Elfo mi aspetta davanti alla porta della radio. Fa freddo in quest’ansa di via Paolo Fabbri. Sarà di sicuro passato qualche povero diretto al dormitorio, che gli avrà chiesto una sigaretta e lui gliel’avrà data, con molto garbo e un po’ di compassione. Appena mi vede sorride socchiudendo gli occhi. Gli si arricciano le guance le orecchie si sollevano.

Al secondo piano, dove si trovano gli studi della radio, c’è una stufa con sopra un cartello: «Prima di uscire spegnete la stufa, altrimenti brucia tutto».
È tardi non c’è più nessuno. Stappiamo la birra che ha portato Elfo, fumiamo una sigaretta in corridoio. È la prima puntata della nostra trasmissione. Abbiamo lavorato un anno, passato ore notturne di buio e fuochi a concepire la nostra creatura.

L’odore della sigaretta è secco, chimico. Spengo. Entriamo. Appoggiamo il pollo sopra il tavolo, accanto al pc, sotto la lampada. Tiro fuori la mannaia dallo zaino e zac zac zac! Dalle casse stereo dei nostri ascoltatori esce il suono dell’acciaio che affetta la carne spennata. Raccolgo il sangue dall’animale macellato, lo bevo e d’incanto mi trasformo in pollastrello. Esco dalla finestra, svolazzando, come inviato per la Bologna notturna. Elfo, nella cabina di regia, lancia The truncated life of a modern industrialized chicken.

Bologna di notte è umida, giallognola, malaticcia, ma ebbra, percorsa da carovane di studenti nottambuli e camion della nettezza urbana. Sui viali girano come in una pista radiocomandata macchinine con omuncoli in cerca di donnine. Dopo mezz’ora di collegamenti con spazzini, lucciole, infermieri del Pronto Soccorso e altri esemplari notturni, stupiti sulle prime di rispondere alle domande di un pollastrello dalla voce umana, torno in studio e mi riprendo la mia forma attuale, materia che amava chiamarsi umana. Diamo la buona notte al pubblico leggendo la prima delle nostre Favole della nottataccia: – Cari amici del buio, avete mai sentito parlare de Le cavie tossicomani nel fatabosco? C’era una volta, in una chiavica di Bologna, un topo cocainomane… -.