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Universi del suono. Scritti e interventi 1955-1994, Iannis Xenakis, a cura di Agostino Di Scipio, Ricordi-Lim, 2003, 260 pag.

xenakis1Con la sua concezione musicale intrinsecamente legata agli sviluppi del calcolo geometrico e matematico, Iannis Xenakis è stato uno dei più importanti compositori del secondo Novecento, oltre che un apprezzato ingegnere e architetto. Dopo l’invasione russa della Cecoslovacchia, Milan Kundera aveva trovato rifugio negli spazi oggettivi della sua musica, riconoscendo nel compositore greco-francese il “profeta dell’insensibilità”. Nato a Brăila, in Romania, nel 1922, Xenakis fu un combattente e un eroe della Resistenza greca, più volte imprigionato per le sue manifestazioni, prima contro gli italiani, poi contro i tedeschi e gli inglesi. Nel 1945 rimane gravemente ferito durante uno scontro perdendo l’occhio sinistro. Nel 1947 lascia esule la Grecia per rifugiarsi a Parigi con l’intenzione di proseguire i suoi studi negli Stati Uniti. Rimasto in Francia, diviene assistente di Le Corbusier come ingegnere addetto ai calcoli. Parallelamente frequenta in qualità di libero uditore i corsi di Messiaen affascinato dalle sue ricerche sui ritmi greci e indiani, e da una larghezza di vedute molto più libera rispetto ai sostenitori del sistema seriale. 

Per Le Corbusier, che influirà notevolmente nella sua formazione per la sua capacità di coniugare pensiero ed estetica, realizza i progetti per il convento di Sainte-Marie de La Tourette, nei pressi di Lione (1957-1959), e per il padiglione Philips in occasione dell’Expo di Bruxelles del 1958. Per quest’ultimo evento compone anche le musiche, in collaborazione con Edgard Varèse – compositore molto apprezzato anche dall’architetto svizzero per la sua concezione sonora basata sull’elemento timbrico – continuando a lavorare a progetti propri anche dopo la separazione da Le Corbusier (1947-1960). Suoi il Politopo di Montréal per l’Esposizione Universale del 1967, il Politopo di Cluny per il Festival d’automne nel 1972 e il Politopo per l’inaugurazione del centro Nazionale di Arte e di Cultura Georges Pompidou (1977). Nel 1965 fonda a Parigi il Centre d’études de Mathématique et Automatique Musicales (CEMAMU), insegnando successivamente presso il Centre of Mathematical and Automated Music all’Indiana University (1967-1972) e alla Sorbonne di Parigi (1972-1989). Iannis Xenakis ha integrato nella composizione musicale i processi aleatori attraverso il calcolo delle probabilità (musica stocastica), introducendo inoltre strutture e procedimenti matematici (musica simbolica), le Catene di Markov, la teoria dei gruppi e quella dei giochi (musica strategica), il concetto di nubi e di galassie di eventi sonori, teorie basate sugli “automi cellulari” o sul concetto di “arborescenze”, inscrivendo in un simile contesto di sperimentazione architettonica e musicale il progetto utopico-urbanistico delle Città Cosmiche, poste su gusci di 50 o 100 metri di spessore e che s’innalzano fino a 5000 metri di altezza. I suoi interessi erano innumerevoli e toccavano molte discipline – architettura, ingegneria biologica, filosofia, fisica, matematica, astrofisica, archeologia – oltre alla musica, naturalmente, provando un forte interesse per le culture extraeuropee, e in particolar modo per quella nipponica attraverso la tradizione Kabuki e il Teatro Nō, e per la musica giavanese delle orchestre di gamelan. Nel volumeUniversi del suono. Scritti e interventi 1955-1994 a cura di Agostino Di Scipio, sono racchiusi testi mai apparsi prima d’ora in lingua italiana, di cui due costituiscono degli inediti assoluti (“Problematiche tecnologiche della composizione” e “La regola, la legge”), mentre un terzo scritto (“Accanto a Béla Bartók”) non era mai stato ristampato dopo l’iniziale pubblicazione ungherese, risalente al 1964. Gli altri contributi contengono riflessioni sulla musica greca, Stravinskij, Messiaen, Cage, Berg, Paul Klee, sui procedimenti probabilistici di composizione, sulla microstruttura dei suoni e molto altro ancora. Chiudono il volume ampie appendici contenenti un importante saggio di Makis Solomos sugli scritti di Xenakis, il catalogo delle opere, la bibliografia e la discografia completa aggiornata al 2000, rimandando alla consultazione online attraverso l’indicazione di siti web specializzati per i successivi aggiornamenti.

Paolo Tarsi

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