana tra il xvi e il xxi secolo, le sue connessioni con gli stili di danza e i luoghi in cui questa musica veniva prodotta fin dalle origini, in un’indagine globale profonda dove non mancano gli intrecci fra generi, come i rapporti fra jazz e musica classica o tra improvvisazione e scrittura. Un volume che si presenta come un’indispensabile integrazione al precedente e pluripremiato lavoro dello stesso autore, I segreti del jazz. Una guida all’ascolto (Stampa Alternativa Nuovi Equilibri, 2007).

Stefano Zenni (Chieti, 1962), tra i maggiori musicologi di jazz in Europa, è presidente della SIdMA – Società Italiana di Musicologia Afroamericana –, vicedirettore del Center for Black Music Research/Europe, direttore della rivista di studi Ring Shout ed editor per il jazz del Giornale della Musica. insegna Storia del Jazz e delle Musiche Afroamericane presso i conservatori di Bologna, Pescara, Pesaro, e Analisi delle Forme presso Siena Jazz. Oltre a dirigere i seminari di Chieti in Jazz, è direttore artistico (dal 1998) della rassegna Metastasio Jazz a Prato. Candidato ai Grammy Awards per le migliori note di copertina, collabora con Rai Radio3, e ha già pubblicato – sempre per Stampa Alternativa – volumi su Louis Armstrong, Herbie Hancock e Charles Mingus, oltre a I segreti del jazz. Una guida all’ascolto.

Storia del Jazz. Una prospettiva globale, Stefano Zenni, Stampa Alternativa/Collana New Jazz People (2012), pp.608, 25 euro.

 

 

Paolo Tarsi

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