Colpo di Stato! ⥀ L’uomo dall’altro mondo di Daniele Comberiati ed Eugenio Barzaghi
Sull’Uomo dall’altro mondo (DeriveApprodi 2025) di Daniele Comberiati ed Eugenio Barzaghi, un esempio di letteratura ucronica ambientato nell’Italia degli anni Sessanta
Se l’ombra lunga del fascismo novecentesco arriva ancora ai giorni nostri, non è di certo facile tornare a parlare dei quattordici anni vissuti dall’Italia, tra il 1965 e il 1979, sotto il pugno duro della giunta Paoloni.
E qualcosa, magari, di questa prima frase risulterà tautologicamente evidente e qualcos’altro non risulterà del tutto chiaro a chi legga senz’aver prima compulsato le pagine dell’Uomo dall’altro mondo, a firma di Daniele Comberiati ed Eugenio Barzaghi, recentemente pubblicato per la collana Machinalibro di DeriveApprodi. Del resto, ogni ucronia – lo insegnano, tra gli altri, il P. K. Dick della Svastica sul sole o anche il Bolaño della Letteratura nazista in America – ha radici profonde nelle questioni del proprio tempo: la proposta di linee storiche alternative tipica dell’ucronia presenta, in questo senso, risvolti ora vagamente perturbanti, ora inquietanti tout court.

Nel caso di Comberiati e Barzaghi, la carrellata del cinema fantascientifico che avrebbe avuto luogo durante il doppio settennato autoritario di Giovanni Paoloni ha, in effetti, svariati pregi, oltre all’indubbio divertissement della scrittura ucronica. Scrittura che è anche parodica di una certa pratica della scrittura accademica nel campo degli studi culturali, peraltro frequentato con autorevolezza da Comberiati in qualità italianista di stanza all’Università di Montpellier, ad esempio nel libro a quattro mani con Simone Brioni Ideologia e rappresentazione. Percorsi attraverso la fantascienza italiana (Mimesis, 2020). Quanto ai pregi del testo, la letteratura ucronica vanta infatti la capacità di illuminare zone della storia ufficiale altrimenti oscure, destinate a restare nel sottotesto delle narrazioni egemoni. Innanzitutto, nell’Italia degli anni Sessanta, dopo il tentativo di colpo di Stato del generale Borghese e il Piano Solo, la possibilità di un golpe militare era tutt’altro che trascurabile, e i piani golpisti della P2 – cui era iscritto una nota figura politica italiana degli ultimi decenni (…il cui cognome fa rima con quello di Paoloni) – hanno poi influenzato la politica italiana dei decenni successivi. Vi si aggiunga anche che ancora oggi, a ottant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’ombra lunga del fascismo novecentesco (vuoi come nostalgia del ventennio mussoliniano, vuoi come forma “mediterranea” dei vari Franco e Salazar o dei colonnelli greci, attiva nella seconda metà del Novecento, vuoi nelle nuove forme assunte nei primi decenni del ventunesimo secolo) è dato non di poco conto, da affrontare, ormai, quotidianamente.

Non è solo una questione di ipotizzare, come nello sfortunato e per molti versi inutilizzabile pamphlet di Umberto Eco, una sorta di “fascismo eterno” (trattandosi anzi di sottolinearne gli ipotetici sviluppi e trasformazioni nel tempo, nel contesto di una ricostruzione storica puntuale). Con la giunta Paoloni, il 1968 in Italia non c’è mai stato – riecheggiando così i tanti tentativi, realmente avvenuti, anche negli ultimi anni, di cancellarne la portata culturale e politica – le colonie ci sono ancora – ma la cultura italiana si è davvero decolonizzata? – e così via: gli squarci aperti da un libro che, nella cronologia iniziale, mescola eventi storici e altri del tutto inventati hanno riverberi potenzialmente infiniti.

È, in ogni caso, nella ventina circa di schede dei film di fantascienza girati sotto la dittatura di Paoloni che si dispiega in pieno il potenziale della scrittura, da parte di Comberiati, e della creazione di immagini, da parte di Barzaghi. Dai film di regime a quelli di opposizione, viene squadernata tutta una possibile cinematografia che non ha nulla da invidiare a quella che si è storicamente sviluppata in Italia, ma anche in Francia e negli Stati Uniti, tra gli anni Sessanta e Settanta, da Mario Bava, Lucio Fulci, Ubaldo Ragona e Antonio Margheriti a John Boorman o George Lucas. Forse il riferimento principe è però Colpo di Stato, di Luciano Salce, film di fantapolitica uscito proprio nel 1969, anno di insediamento della giunta Paoloni: che il cinema abbia indicato una via che, come in tanta fantascienza, è in fin dei conti “più reale della realtà”?
Lorenzo Mari
Lorenzo Mari vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato alcuni libri di poesia, tra i quali gli ultimi sono Querencia (Oèdipus, 2019) e la plaquette Tarsia/Coro (Zacinto, 2021). In prosa, ha pubblicato il racconto Via Mascarella alta e bassa (autoproduzioni Modo Infoshop, 2019) e ha ottenuto il XXXV Premio Teramo Giovani - Giacomo Debenedetti per il racconto Un percorso sicuro.
Traduce dallo spagnolo (Agustín García Calvo, Sonetti teologici, L'Arcolaio, 2019; César Vallejo, Trilce, Argolibri 2021) e dall'inglese (David Keenan, Memorial Device, Double Nickels, 2020, insieme a Matteo Camporesi).
Ha curato l'edizione italiana di ZURITA. Quattro poemi del poeta cileno Raúl Zurita (Valigie Rosse, 2020), nella traduzione di Alberto Masala.
Collabora con varie riviste online (Pulp Libri, Fata Morgana Web e Jacobin Italia).

