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Accorretti

[Riceviamo e pubblichiamo dalla rivista Accorretti]

Nel grande palcoscenico del social abbiamo pensato di poter recitare, sostituendo la testimonianza al giornalismo. Nella situazione del caos, fomentato dal dato macabro della letteratura giornalistica, esautorato e intessuto sui collegamenti più astratti, sulla ricerca assidua della fictio, con la narrazione pubblica da seguire in modo interattivo, compromettendo e aumentando la massa dei dati che trasportano con sé frammenti di realtà, che costruiscono una credenza comune, deformata dalla propaganda perenne, incessante, deregolamentata, abbiamo pensato di agire.

Il nostro troll si muove in un errore di facebook, un gruppo senza admin, una grande cassa di risonanza senza regole; anche il troll, come tutti gli altri utenti di Macerata, è disorientato e impaurito dagli ultimi eventi di cronaca, prima Pamela Mastropietro, poi Luca Traini. Spaventato Speranzetti, il troll primario, si trova a descrivere sue suggestioni, esperienze paranormali ma percepite come verosimili in quella data situazione di paura.

Il terrorismo di Speranzetti è soft, si adegua e adagia sullo stile degli altri, usa gli stessi errori grammaticali e brutture estetiche degli altri utenti, si mimetizza tra la massa. Le sue storie sono poco credibili, ma hanno un filo logico, che mano a mano si palesa, e alla fine si sviluppa come un vero e proprio romanzo interattivo, in cui gli utenti insieme al narratore costruiscono la storia. Emergerà che il mondo da cui scrive Speranzetti, è in realtà un’altra Macerata, che esiste solo all’interno di quel gruppo, ove è quindi possibile che succeda di tutto, che si aprano portali che assedino Macerta, che la polizia robotica assunta dalla amministrazione comunale, che la città venga invasa dai fantasmi, e altro ancora.

Accorretti mette alla prova la quantità di dati che circolano sui social network, che mano a mano diventano parte dell’immaginario comune, spingendo l’acceleratore sull’omologia, come con i meme e la loro natura replicante. Accorretti trolla e pone un freno, mette un cortocircuito, registra e trasforma. Così se si osanna Luca Traini su Facebook, Accorretti convince tutti tramite Facebook, che è stato messo un busto di Traini al monumento ai Caduti. Quindi sui social, perché quello scompaia, su un sito, finché tiene l’abbonamento, su carta, per affezione al reale e al materiale. Dal nostro manifesto, un passaggio, che se vorrete troverete il modo di leggere per intero:
L’Evento è Accorretti, in Accorretti è l’Evento. Qui professiamo l’inizio ufficiale della festa, la dismissione di tutto ciò si ritiene veramente falso e ingiustamente vero: la scrittura inizia dove finisce questa frase. La realtà comincia quando facciamo questo
enjambement: con nonchalance, mon amour, don’t worry.

Abbiamo detto festa, ma potremmo dire anche “gruppo facebook”, orgia, baccanale, carnevale, partita a briscola, corteo funebre: non cambia dove tutto vale tutto, e dove tutto ormai si può dire.
L’Evento ha permesso la rottura di diaframmi e imeni: la città ha mostrato il suo vero volto, ha perso la sua innocenza e la sua fama di verginella virtuosa e senza macchia. Nel pantano maceratese, cioè in quello italiano, la sassata dell’Evento ha smosso i fondali, fatto scappare vipistrelli, pesci gatto e polpi eptatentacolari dai recessi oceanici. Le onde concentriche del colpo stanno propagandosi, trasformandosi nell’imprevedibile, diventando scrittura, disegno, scossa sismica. L’Evento, dice il detto, smuove mari e monti, mandrie e mostri. Per volere di Accorretti qui stanno impressi tratti e lettere che ormai non sono più nostri, che fluttuano nella dimensione del “mai veramente accaduto”.

Seguendo le somme indicazioni di Accorretti, i consigli di Lui, luogo, profeta e protagonista dell’Evento, forniamo altre brevi delucidazioni su questo limbo tutto prosa e fuori.

         

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