Press "Enter" to skip to content

Dino Saluzzi Trio a Fano Jazz by the Sea 2010

fano-jazz-1024x682È stato il bandoneista e compositore argentino Dino Saluzzi il protagonista del secondo appuntamento della rassegna Fano Jazz by the Sea 2010, che ha avuto luogo lunedì 26 luglio presso la splendida cornice della Corte Malatestiana, l’edificio restaurato nel XX secolo di cui rimangono originali le bifore in stile gotico così come le scale e la loggia, per proseguire poi come di consueto al Jazz Village per il concerto ‘round midnight con il Tingvall Trio.

Timoteo “Dino” Saluzzi, riconosciuto come l’erede musicale di Astor Piazzolla, e come lui di origine italiana, nasce a Campo Santo (nella provincia argentina di Salta) nel 1935 in una famiglia di musicisti folk. Lungo il corso della sua carriera ha affiancato musicisti come Gato Barbieri in Chapter One: Latino America, Palle Danielsson, Charlie Haden, Enrico Rava (con cui incide Volver), fino alla più recente collaborazione con la violoncellista tedesca Anja Lechner che lo ha accompagnato in questo concerto assieme al fratello Felix “Cuchara” Saluzzi al sax tenore e al clarinetto. Le sonorità proposte si articolano in un giusto equilibrio tra improvvisazione e composizione quasi d’estrazione classica, in una presa di distanza dai facili stilemi che imprigionano il tango in un unico linguaggio riconducibile a banali schematismi di maniera.

Profondamente legato alle sue radici musicali e culturali, Saluzzi, che nel corso della sua carriera si è al tempo stesso confrontato con musicisti provenienti da ogni parte del mondo, si rivolge al pubblico italiano con semplicità e sincerità alternando l’italiano allo spagnolo, quasi che il popolo argentino e quello italiano fossero lo stesso, e sicuramente per lui, per quello che è il suo percorso umano, forse un po’ lo sono. Del resto il tango è un fenomeno culturale complesso che ebbe origine nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo in cui interagiscono danza, musica, tradizione e innovazione, lungo lo spazio di tre continenti – l’Africa, l’America e l’Europa – e che non può prescindere dal contatto con l’immigrazione italiana. Saluzzi trasforma il concerto in un momento di riflessione, un’occasione per rallentare i ritmi della vita frenetica che viviamo ogni giorno e  per condividere con il pubblico un modo di intendere il tango che è differente da quello che tutti conoscono, in cui rivivono le melodie degli italiani e degli spagnoli emigrati in Argentina che hanno portato in Sud America i canti della loro terra.

Il concerto segue l’uscita di un nuovo lavoro discografico per la ECM, “El Encuentro”. Si tratta di una sinfonia concertante per bandoneon, violoncello, clarinetto ed ensamble strumentale. Il violoncello è suonato a Anja Lechner che collabora con Saluzzi da dieci anni fin dal disco che incise con i Rosamunde Quartett: “Kultrum”.

Il bandoneon, portavoce del tango nel mondo, è uno strumento che a torto non è riconosciuto nel mondo accademico musicale. E forse è un bene che non lo sia, dato che le accademie vivono una concezione dogmatica dell’arte. Ne sono un esempio la dodecafonia e il pensiero seriale. Oggi esistono scuole di musica dove si può studiare il jazz, persino i conservatori si sono aperti a questa musica, con il risultato che i giovani musicisti finiscono per assomigliarsi tutti. Anche il panorama della musica leggera si è appiattito, siamo di fronte a una lunga lista di volti destinati a rimanere ignoti, tutti epigoni di un modello unico. A un mondo in cui anche la musica segue le regole di mercato, in cui viene sempre meno la personalità degli artisti, Saluzzi risponde con il recupero della tradizione da cui non sono estranee le novità stilistiche apportate nel Nuevo Tango, la rivoluzione compiuta a metà del ‘900 da Piazzolla attraverso l’introduzione nelle orchestre di strumenti musicali che tradizionalmente non venivano impiegati per suonare il tango argentino. Oggi una nuova rivoluzione si sta compiendo nel tango attraverso l’uso di sonorità elettroniche grazie a gruppi quali  il Nuevo Tango Ensamble, Tanghetto, Bajofondo, Electrocutango, Gotan Project, Ensemble Montréal Tango, Ausonia Ensemble, Pablo Ziegler and Giuliana Soscia & Pino Jodice Italian Tango Quartet, ecc..

Nuove sonorità per un incontro in un nuovo spazio mentale incrociato, tra l’uomo e la donna contemporanei, in una indecisione dei ruoli che il tango non ammette.

Paolo Tarsi

Condividi