25 anni di comunanza editoriale ⥀ Desiderio che scopre

La comunanza editoriale di Argo compie 25 anni. L’Argofest si celebra oggi, 9 novembre 2025, a Macerata, città dove nel 2018 l’odio razziale scatenò una mortifera ondata nera, tuttora perdurante non solo in Italia, ma anche la vitale resistenza di una nuova generazione artistica e mediattivistica. Entrata quell’anno nel collettivo della rivista, insieme ad altre giovani componenti, la nuova generazione argonautica ha contribuito da allora alla trasformazione di Argorivista, alla creazione di Argowebtv e alle produzioni di Argolibri. Desiderio che produce scoperta: una prassi della rivoluzione

 

L’azione editoriale di Argo, con Argorivista, Argowebtv e Argolibri, dispiegata dal 2000 a oggi, non è solo un gesto sentimentale, ma una necessità tattica contro l’atmosfera fantasma, che impone l’assenza di alternative.

La nostra operazione è una strategia di disimpegno dall’ortodossia del mercato e dell’omologazione editoriale. Rifiutando l’affettazione della novità imposta dal marketing, compiamo scelte critiche che si sostanziano in altrettante pratiche.

I numeri di Argo dedicati ai rapporti tra musica e poesia, all’arte impegnata, alla follia, al labirinto del lavoro, all’identità mutante, alla natura, alla morte, all’acqua bene comune hanno contribuito a rivelare le intersezioni tra linguaggi e crisi contemporanee. Essi hanno costituito un laboratorio critico e multidisciplinare che ha mappato le alterità e le tensioni politico-esistenziali dei primi venti anni del secolo, rifiutando la specializzazione culturale, praticando la cooperazione interdisciplinare e dimostrando l’urgenza di un’arte libera e ibrida.

Le collaborazioni con il collettivo Wu Ming hanno contribuito a diffondere la mitopoiesi come strategia di controinformazione e di narrazione collettiva nel cuore della dominante disinformazione e narrativa individualista.

L’antologia di poesia Calpestare l’oblio ha amplificato voci poetiche che agivano sul conflitto sociale e sulla storia negata, dando voce alla resistenza civile, nel periodo in cui l’egemonia della destra si imponeva con i governi di Silvio Berlusconi e il connesso apprendistato dei futuri (attuali) vice presidenti e presidenti del Consiglio. Rimbalzata su tutti i maggiori media, fino ad arrivare in televisione, ha creato un movimento concretizzatosi in vari parlamenti poetici in giro per l’Italia.

La pubblicazione di Jack Spicer, poeta della San Francisco Renaissance, è stato un altro atto editoriale eretico. Offrire un maestro della poesia statunitense, ignorato per decenni dall’editoria italiana di massa, è un modo per marginalizzare il centro e centrare il margine. Così come pubblicare i tarocchi di Emilio Villa, l’opera omnia di Corrado Costa, le lettere dell’umanista protofemminista Laura Cereta per la prima volta in cinquecento anni tradotte in italiano.

L’azione editoriale di Argo è una disarmata guerra di posizione condotta sul fronte della bibliodiversità. La monocultura editoriale occulta le voci. Argolibri opera per creare uno spazio di inclusione radicale per le alterità, contribuendo alla neurodiversità del panorama sociale e culturale. Riconoscere e valorizzare narrazioni che rompono con la norma è un atto politico che garantisce l’emersione di nuova classe intellettuale organica alla classe sfruttata ed esclusa.

La pubblicazione dei testi nati nei laboratori di scrittura in contesti di disagio dà dignità formale ed editoriale a voci provenienti da carceri e reparti psichiatrici, sfidando l’idea che ci sia chi ha diritto a essere pubblicato, ascoltato, accettato e chi no.

La saggistica critica su Argonline e i libri che mettono in discussione il canone, da Tacete o maschi alla collana Rosa fresca aulentissima, agiscono direttamente per decostruire l’egemonia letteraria maschile e coloniale.

Il nostro collettivo argonautico è animato dalla passione cyborg: un amore per l’ibridazione e la trasgressione dei confini. Rifiutiamo la purezza e celebriamo la contaminazione.

La ricerca della poesia ibrida riflette il rifiuto delle dicotomie rigide (umano/macchina, natura/cultura). La nostra dedizione alle voci dal margine è il riconoscimento che la vitalità creativa risiede nell’interstizio.

Lo studio e la promozione della videopoesia e della poesia elettronica (spesso oggetto di articoli e approfondimenti su Argonline, esperimenti su Argowebtv e libri della collana Fari) è la dimostrazione pratica del rifiuto di separare l’atto poetico dalla tecnologia e dai media digitali.

La pubblicazione di opere che mescolano generi diversi, come le incursioni nella letteratura protofemminista o i testi che uniscono il saggio critico al racconto personale, evidenzia il fallimento della tassonomia tradizionale e la necessità di una riorganizzazione del mondo attraverso forme mutanti.

La comunanza editoriale di Argo alimenta la rivoluzione, a partire dalla rivoluzione dell’immaginario, dimostrando che un’editoria condotta con rigore critico e spinta avanguardistica è la più efficace biomacchina desiderante per praticare la resistenza e produrre l’alterità, qui e ora.