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Suono segno gesto visione a Firenze 2 (2008, ATOPOS 10)

atp010_grossi_front-150x150Il percorso di più di cinquant’anni della cultura musicale a Firenze, dalla fine della seconda guerra mondiale, è da esplorare sistematicamente. Al di là delle celebrazioni, è tempo che si riconosca come a Firenze sia nata negli anni sessanta del novecento, una Musica d’Arte capace di recuperare percezione, memoria, azione e rappresentazione secondo una drammaturgia metalinguistica che esalta la potenzialità di emozione e suggestione per il confronto innescato tra vissuti individuali, aprendosi alla scoperta di nuovi orizzonti della creatività e della poesia. Il confronto e il dialogo con alcuni dei più alti attingimenti sul problema della sinesteticità dell’arte che le avanguardie storiche hanno affrontato, da Kandiskij, al futurismo a Scrjabin a Schönberg, al Bauhaus, hanno suscitato la proposta maturata a Firenze. Oltre l’ascolto di forme udibili, l’interazione tra gesto, suono e visione diventa segno, rendendo la musica utopia.

Questa concezione di una nuova musica è stato un fenomeno che è nato e si è sviluppato anche a Firenze, ed in nessun altro luogo si è verificata una paragonabile ricchezza di esperienze artistiche che in quegli anni sessanta si collegassero per un dibattito sulla ricerca nell’interazione fra segno, gesto e suono.

Le Pittografie di Bussotti e le opere di Chiari permettono di delineare una ipotesi di periodizzazione proprio in riferimento a quella produzione e a quelle problematiche. Pietro Grossi, Giuseppe Chiari, Giancarlo Cardini, Albert Mayr, Daniele Lombardi, hanno approfondito, ampliato secondo indagini, risultati, opere e attività, testimoni di inesausta vivacità, aspetti della Musica d’Arte proponendola nelle sedi più qualificate e prestigiose in ogni parte del mondo, dimostrando i contributo innovativo di Firenze al Novecento, il secolo nel quale si è avuto il più grande sviluppo e la più grande concentrazione di tecniche, tecnologie, nuovi suoni, nuove sperimentazioni ed esperienze nell’ambito della musica. Marcello Aitiani e Sergio Maltagliati partecipano, alla fine degli anni ottanta, a questo movimento.

Occasione emblematica dunque, oltre che rara, quanto augurale per il futuro, quella di acquisire a segno di Firenze, una città alle radici della civiltà d’Europa, uno dei suoi contributi più autenticamente originali e innovativi.

 

Ugo Barlozzetti 

 

65a1393_fxcm01293-800x740P. Grossi, Sound life 4 (1979-1985); G. ChiariIntervalli 2 (1950-1956)*; G. Chiari, Intervalli 3 (1950-1956)*; G. Cardini, Canti segreti (Sonata n. 2) (1989); A. MayrSo könnte es geschehen, so oder ähnlich II (1970)*; D. LombardiTrasale Sospeso (1991)*; M. Aitiani, Canto dell’allegrezza II (1985)*; S. Maltagliati, >Automated_Music; (2001)* | *Prima registrazione mondiale

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