Genere: Azione, Avventura, Drammatico, Fantastico, Fantascienza

Durata: 151 min

Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Diane Lane, Laurence Fishburne, Gal Gadot, Jesse Eisenberg, Jeremy Irons, Holly Hunter, Tao Okamoto

Paese: Usa

Anno: 2016

A tre anni dall’annuncio, dopo una complessa e lunga produzione, lo scontro tra titani si è finalmente rivelato. Alcuni diranno che tra corposi trailer e spot si era già visto abbastanza (sempre che non si decida di avvicinarsi alla visione liberi da condizionamenti).
Batman v Superman invece ha mostrato molto con una personale impronta: una struttura articolata, matura e sfuggente (non necessariamente in senso negativo) che apporta all’inevitabile discussione numerosi elementi di lettura.

Non è impresa semplice far coesistere per la prima volta nella storia del cinema i due eroi più idolatrati. Zack Snyder non è certo uno che si tira indietro, anzi il cineasta si avventura in questo inesplorato viaggio con convinzione e con sana incoscienza  permettendogli di delineare fedelmente la sua idea creativa e scenica.
Che BvS non fosse un normale sequel di L’Uomo d’Acciaio era chiaro, smentite però le voci di un concentrazione maggiore a favore di Batman rispetto a Superman. La presentazione del personaggio è invece opportuna e funzionale dovendo esprimere le dinamiche conseguenti alla catastrofica battaglia di Metropolis. Già, la raggiante Metropolis ha scoperto il terrore, Superman è dai più venerato come un salvatore, allo stesso tempo il mondo comincia  a interrogarsi circa il potere incontrollato di una sorta di divinità. D’altronde il duello tra Kal El e Zod ha seminato non solo una distruzione materiale, ma ha strappato vite e tanti ora piangono i propri cari, i sopravvissuti invece convivono con il male e il rimorso.

Bruce Metropolis

Bruce Wayne ha assistito impotente a quella terribile devastazione. Troviamo un uomo avvilito, pieno di rancore, una persona che ha conosciuto presto la crudeltà e il grigiore del mondo. Seppur un po’ più in là con gli anni e con i segni interiori di una ventennale lotta al crimine nei panni del vigilante mascherato mantiene intatto il carisma, il timbro del miliardario e del playboy amante della vita luccicante. Senza riserve bisogna dire che Ben Affleck riflette con sostanza, fascino e credibilità questo profilo: non si era mai registrata nelle precedenti interpretazioni (forse in parte Val Kilmer) l’effettiva presenza del principe di Gotham, in BvS invece non è marginale e Affleck riempie il ruolo convintamente, non ne tratteggia semplicemente gli angoli ma è concretamente Bruce Wayne.

Concependo Gotham e Metropolis come due città sorelle, separate solo dall’acqua Snyder ha inevitabilmente rischiato nel catturarne le essenze: l’altalena di passaggi tra i due contesti per quanto complementare si percepisce in frammentanti attimi. Inoltre di Gotham e della sua anima vediamo ben poco se non nel riflesso dell’uomo che la incarna: è un quadro duro, provato, sporco e abbandonato; più in generale le due città sono gli strumenti che sia Bruce, sia Clark utilizzano per studiare i rispettivi alter ego, ed è qui che emerge il cuore del completo piano narrativo: presentando Batman alla stregua di un’antagonista il regista sollecita temi e riflessioni quotidiane: come reagiremmo o reagiamo dinanzi ad un potere sconosciuto e potenzialmente incontrollabile?

Ecco Bruce Wayne incarna esasperandole le paure, il desiderio di vendetta e l’avvilente senso di impotenza degli uomini. Avvilito e frustrato trova combattendo Superman la possibilità di lasciar un segno tangibile nella sua vuota e disillusa esistenza.
Se l’efficace campagna promozionale ha cavalcato quasi alla nausea il duello tra leggende giocando sull’ambiguità della “V” del titolo, in realtà il più grande scontro tra gladiatori della storia del mondo è il pretesto per realizzare un’opera dallo scenario universale radicata nella brama della gestione del potere in tutte le sue declinazioni utilizzando l’arma più insidiosa delle nostre società, il controllo delle informazioni.
In tale panorama se Bruce Wayne ha un approccio improntato sui pregiudizi e fa di Superman l’archetipo dei suoi peggiori incubi, lo stato sovrano (rappresentato dalla senatrice Finch) si chiede se e come possa essere gestita una forza superiore, conclude il cerchio un altro miliardario, il giovane Lex Luthor, i cui panni eccentrici sono vestiti da Jesse Eisenberg, un personaggio sinistramente  interessante, ossessionato dal distruggere un Dio quanto smanioso, in verità, di beneficiare di un dominio assoluto.

Lex Corp

Come reagisce allora Superman all’enorme attenzione che la terra gli sta riservando? La risposta si riconduce alle critiche circa il finale del precedente film: la sua è una riuscita e pacata introspezione sul cosa egli effettivamente rappresenti, e quindi inizia a domandarsi se sia servito emergere dall’anonimato, niente neanche le sue eccezionali doti possono proteggerlo dallo scoprirsi vulnerabile.

Batman v Superman: Dawn of Justice è uno titoli più attesi di questa stagione cinematografica. Per quanto parte integrante di un genere, quello super eroistico, che nel suo rinnovarsi, ambisce continuamente a stupire il pubblico occorre giudicare un lavoro senza cadere in banali confronti e rivalità.

Il cinecomic DC è senza dubbio un film articolato dove l’ambizione e la grandiosità hanno trovato diversi stop: molti aspetti da spiegare, diverse sottotracce, l’introduzione di personaggi del tutto nuovi portano Snyder ad esagerare appesantendo il racconto con un eccessivo minutaggio dove non mancano soluzioni spicciole e titubanze narrative (le motivazioni e il conflitto tra Batman e Superman lo aspettavamo più consistente) con un finale caotico e frettoloso.
Questo non è sufficiente però dal farmi sostenere che sia una delusione: la comparsa e la resa scenica di Wonder Woman (Gal Gadot) è elettrizzante; i toni che ne accompagnano le sequenze racchiudono il mistero, la sensualità e la forza di una personalità unica.
L’imponente e minaccioso aspetto del Batman rude, un veterano che ha rinunciato a controllarsi. La tangibilità di una lotta senza quartiere sublimata nelle eccitanti coreografie delle sequenze di lotta nonché nella coinvolgente tensione dell’inseguimento, metafora di una realtà senza controllo, indomabile e cupa.
Un’estetica nuova, ricca di una coerenza emotiva che conduce gli eroi in un ambiente vivo, non astratto, impreziosita da una sceneggiatura che non indugia in particolarismi indirizzando il pathos narrativo su una dimensione psicologica e celebrale elevando l’aspetto tenebroso dell’intera vicenda in un maestoso e amaro ritratto  sull’umanità e le sue fondamenta.

In definitiva Batman V Superman è un inizio più che buono per sviluppare l’universo cinematografico DC.

Consiglio per la visione: se avete modo guardatelo in 2D su uno schermo che sia il più grande possibile, come abbiamo avuto modo di apprezzare all’anteprima romana.