la-luce-che-illumina

Una città sull’orlo del baratro, la Sumonno descritta da Paola Ronco, quintessenza di una decadenza che, proprio per questo, cerca di brillare il più possibile, dove può: lo scenario è quello del contrasto sociale ed architettonico tra lo sfavillante Centro Rubino, la medio-borghese Città Progresso e la sempre più degradata Zona Sviluppo, devastata dalla piena del fiume nelle prime pagine. Al potere c’è la famiglia Neri, il cui patriarca Costanzo, più che appoggiato è disturbato da due figli tutt’altro che simili a lui: Ramsete è rampante e ambizioso, immaturo e festaiolo quel tanto che basta da vivere la città ed il potere come un grande parco giochi; Osiride, meditativo e silenzioso, non sembra interessato all’attività di famiglia.
Attorno a loro si dipanano una serie di personaggi chiave, soprattutto per il punto di vista che offrono: c’è il body-guard di Ramsete, le cui origini affondano in un passato oscuro, paradossalmente amico del giornalista di controinformazione Maurilio Sori, la cui voce sembra perdersi nel vuoto; c’è Melissa, enigmatica e sensuale alleata del boss della malavita, nemesi di Costanzo Neri; ci sono i Neo Catari, setta fondamentalista e ribelle, i cui membri sono pronti a darsi fuoco strategicamente per far sentire la propria voce. E c’è dell’altro, tanto altro che si annida sotto la superficie, che affonda nel passato.
Ma soprattutto c’è Sumonno: è la città la vera protagonista del romanzo, che dall’iniziale alluvione pulsa di vita attraverso la voce dei vari personaggi. L’impressione è infatti quella di un sistema vitale che si autoregola, con un passato violento, un progredire per cadute successive, inevitabili e prevedibili, e un futuro avvolto nella nebbia. La vicenda in sé, in effetti, non è che il racconto dei sintomi di una città malata, fervente perché febbricitante: Paola Ronco mette sotto una lente di ingrandimento i mali e le voci della nostra stessa società, servendosi di un microcosmo che non sembra avere legami né con il mondo esterno né con un tempo storico preciso, assumendo ora toni fantascientifici, ora medievali, a tratti noir ma con il respiro del romanzo distopico.
Paola Ronco (1976) è stata finalista al Premio Calvino nel 2006 con Breviario dei servi globali, suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista Carta, ha partecipato alla raccolta Tutti giù all’inferno (Giulio Perrone Editore, 2006) con un racconto.  Il suo romanzo d’esordio è Corpi Estranei (Perdisa Pop, 2009).
Simone Colombo