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Ce l’ho su La punta della lingua

Su un filo di luce
non perdo di vista
il mio punto di vista
impronta di riferimento
impressa sempre dentro
pronta                               in bilico
sulla punta della lingua.

Natalia Paci, Pronta in bilico

C’era una volta una piccola città, chiamata Gomito dai coloni dorici che la scelsero come loro nuova casa. In questa città, Ankon in greco, si danno convegno dal 2006, ogni anno, come i druidi celtici, poeti e artisti per il festival La punta della lingua.

Quest’anno, dal 2 al 9 luglio, dalla Romania giungerà Mircea Cartarescu, dall’Istria Milan Rakovac e dall’Italia Antonella Anedda, Giampiero Neri, Walter Siti e altri trenta autori che uniranno le loro voci a quelle registrate dei cantori Leonard Cohen e Bob Dylan.

Il resto del programma 2017 si trova qui.

La fata madrina, che ha suggerito il nome del simposio, è Natalia Paci, «trapezista / libera professionista». La direzione artistica spetta al poeta maestro di cerimonia Luigi Socci e all’argonauta Valerio Cuccaroni. La co-organizzazione è di Nie Wiem e Comune di Ancona.

«La società fa a meno della poesia proprio nella misura in cui ne garantisce l’esistenza» (Adriano Spatola, Verso la poesia totale)

         

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