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Compagnia Feria Musica, Infundibulum

feriaCoreografia e regia: Mauro Paccagnella

Basato su un’idea di Philippe de Coen e Anne Ducamp

Visto a Senigallia, Teatro “La Fenice”, il 19/11/2011

Lo spettacolo prende il suo nome da una parte del cervello umano – l’infundibulum,appunto – che mette in collegamento l’ipotalamo (sede delle emozioni)  e la ghiandola pituitaria (che genera gli ormoni essenziali alla vita). Allo stesso modo, la compagnia belga Feria Musica, intende il proprio spettacolo come un collegamento tra le emozioni umane e ciò che rende possibile la vita materiale, biologica, dell’essere umano. Questi due aspetti dell’individuo vengono messi in scena in modo dialettico nello show della Compagnia, mostrando un’iniziale dicotomia tra ciò che è essenziale alla vita biologica, e ciò che procura forti emozioni – si vede un uomo incravattato, e altri che saltano su delle travi di legno che formano la sezione di un imbuto, come acrobati impazziti. In un secondo momento questa dicotomia si scioglie, in un tripudio acrobatico davvero impressionante che coinvolge tutti gli attori – come a dire che ciò che è emotivo diventa fondante, l’emozione diviene fondamentale anche per la vita biologica dell’individuo.

Certamente più circense che teatrale, lo spettacolo, pur con alcuni momenti di debolezza, dovuti alla mancanza di un reale tessuto narrativo, ha la capacità di convolgere lo spettatore senza annoiarlo quasi mai, complici le musiche di ghironda, percussioni, trombone e campane tubolari che accompagnano le acrobazie degli attori.

La Compagnia è anche capace di creare immagini fortemente icastiche, come quella dell’giocoliere che gioca con le palline davanti all’uomo in completo e cappello appeso al pendolo – che ricorda i quadri del belga René Magritte. Molto efficace anche il numero della ragazza appesa ad una fune fatta dei propri vestiti, che, evoluzione dopo evoluzione, le si tolgono di dosso, formando in fine una decorazione che attraversa tutto il palco come quella delle navi nelle occasioni importanti – e come in un’allucinazione di Walt Disney, un vestito può diventare corda, poi pavese.

La compagnia sa creare suspance con musiche mai scontate, e con i movimenti lenti e precisi degli attori, capaci altresì di montare apparecchiature complesse in tempo reale. Così un nuovo gioco si aggiunge alla festa degli attori, una altalena costruita al momento, che li catapulta uno ad uno contro la costruzione di assi, con una forza che fa impressione.

La Redazione di «Circus Magazine» ha nominato Infundibulum miglior spettacolo 2010 «per la sua impressionante scenografia e la sua dimensione mitologica. Ho visto», afferma il caporedattore delle rivista, Ria Geenen, «un cielo in tempesta e i suoi angeli caduti. Danza, circo, musica e colore!». La città di Senigallia, mostrando un forte interesse nei confronti delle arti circensi, ha proposto lo spettacolo nell’ambito di “CircoINfesta”, una rassegna dedicata all’incontro tra la danza e le arti acrobatiche all’interno della stagione del Teatro “La Fenice”. La rassegna continuerà il 17 e 18 dicembre con lo spettacolo Propaganda della compagnia australiana Acrobat.

Lorenzo Franceschini

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