Un legame quasi viscerale lega i pugliesi alla propria terra, una specie di cordone ombelicale molto elastico, che gli permette di allontanarsi, di fare altre esperienze, anche di criticare le proprie origini, ma che inevitabilmente nutre, impedisce una completa trasformazione, continua a strattonare e tirare verso la Puglia.

Sono pagine intrise di amore quelle di Inchiostro di Puglia, antologia di racconti nata dal web, dal blog omonimo curato da Michele Galgano, spinto dal bisogno di fare rete, di allacciare rapporti con i tanti pugliesi che come lui si sono allontanati ma che, nonostante tutto, non smettono di essere pugliesi. L’amore per la propria terra serpeggia tra le pagine, un amore filiale e inevitabile, che non si risparmia di guardare dritto negli occhi le contraddizioni, le asprezze e le immense bellezze, giudicandole senza poter fare a meno di amarle, trascinandosi in un sentimento nostalgico che sembra appartenere tanto a chi se ne è andato come a chi è rimasto. Questi racconti sembrano nascere dal bisogno di narrare quella parte di se stessi che è in qualche modo vincolata, e allo stesso tempo resa più forte e consapevole, dalle proprie origini. Gli autori ribadiscono, in modo più o meno esplicito, quanto l’essere pugliesi incida sul loro essere, quanto la Puglia non sia solo un luogo, ma un essere vivente che crea persone e storie diverse, alimentate da una fonte comune.
Come un muro a secco i racconti si incastrano uno dopo l’altro, tra paesini dove tutti conoscono le vergogne degli altri e donne che ripensano all’uomo amato, descrivendo una Puglia marittima che può stare tutta in un piatto di spaghetti alle cozze, in una brillante quanto succulenta metafora; tra un sasso e l’altro troviamo le estati passate ad accendere fuochi o a guardare film dell’orrore, oppure la gioventù che si sballa in vecchie auto, ai margini di paesini immersi nel nulla; ci sono madri umili rimaste sole, con un imperativo categorico in testa, far crescere il piccolo che siede accanto a loro in una Panda nera sferragliante; ci sono gli immigrati, vecchi e nuovi a seconda dell’ondata migratoria cui appartengono; ci sono ragazze che aspettano il futuro, malinconicamente sdraiate su una delle spiagge più belle del mondo; ci sono pescatori, giovani assassini, vecchi sull’orlo del suicidio, consiglieri comunali che si accapigliano, contrabbandieri, città malate, prove di iniziazione, colori intensi, mari d’inverno… è un muro che si estende in lungo e in largo, sconfinato e vario come la terra che rappresenta. Il ricordo, il senso di perdita di un qualcosa che non viene mai esplicitato fanno da comune denominatore alla maggior parte dei racconti, una sorta di orgoglioso rimpianto che conferisce alla narrazione delle cose semplici un senso di solennità.

 

 

Inchiostro di puglia nasce come blog nel 2014 da un’idea di Michele Galgano, con l’intento di raccontare la Puglia attraverso i tanti narratori pugliesi sparsi in tutta Italia, o rimasti in patria. Da blog il progetto è cresciuto fino a diventare una sorta di “movimento letterario”, punto di riferimento per nuovi autori e piccole librerie.
Simone Colombo