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Sogno di una notte di mezza estate, 20.02.2007

Teatro Duse, Bologna, 20.02.2007

Il Sogno di una notte di mezza estate messo in scena da Giuseppe Marini si apre con gli attori allineati, con in mano degli specchi che riflettono la luce dei mixer. I riflessi si trasformano poi in una sorta di danza di luce che fa muovere gli attori stessi.

L’elemento dello specchio, o meglio, più precisamente, della lente che appare ad inizio spettacolo, riflette anche l’interiorità dei personaggi. Essa prepara lo spettatore a ciò sta per accadere, anticipa l’assoluta perdita di riferimento che avverrà con l’evolversi delle vicende. La paradossalità del sogno, infatti, sembra lasciare smarrito colui che lo vive. La scenografia del “bosco-teatro” allestita da Alessandro Chiti è tutta tappezzata di bianco, colore che si abbina con gli abiti degli attori in scena. Sul fondo c’è una porta rotonda simile ad un sipario: essa rappresenta l’occhio della luna. Gli attori si muovono all’interno di una ragnatela costituita dall’insieme di lenti che pendono dall’alto della scena, inoltre, grazie alla luce riflessa, si ha l’illusione ottica di un paesaggio stellato.
L’elemento comico è rappresentato da Tormento, Bottom e Flute, personaggi impersonati da attori eccellenti anche nell’accostarsi all’elemento tragico durante la parte finale dello spettacolo, quando gli artigiani mettono in scena la tragedia di Piramo e Tisbe in un divertente gioco di teatro nel teatro.
Il personaggio di Puck sembra un giullare di corte: ha delle movenze da ballerino, saltella, si butta a terra, cade ripetutamente. Oltre Puck, tutte le altre creature cominciando da Oberon e Titania zoppicano, vacillano mettendo fuoco la metafora di un’implacabile tensione alla “caducità”. Il personaggio di Puck si diverte a creare sconvolgimenti amorosi tra le coppie Lisandro-Ermia e Demetrio-Elena.
Il plot shakespeariano, giocato sul desiderio erotico-sessuale e sul continuo binomio Amore-Morte, viene saggiamente portato in scena da Marini con la dovuta leggerezza e paradossalità cercata dall’autore. Il regista cerca di rivelare anche il nucleo più segreto e inquietante della storia, il quale si manifesta sotto forma di festa grottesca e folle dove l’Amore, a ben guardare, sembra essere un’astrazione.
Nonostante la struttura abbastanza complessa e la ricchezza di tematiche e contenuti, Sogno di una notte di mezza estate rappresentò un trampolino di lancio per la fama di Shakespeare. Essa, infatti, è una tra le più conosciute di tutto il repertorio dell’autore. Il variare d’intensità manifestato dalle luci avverte lo spettatore dell’incessante trascorrere del tempo riducendo all’interno dello spazio-tempo definito la materia del sogno. Altro elemento fondamentale dello spettacolo è “l’occhio della luna” che non smette mai di posare lo sguardo attento e critico verso un’umanità che interamente segnata dalla follia. 

Marco De Marco
         

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