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Quotidiana.com, Sembra ma non soffro, dal 22 luglio 2010 a Sansepolcro (AR)

inginocchiatoio-2Sembra ma non soffro, anagrammato da qui in avanti SMNS è il secondo lavoro della Trilogia dell’inesistente promessa dai Quotidiana.com, duo teatrale maturo rimasto in penombra fino a Tragedia tutta esteriore (Premio Stefano Casagrande “Loro del Reno” 2008).

Poche settimane fa l’anteprima di SMNS al Lavatoio della Santarcangelo di Romagna dove i Quotidiana vivono una loro periferia; prove aperte del nuovo lavoro davanti all’atteso fuoco di fila di critiche e perplessità di addetti ai lavori. Ma incassare colpi a fine esecuzione, provocarne spesso l’ampia portata, riscuotere veri applausi e sdegno del pubblico, rientra nelle aspettative dei Quotidiana Roberto Scappin e Paola Vannoni.Chi ha visto il precedente lavoro sa che i due attori riducono la scena a poco più di niente, azzerano ogni effetto sonoro, fanno della recitazione una sensibile parvenza. Un lavoro, anche SMNS, che si muove poco, fa poco rumore, e riesce a urlare di tutto.

Con i bisturi del sarcasmo alla mano, un’impeccabile geometria fisica, la misuratezza al calibro dei tempi comici, un uomo e una donna sfidano l’alto dei cieli dal basso della più vivida inerme condizione umana. Semplicemente si parlano, si interrogano, seguendo una maieutica a filo doppio che sa rischiare sul demenziale ma più spesso rasenta l’ineffabile, il poetico. Nei timbri vocali specialmente.
Due bianchi inginocchiatoi sono gli unici appigli di scena o il minimo podio da cui i due si recitano, o più spesso salmodiano, accennando litanie a due voci di una dolcezza micidiale. Tre pedane al neon gettano luce fredda dal basso verso l’alto, macchiando appena, scavando nei volti dei due attori ombre eloquenti. In scena, non c’è altro.
“E’ il caso di farsi il segno della croce?” è l’inizio di un dialogo sommesso, a tratti familiare, domenicale, anche liturgico (“Qual è il tuo santo preferito?”, le chiede lui) quando non sottilmente filosofico, o ammiccante al quotidiano (“Quando eri adolescente credevi di essere gay?”, domanda lei).
Non arriva un’intenzione precisa, non siamo da nessuna parte e la distanza dai due inginocchiatoi pare spesso voluta, anch’essa misurata. Il titolo stesso moltiplica solo ipotesi di significati. Si recita verosimilmente se stessi, il paradosso irrisolto dell’ambivalenza umana si avverte, come la confusione dell’irrazionale che cerca di rispondersi con sempre nuove domande, il femminino che contrasta e completa l’altro sesso e così via, fino alla fine, senza una sbavatura che non paia cercata, un’ingenuità che non suoni terribilmente umana.
Provocano piccoli fastidi i Quotidiana di SMNS. Toccano felinamente alcuni nervi scoperti di un pensiero conforme a cui però condannano anche loro stessi; ancora una volta si evoca la malafede del benpensante, l’accusa colpevole di demagoghi coscienti. Ma il dubbio che i due stiano davvero soffrendo in diretta e rischiando la faccia li salva nel cuore di molti spettatori. Un’umanità errabonda, disorientata e stanca, un noi-tutti che impunemente il duo vuole rappresentare, sono questi gli elementi più forti di un teatro dall’aria povera, emaciata, sofferente appunto.
Compagni di scena e di vita, più che un duo un doppio, o una coppia qualunque caduta davanti al pubblico e lasciata lì, a raccontarsi, a divincolarsi come meglio può tra la confusione dell’essere e l’ossessione di una  ragione che schioda appena qualche interrogativo: “E se ti apparisse la Madonna?” si dicono a un certo punto. Di lì a poco un nuovo canto diventa salmodia a due voci, in una scomposta preghiera che alterna idillio a paradosso, parodia a invocazione spirituale.
I due avanzano temerari in un labirinto di questioni aperte, di domande irrisolte davanti a cui si ferma la voce, risponde spesso un silenzio sotto forma di tregua; si teme il limite del fallimento scenico, dell’onanismo intellettuale, ma proprio quando la caduta sembra fatale e attorno senti il gelo di un fastidio contenuto, deflagra in un vuoto sapientemente dilatato la comicità intelligente dei Quotidiana. E tutto sembra davvero non soffrire più.
E’ vero, si ride spesso delle disgrazie altrui ma loro lo sanno, e i “senza grazia” sono lì, davanti a noi.
Eccoli di nuovo in ginocchio, alla fine dei minuti, dopo aver scoperto che anche stavolta pregare e maledire non è servito a capire nulla di più, la sofferenza, anzi, è forse aumentata.
E’ un inchino al pubblico che di lì a poco li potrà dimenticare o lapidare di facili critiche.
Molti invece si saranno in poco meno di un’ora affezionati a queste due sagome, questi poveri cristi, troppo umani per essere solo attori, troppo bravi per adempiere solamente al ruolo.
I QUOTIDINA.COM
Roberto Scappin e Paola Vannoni fondano nel 2003 Quotidiana.com, associazione-compagnia di teatro. Le precedenti produzioni sono: Solo, La stanza dell’esigenza, Carcasse, MeDeo e Tragedia tutta esteriore, spettacolo che li ha rivelati a livello nazionale, selezionato dai Visionari al Kilowatt 2009.

Sembra ma non soffro (SMNS) debutta al Kilowatt festival, giovedì 22 luglio 2010 a Sansepolcro (AR), Complesso di Santa Chiara, ore 21:15.
INFO  www.kilowattfestival.it

Michele Montanari

         

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