“Faccio rispettosamente notare che da militare io sono stato riformato per idiozia, e dichiarato ufficialmente idiota da una commissione straordinaria. Io sono un idiota in piena regola”

Jaroslav Hašek , Il buon soldato Sc’vèik

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Per poco non riesco a farmi autografare la mia copia. Sono lì in fila all’osteria già da un bel pezzo, trangugiata da un’orda di ubriachi gracchianti quando lui finalmente getta verso di me uno sguardo complice, come dire “Ti aspettavo”, e mentre con una mano s’affretta a scostarsi di dosso un giovanotto, con l’altra mi fa cenno di avvicinarmi. Ci siamo. Mi porto garbata le dita a ventaglio sul petto chinando un poco in avanti la testa e incomincio a parlare ‘‘Dici proprio a me caro Jaroslav ?’’ Al che lui sorride e asserendo col capo mi incoraggia “Certo, sapevo che saresti venuta”. “Ti sopravvaluti” lo interrompo subito strizzandogli l’occhio “non mi hai ancora nemmeno sfiorata!” Per un attimo ha l’aria di pensarci su, poi se la ride, si schianta la vodka, mi toglie il libro di mano senza troppe accortezze e si lascia cadere su una sedia: è completamente sbronzo. “Ce la fai a firmarlo?” gli chiedo perplessa. E quello risponde: “Sono o non sono riuscito a scrivere questo libro? Vuoi che non riesca a scrivere il mio nome?” Questo non mi tranquillizza granché, dato che a tutti gli effetti il libro in questione è rimasto incompiuto. A meno che non si sia trattato solo dell’ennesima delle sue burle. Sto quasi per chiederglielo, qualcosa del tipo “Dimmi un po’ birbantello di un Hašek , l’avrai mica fatto a posta a lasciarlo così ‘sto buon soldato, che il suo fine è proprio lì sospeso, povero Sc’vèik?” Se non che, appena lui posa la penna sul foglio, comincio a sentire un fracasso assordante come di bombe e gli faccio “ Ma che cos’è questo rumore, tu lo sai?” E lui lasciata cadere la penna sul tavolo allargando le braccia sembra sul punto di dire qualcosa, ma il puntellare insolito si fa sempre più acuto fino a che un trapanare ininterrotto non si porta definitivamente via il mio Hašek sbarrandomi gli occhi.

“Ma che cazzo…cos’ è questo casino infernale?” Tiro via le coperte e scendo dal letto con Vanto che mi viene tra i piedi dicendo “Miao”. Conosce solo una parola, quel pigrone di gatto, tuttavia a seconda dell’intonazione, riesce a rivestirla di tre diversi significati; per un 70% dei casi è –Fame- per un 29% è –Coccole- e per il restante 1% è – Assurdo- . Mi trascino in cucina, afferro la scatola dei croccantini, gliene verso una ciotola e quello si zittisce immediatamente; aveva detto –fame-. Ora non mi resta che svelare il mistero dei rumori insoliti, ma tant’è che mi basta uscire in giardino per constatare che di misterioso v’è ben poco, se non solo il motivo per cui un gruppetto di solerti operai è tutto intento a distruggermi il tetto di casa. Mi stropiccio gli occhi per accertarmi di essere sveglia: così è. Mi guardo intorno e individuo subito il capomastro, è  mica difficile: è quello che si guarda intorno con le mani in tasca. Mi avvicino per capirci qualcosa.

-Mi scusi, sarebbe tanto gentile da spiegarmi chi siete e che state facendo qui?

-Sissignore, signorina! Siamo della ditta Tempi Che Corrono, squadra Allegre Ristrutturazioni, signor Eseguo, al vostro servizio signorina, siamo qui per servirla.

-Ma a me non serve niente, vi ho forse chiamati?

-Nossignore, signorina! Ma lei ricorderà che noi della ditta Tempi Che Corrono l’avevamo contattata precedentemente per proporle di migliorare la sua dimora e informarla del progetto Tetto Altezza Variabile

-Me ne ricordo sì, ma non avevo mica acconsentito.

-Nossignore, signorina, infatti no! Ma forse lei non sa che noi della ditta Tempi Che Corrono, incentivati dall’altruistica agenzia Con Noi Si Mangia Meglio in base alla clausola Facciamo Quello Che Ci Viene Pensato inserita nell’articolo La Gente Se Ne Farà Una Ragione, abbiamo stabilito che necessitando la sua dimora di tali modifiche ed avendo noi il diritto di provvedervi, i lavori sarebbero partiti senza la sua approvazione, per il Bene Di Tutti Noi.

-Ma la mia dimora non necessita di nessuna modifica, è perfettamente a posto.

-Nossignore signorina! Questo non è esatto. Noi della ditta Tempi Che Corrono, in base agli accurati rilevamenti del prestigioso istituto di ricerca All’Incirca, abbiamo potuto stabilire con esattezza che il progetto Tetto Altezza Variabile non potrà che giovare a lei in primis, nonché apportare numerosi vantaggi a noi tutti, in secundis..

Son mica certa che “in secundis” sia locuzione esistente…

-..Suvvia signorina, non faccia quella faccia, ma faccia piuttosto una faccia variabile! Grazie al progetto Tetto Altezza Variabile infatti è certo che come sostenuto dal noto professor  Secondo Me, nel giro di soli venti anni, il suo tetto sarà capace di adattarsi perfettamente a qualsiasi eventuale variazione paesaggistica armonizzandosi col progresso, ragion per cui l’altruistica agenzia Con Noi Si Mangia Meglio ha contattato noi della ditta Tempi Che Corrono, che in base alla clausola Facciamo Quello Che Ci Viene Pensato inserita nell’articolo La Gente Se Ne Farà Una Ragione, ci siamo subito messi all’opera per il Bene Di Tutti Noi.

-Non vorrei interromperla signor Eseguo ma, col dovuto rispetto, anche nel caso le vostre ipotesi non fossero assurde il vostro progetto rimane inutile, insomma credo che il mio tetto andrebbe bene comunque.

-Qualcuno qui è pessimista eh signorina? Vedrà che non appena noi della ditta Tempi Che Corrono avremo reso questo tetto ad altezza variabile, un’opportunità per trovargli un senso non mancherà di mostrarsi.

Mi stropiccio gli occhi per una seconda volta ma il signor Eseguo non scompare. Porca miseria. Mi tocca studiare un’altra tattica. Guardo Vanto. –Miao- mi fa. Lo abbraccio, lo accarezzo e quello si zittisce subito; aveva detto –Coccole-.

Penso che non posso starmene con le mani in mano mentre mi distruggono la casa, devo fare qualcosa e decido di recarmi all’ufficio ProTeste Di Cavolo, ma non senza affidare il mio dissenso a Vanto. -Tu resta qui e fai la guardia!-

-Signor Sadico al suo servizio, in che cosa posso esserle utile?

-Salve signor Sadico può essermi utile facendo interrompere immediatamente i lavori previsti dal progetto Tetto Altezza Variabile al quale io non ho mai dato il mio consenso.

-Spiacente signorina ma questo non è possibile in quanto il progetto è già stato approvato a larga maggioranza secondo la formula democratica del Due In Più Di Uno Quando Uno Dei Due Conta Due Di Più.

-E che posso fare?

-Può presentare un esposto all’organo dei Parolai, da sempre aperto all’ascolto.

-Bene. E questo organo mi aiuterà a bloccare i lavori?

-Oh no, assolutamente no signorina, questo non è possibile, in quanto l’organo dei Parolai, nutrendo profonda stima per l’agenzia del Con Noi Si Mangia Meglio, appoggia a tutti gli effetti la ditta Tempi Che Corrono, insieme alla quale ha sostenuto il progetto già approvato a larga maggioranza secondo la formula democratica del Due In Più Di Uno Quando Uno Dei Due Conta Due Di Più.

-Mi sta dicendo che il mio esposto sarebbe inutile?

-Oh no, niente affatto signorina, il suo esposto servirebbe a garantire la sua effettiva partecipazione al sistema democratico.

-Ma come faccio a far bloccare i lavori?

-Spiacente signorina ma questo non è possibile in quanto il progetto è già stato approvato a larga maggioranza secondo la formula democratica del Due In Più Di Uno Quando Uno Dei Due Conta Due Di Più.

Resto un momento ammutolita a fissarlo e il signor Sadico mi frega: –Avanti il prossimo!-  Tanto sono rammaricata per la mia spiacevole situazione che resto a girovagare perdendo il senso del tempo e rientro in casa solo di sera, quando ormai gli operai se ne sono andati ed io posso godermi un po’ di pace sul divano. “Vanto? “ chiamo “Vanto dove sei?” Vanto esce tutto sconsolato da un angolino e zoppica tremante verso di me. “Miao miao” dice. “Come?” gli faccio. “Miao” ripete. Non ha fame e non vuole coccole, possibile che stia ripetendo la parola “assurdo”? “Miao” insiste. “Sei sconcertato Vanto?” gli chiedo. E quello si zittisce subito; aveva detto -assurdo-. Ma lo aveva detto abbastanza da scombinare le abituali proporzioni e lasciarmi interdetta. “Fammi capire” gli faccio. Al che quello si dirige verso la tv e si mette a fissarla. Mi pare strano da parte sua ma accendo. E’ giusto l’ora del tg e Tele Chiacchiere apre con un inquietante servizio su un pericoloso gatto sovversivo, di cui viene mostrata anche una foto. –Diamine Vanto, sei tu!-  Alzo il volume. “….ascoltiamo ora le dichiarazioni rilasciate dal capo dei Difensori Dell’Ordine Pubblico Di Sto Caos: Innanzi tutto voglio ringraziare il signor Eseguo della ditta Tempi Che Corrono per averci allertato circa la presenza di un sospetto nei dintorni della zona in cui lo stesso presiede i lavori per il progetto Tetto Altezza Variabile per il Bene Di Tutti Noi. Giunti sul luogo abbiamo potuto constatare immediatamente la pericolosità del soggetto in questione per due caratteristiche fondamentali: la prima che è un gatto e la seconda che è nero, note queste che se per alcuni di voi possono sembrare prive di importanza, per noi Difensori Dell’Ordine Pubblico Di Sto Caos si configurano quali prove evidenti che trattasi di un gatto nero, che noi sappiamo essere pericoloso simbolo anarchico. A conferma della nostra brillante intuizione, il gatto oltre a rifiutarsi di rispondere a qualsivoglia domanda è stato trovato in possesso di pericolosissimo materiale sedizioso, quale addirittura un collarino con la scritta Vanto che al vaglio degli inquirenti Rigiriamo Il Tutto si è mostrata per quello che è in realtà, cioè l’anagramma di No Tav, che voi tutti fedeli spettatori di Tele Chiacchiere comprenderete essere un ingiustificabile affronto al democratico progetto Tetto Altezza Variabile. Purtroppo il temibile malvivente è riuscito a fuggire per cause ancora da accertare, mentre il nostro fidato appuntato Perdere era intento a prendergli le impronte…”

-Allora signorina, signorina… mi sente?

Richiamata da quella voce mi volto.

-Sc’vèik? Che mi venga un colpo! Che ci fai tu sul mio divano?

-Faccio rispettosamente notare signorina, che io non lo so.

-Gesù benedetto Sc’vèik, questo non è possibile! Tu dovresti essere solo un personaggio!

-Già!…Perché?…tu no?

 

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(Le foto sono di Loredana Flamini)