Dopo aver ospitato questo indagatore della materia nella mia collana “Figli degli anni 80” su Absolute Ville, è con vero piacere che segnalo qui alcuni versi della prima raccolta di versi di Carlo Cuppini, intitolata Militanza del fiore e pubblicata nel 2011 da Maschietto Editore, con prefazione di Adriano Sofri.

Valerio Cuccaroni

Carlo Cuppini da Militanza del fiore

1.

accusiamo l’assenza del cane

discutiamo dello stato dei denti

le mani spezzate di Ali Ferzat

le poesie bandite di Islam Samhan

riportiamo scottature sul collo

rovesciamo vetroresina nelle giunture

noi non c’eravamo

e non ci siamo

scriviamo messaggi sul vetro

giriamo le dita al contrario

giriamo le dita al contrario

scriviamo messaggi sul vetro

rovesciamo vetroresina nelle giunture

riportiamo scottature sul collo

noi non c’eravamo

e non ci siamo

le poesie bandite di Islam Samhan

le mani spezzate di Ali Ferzat

discutiamo dello stato dei denti

accusiamo l’assenza del cane

 

 

2.

lui vede nell’ombra se stesso

si stacca dal suolo col balzo

non decolla su Marte / ritorna in collina

il suo cane deportato sulla Luna

collauda l’abbaio stritolando marziani / è un cane

dodecafonico sia chiaro

lui possiede un pesce rosso che abita

nel casco di vetro dell’ultimo

cosmonauta bolscèvico disperso

completamente ubriaco oltre la duna

di sabbia rossa dietro casa / lo cercano ancora

fioccano i missili / è inverno / è Natale

lui prova ad aprire l’ombrello

ma l’ombra si macchia si bagna lo stesso

si sbianca bandiera di niente

mollando la presa lui cerca

sganciato davvero dal suolo lui prova

di nuovo col balzo

 

3.

hanno aperto i rubinetti

l’acqua lentamente sta salendo

s’è deciso risolutamente

per la strategia dell’inondazione

a tutela di ciò che resta

della dignità e del sapore

 

troppo arduo conservare le cose in superficie

esposte all’aria alla luce del sole

pare impossibile contrastare l’erosione

dei venti le intemperie i crolli accidentali

i saccheggi barbarici italiani e soprattutto

le bordate del criminale

che pensa alla vagina e al quirinale

 

molto meglio sott’acqua in fondo al mare

dove tutto è più calmo le cose

si conservano in buono stato le troveranno

gli archeologi marini del 3000

nuovi bronzi di riace altrettanto

sprofondati – splendenti

 

ecco l’acqua già arriva ai capezzoli

do l’ultimo saluto alle colline

ai campanili al ricordo

dei morti d’Italia

invano –

blurp

 

4.

l’angelo ha mollato gli ormeggi

lo osserviamo dalla sponda del lago

mezzi nudi stretti stretti

come gatti su grumi di terra

col vapore del fiato

braccia e ginocchia raggelate

lo sguardo laggiù

dove l’angelo affonda

con occhi di brace

rivestito di puro

bagliore

nel buio