Il signor Jean-Claude B., impiegato alla ditta di assicurazioni « Les Couilles Carrées » uscì di casa alle otto e trenta precise, come tutte le mattine, per recarsi nel suo ufficio. La sera prima, al secondo piano del suo stesso palazzo, era stato commesso un orribile delitto. Uno dei suoi vicini, pensionato, di sessantadue anni, aveva ucciso la giovane moglie che, secondo le voci del giroscale, lo tradiva assai di frequente. – E pensi che quando aveva diciotto anni ballava in un locale di spogliarelliste, su a Montmartre. La salope! Una così il vizio ce l’ha nel sangue –.

Ma le voci del giroscale non conoscevano tutta la storia e ignoravano un segreto terribile, forse il segreto più atroce che una coppia possa tenere nascosto.
Dopo cena, i due avevano litigato e mentre lei stava finendo di truccarsi, pronta oramai per uscire, il marito era entrato nel bagno, tremante di collera, con in mano un lungo coltello. La donna lo vide nello specchio, alle sue spalle, e non fece in tempo a voltarsi che lui l’aveva pugnalata alla schiena, accanto alla scapola destra. Il dramma si era consumato in pochi minuti. Colto da una pallida angoscia, l’uomo cercò di sollevare la moglie mettendola a sedere, ansimando, la spalla sinistra appoggiata alla tazza del water, sulle mattonelle color verdemare. Estrasse il coltello, grondante di sangue, e per un istante gli parve di sentire l’odore dei porri che aveva affettato lui stesso poc’anzi, con grande cura, per cucinare quell’ottimo risotto. Ma in realtà era odore di urina. Il grifone era lì, saldo sui suoi artigli, sul davanzale della finestra socchiusa. Sbatté con violenza le ali e in un attimo fu sull’uomo: col suo becco uncinato gli trafisse il cranio e quello cadde a terra morto, picchiando la fronte sulle mattonelle color verdemare. Il dramma si era consumato in pochi minuti e per tutta la notte regnò un silenzio intriso di sangue.

Nessuno degli abitanti del palazzo aveva dato l’allarme e la mattina, alle otto e trenta precise, nessuno poteva sospettare alcunché. Jean-Claude B., passando accanto alla porta dietro cui era avvenuto il delitto, non le rivolse nemmeno uno sguardo. Lo incrociai sulle scale, mentre salivo al terzo piano e mi salutò con un lieve cenno del capo.