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Falstaff al Pergolesi di Jesi

falstaff_01-1024x681S’è chiusa in un tripudio la 46esima Stagione Lirica di Tradizione del Teatro “Pergolesi” di Jesi. La replica di domenica 24 novembre del Falstaff di Verdi e Boito ha appagato pienamente il pubblico, che ha applaudito senza sosta l’indimenticabile spettacolo. Come già ne L’Arlesiana, proposta a inizio stagione, anche in questo caso la rappresentazione è stata preceduta da Il libretto in 30 minuti, una breve guida all’ascolto a cura di Elena Cervigni, che ha avuto luogo nelle splendide Sale Pergolesiane.

foto_falstaff-jesi_innamorati-dalla-benetta-800x1168In questo allestimento la vicenda inizia in un camerino di teatro, e non più in una locanda, come nella versione originale; l’azione è ambientata negli anni di stesura dell’opera, andata in scena per la prima volta a Milano nel 1893. La trama è ispirata alla commedia Le allegre comari di Windsor e dal dramma storico Enrico IV di Shakespeare. Sir John Falstaff, uomo ridanciano e godereccio, per conquistare le giovani dame Alice Ford e Meg Page, invia loro due lettere, identiche, convinto che almeno una delle due abbocchi. Le due amiche confrontano tra loro le lettere e, sentendosi offese da un corteggiamento tanto grossolano, architettano, insieme alle comari Mrs. Quickly e Nanetta, una burla ai danni di Falstaff. Da qui inizia un intreccio fantasioso ed avvincente che porterà il vecchio gabbatore ad essere gabbato a sua volta.

teatro-pergolesi-prima-del-falstaffuna-scena-2-1024x700I servi di Falstaff (Pistola e Bardolfo) sbugiardano l’esuberante padrone, che viene preso di mira anche da Ford, marito di Alice, e da Cajus, pedante che cerca di sposare la figlia di Ford. Quest’ultima è però innamorata di tale Fenton, che l’ama a sua volta. I coniugi Alice e Ford, senza saperlo, tendono a Falstaff due diversi tranelli, a conseguenza dei quali il viveur finirà gettato nel Tamigi dentro una cesta per il bucato. La beffa estrema al vecchio crapulone viene ordita da Alice e Ford insieme, con i rispettivi amici: viene organizzato un falso incontro tra Falstaff, Alice e Meg in un parco, a mezzanotte. In realtà, ad aspettare Falstaff ci sono i congiurati, che, travestiti da creature fantastiche, lo spingono a pentirsi dei suoi misfatti.

teatro-pergolesi-prima-del-falstaffuna-scena-3-1024x700«Tutto nel mondo è burla/ è l’uom è un gran burlone!», con questa massima si chiude l’ultima, magnifica opera di Giuseppe Verdi, come a darci la misura dell’umana esistenza entro i limiti dell’ironia.Ford in questa occasione vuole far sposare sua figlia Nanetta con Cajus, ma Nanetta, approfittando del travestimento, sfugge al matrimonio forzato, facendosi sostituire dal buffo Bardolfo. Il padre, rassegnato, accetta le nozze della giovane con l’amato Fenton, e invita tutti a cena.

L’opera è di per sé splendida, con un libretto molto divertente, che piacque subito a Verdi (cosa più unica che rara), e una musica davvero luminosa.

teatro-pergolesi-prima-del-falstaff-ivan-inverardi-falstaff-1-1024x700Per quanto riguarda la messinscena jesina, bellissimo il solo «Se Falstaff s’assottiglia», interpretato con efficace umorismo. «La mia pancia è il mio regno», afferma compiaciuto Sir John Falstaff, esprimendo una comicità davvero a tutto tondo (in tutti i sensi), piena ed esaltante. Il baritono Ivan Inverardi, interprete di Falstaff, è perfetto sotto ogni punto di vista: tempo impeccabile, voce rotonda e potente, esuberante presenza scenica. Il ruolo sembra fatto apposta per lui.

Tutti i personaggi sono stati magistralmente interpretati da attori capaci di risaltarne la comicità senza appiattirli in maschere prive di personalità, grazie anche alla preziosa regia di Marco Spada. Le scene, curate da Benito Leonori, hanno contenuto la fiorente vitalità dell’opera in una cornice di misura e di eleganza. Giampaolo Maria Bisanti ha diretto con grande professionalità l’Orchestra filarmonica marchigiana.

foto_falstaff-jesi_bargnesi-innamorati-boscolo-dalla-benetta-1024x700Le comari, accompagnate sulla scena da un urbanissimo cagnolino, sono deliziose, quanto a vestiti, espressività e performance canora. Silvia Dalla Benetta (Mrs Alice Ford), Romina Boscolo (Mrs Quickly) e Daniela Innamorati (Mrs Meg Page) contribuiscono non poco al clima allegro in cui si svolge la recita, sono molto brave, nessuna spicca sulle altre – cosa che ben si confà al ruolo di comari che queste ricoprono. Hanno timbri molto simili, anche se due sono soprani e due contralti.

La storia d’amore tra Nanetta e Fenton, che s’intreccia con leggiadria alla vicenda principale, è interpretata conleggerezza e lieto trasporto. I due sembrano camminare sollevati da terra. Un bacio sulla scena. Qualche colpo di tosse dalla platea.I costumi di Alessandro Ciammarughi sono semplicemente magnifici, sgargianti, allegri, pieni di quella vita che trapela dalle parole e dalla musica dell’opera.

A parte qualche piccola pecca, Barbara Bargnesi, nella parte di Nanetta, convince e conquista il pubblico, che l’applaude entusiasta, soprattutto per la gioiosa freschezza della sua interpretazione. Bravo anche Fabrizio Paesano, che interpreta l’amante di Nanetta.

teatro-pergolesi-prima-del-falstaff-appalusi-finali1-1024x531Una recita dinamica, mai noiosa né statica, ma coinvolgente, e a tratti esaltante. In certi momenti si fa fatica a non scoppiare a ridere. Tutta l’opera pare attraversata da una gioiosa voglia di superficialità: è come se Verdi, alla fine della propria carriera, e della propria vita, dopo essersi immerso negli abissi più profondi dell’animo umano, avesse raggiunto una saggia leggerezza. È forse per questo che la chiusa di Falstaff ci fa venire in mente le parole dello Zarathustra nietzschiano: «e falsa sia per voi ogni verità che non sia stata accompagnata da una risata».

Lorenzo Franceschini

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