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1433 – The Grand Voyage

439x-300x193Chi era l’ammiraglio Zheng He? Chi era il musulmano Ma He prima di diventare Zheng He, il favorito di Yongle, imperatore della dinastia dei Ming? È veramente arrivato in America il navigatore Zheng He? Solcando le onde dell’oceano dell’Ovest, quali paesi avrà trovato? Quali doni avrà scambiato?  Nel lontano 1433, dalla remota Cina, l’ammiraglio Zheng He salpò per l’ultimo dei suoi viaggi, alla volta di Giava, Malacca e Calcutta. Le fonti storiche raccontano che, nato Ma He e di fede musulmana, sia diventato Zheng He, grande eunuco alla corte dei Ming e poi navigatore dal 1403 al 1433. Zheng He compì sette spedizioni navali a carattere pacifico e diplomatico su enormi flotte cariche di doni, non giunse mai in America e non realizzò il pellegrinaggio alla Mecca. Le fonti storiche raccontano che il settimo viaggio fu l’ultimo compiuto da Zheng He, perché morì prima di far ritorno in Cina. Con l’ultimo dei viaggi di Zheng He, ‘il grande  viaggio’, si concluse il periodo delle grandi spedizioni navali del celeste impero.  Il settimo viaggio è il racconto orchestrato dalla regia abile ed eclettica di Robert Wilson (Einstein on the Beach, 1976), scandito dall’energia e dalla purezza dei tamburi dell’“U-Theatre” di Taiwan – in cinese la pronuncia della lettera ‘u’ è uguale a quello della parola ‘eccellenza’­–, cullato dalle armonie rassicuranti e dai ritmi liberi del sassofono di Dickie Landry e Ornette Coleman. Ma la storia del grande viaggio è animata anche dai costumi fantasiosi del premio oscar Tim Yip (Wo hu cang long, ossia La tigre e il dragone, 2000), interpretata dai movimenti accurati e perfetti di Chin-Chun Huang, maestro percussionista e di arti marziali dell’“U-Theatre”, intonata dalla suadente voce narrante di Mei-Yun Tang, attrice dell’opera tradizionale taiwanese, gezai. Un’armonia di generi e di musiche.

     Il free Jazz accompagna la voce melodiosa di Tang quando, vestita da Charlie Chaplin, intona al bordo del palcoscenico le arie d’amore per la principessa Hang Li Po, di dolore e di pentimento per l’uccisione del pirata Chen Zuyi, di speranza nel brindisi di pace tra Annam, l’antico Vietnam, e il regno di Yongle: «Che la luna piena possa sempre specchiarsi nel tuo bicchiere!». Sul fondale Zheng He, interpretato da Huang, volteggia nel suo costume nero da mandarino, il volto truccato di bianco con due lunghe onde verdi sulle guance e nere sulle sopracciglia. Zheng He apre e chiude le dita, piega i polsi ad angolo e rotea le mani, poi ammicca, salta, si ferma, s’inchina, dondola e riprende a volteggiare. I suoi movimenti corrispondono alle emozioni intonate da Tang.

Il viaggio suggestivo da oriente a occidente corrisponde a un racconto? La dimensione strettamente narrativa così come quella storica è messa da parte per dare spazio al lirismo del ricordo e del sogno. “Non è un racconto storico, ma una parabola di una storia che dura ancora fino ai nostri giorni”. ha dichiarato Robert Wilson qualche settimana a ridosso della prima mondiale. Il rigore classico e geometrico della scenografia e il gioco delle luci danno forza alla visione e scandiscono nello spazio e nel tempo il viaggio visionario ed emotivo di Zheng He. La luce e il suono donano profondità simbolica ai gesti degli attori e al tempo stesso modellano e tengono insieme i diversi elementi che compongono l’opera: creano uno spazio che rimbomba di suggestioni confuse tra oriente e occidente. Da qualunque luogo provenga, se da est o da ovest, lo spettatore coglie gli elementi a sé più vicini e si abbandona alla suggestione dei più lontani fino a percepirne l’essenza. Se non si è mai ascoltato il free jazz, si sognano le atmosfere fumose dei locali di Chicago. Se non si è esperti dell’opera gezai, ci si lascia trasportare dalle emozioni. Se non si conosce la storia di Zheng He, si sente l’uomo. E chi dall’occidente è approdato qui, in questi lidi dell’estremo oriente, immagina il viaggio che dall’oriente lo riporterà in occidente. Il grande viaggio, un percorso poetico e di fantasia nello spirito pacifico di Zheng He.

Daniela Shalom Vagata

International Theatre Hall of Taipei, 20 Febbraio 2010, Taiwan International Festival 2010.

http://www.youtube.com/watch?v=izir8tFHHTg&feature=related

         

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