Locarno Film Festival — 17 film provenienti da 14  paesi 

Manca solo un giorno alla conclusione dell’edizione numero 72 del Festival di Locarno.

Diamo qualche informazione sui lungometraggi in competizione nella categoria internazionale. Si tratta di diciassette film provenienti da quattordici paesi diversi. Solo uno è prodotto negli Stati Uniti, mentre sono ben tre le opere provenienti dall’Oriente. Sempre tre i film in lingua portoghese, come tre sono anche quelli in francese. Islanda, Germania, Svizzera e Spagna  giungono con un film ciascuno mentre da due co-produzioni particolari – una Siriano-Svedese e l’altra Bulgaro-Inglese – sono risultate due pellicole che faranno discutere.

Tradizioni tribali e modernità

Forte il dualismo modernità globalizzata e tradizioni ancestrali: facendo il giro del mondo scopriamo i riti e le paure dei protagonisti di A febre, the Last black man in San Francisco e Bergmal.

Storia e fiction si fondono dando vita ad un mondo magico che vediamo attraverso gli occhi dei protagonisti in due occasioni. Stiamo parlando dello spagnolo Lunga Noite che racconta un nostos, ovvero il ritorno in Galizia di un soldato repubblicano, subito dopo la fine della Guerra Civile Spagnola. La notte che avvolge il personaggio è carica di presagi e di echi spettrali. Di tenore opposto è Hiruk Piruk al alkisah, ironico omaggio all’evento che più di tutti ha segnato il Ventesimo secolo: l’allunaggio. Con una trama molto originale gioca a scardinare le certezze di chi ancora crede alla camminata di Neil Armstrong. Lo spettatore si sente in colpa per aver dato credito al culto del progresso quando comprende le ragioni del mutismo del protagonista:  qualcuno gli ha tagliato la lingua perchè non rivelasse mai cosa aveva visto in quel campo, quella notte di tanti anni fa in Indonesia.

Un punto di vista femminile

Le protagoniste femminili rifiutano di conformarsi a ciò che il buon senso consiglierebbe loro di fare e scelgono di chiudersi in un mondo personale in cui anche l’immoralità e la riprovazione possono coesistere. È questo il caso di Yokogao, nel quale una donna decide di stare dalla parte del nipote criminale e si erge a giudice di chi ha spezzato lo status quo all’interno del quale viveva prima dello scandalo. Pa-Go racconta la storia di una giovane coreana che dopo la tragica scomparsa dei genitori viene adottata da una comunità di isolani. Non vi è però affetto o rispetto verso la ragazza che viene sfruttata e maltrattata da tutti: una Cenerentola in chiave moderna. In das Freiwiiige jahr la protagonista, dopo alcune indecisioni, scappa da un padre ansioso e da un fidanzato manipolatore per costruirsi le proprie esperienze di vita. 

Siamo corpo e voce

Les Enfants d’Isadora è un omaggio alla danza, mentre in Technoboss la musica da la forza ad un anziano di superare lo scoglio della terza età.

Migrare e combattere

Il tema del conflitto non può mancare in questo Festival 2019. Non solo la guerra a suon di bombe e kalashnikov del siriano Fi al-thawra o la distopia francese di Terminal Sud, ma anche la nuova lotta di classe del migrante economico di O film do mundo, Cat in the Wall, Vitalina Varela e Douze Mille.

Locarno Film Festival — La giuria

La giuria di Locarno concorso Internazionale
Credits Massimo Pedrazzini

Compongono la giuria e stabiliranno chi vincerà il Pardo d’oro 2019: Catherine Breillat, cineasta e scrittrice francese; Valeska Grisebach, regista tedesca;  Ilse Hughan, produttrice olandese;  Emiliano Morreale, professore universitario di cinema e critico e Nahuel Perez Biscayart, nuova promessa del cinema argentino.