Cadono le montagne di Linda Armelius ⥀ Estratti
Presentiamo alcuni testi dalla silloge inedita di Linda Armelius, Cadono le montagne, vincitrice del premio Laboratorio della Visione 2024 e del premio Città di Grottammare 2026
«Osservo le cose perdendo i confini dei loro nomi. / Ed esse mi appaiono».
Nominare le cose, definirle attraverso la lingua per conoscere, riconoscere, pensare la realtà prima ancora di vederla. Un velo concettuale ricopre e separa gli esseri tra loro e gli esseri e le cose. Cosa c’è attorno alle cose? Cosa ci definisce, la forma o lo spazio vuoto? Andare oltre la nominazione come strumento di esplorazione, vedere la realtà nuda, spogliarla di ogni struttura, decostruire i fondamenti della conoscenza per indagare l’esperienza. Entrare. Un cammino dentro e intorno alle cose, un viaggio nella propria natura che è sia mondo, sia corpo, sia tempo. Cadono le montagne, crollano le certezze attraverso l’atto creativo/meditativo di decostruire quanto già appreso per vederlo di nuovo, come per la prima volta, nel tentativo di rimuovere il filtro tra sé e le cose e l’altro. La forma definita si sgretola, lo spazio/tempo si altera, la relazione con l’altro si fa instabile, mutevole, non definibile. La caduta non è però catastrofica ma disvelatrice «come un cielo che solo la notte / riempie di stelle».
(Linda Armelius)
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Raccolgo fiori dai tuoi occhi.
Guardo le foglie sul filo delle tue labbra.
Ci cammino, una parola davanti all’altra, senza guardare giù.
Quando arrivo dall’altra parte
non c’è più segno della tua bocca
lascio lo zaino tra le rose selvatiche
dove ti sei ferito e perso, dentro
ci troverai salite che non finiscono
e pietre sporche di terra e tutte
le montagne che ho creato.
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Continuo a sognare il cinghiale
dalle zanne lucenti
prevedo l’imponenza del suo peso
mentre mi corre addosso.
L’erba è bagnata e io sono una bestia
inseguita.
L’aria visibile nello sforzo della corsa.
Dietro di me un uomo col fucile.
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siamo ciò che non si nomina
la forma che ci sta attorno
e se la verità è nel vuoto che riempie la stanza
noi siamo la bugia dell’Universo
immersi nello stesso niente che tutti fa
ci attacchiamo al buco nero della carne e della sete
per sottrazione, in cerca di una differenza
⥀
nominiamo le cose perché a pronunciarle
ci accadano davanti agli occhi
cadono le montagne
– dentro le montagne –
perché al buio della grotta è più facile vedere
come un cielo che solo la notte
riempie di stelle
⥀
Quando mi cerchi nelle parole
non trovi la lingua.
Aria il mio corpo di foglie.
D’acqua questo stare senza rami.
* La foto in copertina è di Linda Armelius.
Linda Armelius è una guida escursionistica e poeta. Nel 2014 pubblica il suo primo libro di poesia L’attimo vero (Ghaleb Edizioni), vincitore del concorso Premio 13, Roma, 2014, selezionato da Claudio Damiani che ne ha firmato la prefazione. Nel 2024, la silloge Cadono le montagne riceve il primo premio, sezione inediti, al concorso Premio Laboratorio della Visione, Pesaro, 2024, quindi diventa un libro, che risulta primo classificato al Concorso Nazionale Letterario di Grottammare – Franco Loi, 17° edizione, sezione libro di poesia inedito.

