eBook: per una nuova letteratura

Il 18 ottobre 2010 la piattaforma di distribuzione eBook di Feltrinelli, RCS Libri e Messaggerie Edigita ha reso disponibili in Rete 1500 libri elettronici. È l’inizio di un nuovo futuro del libro, come strillano i giornali, oppure il germe di una nuova letteratura? Lo scrittore Paolo Marasca, social media manager, dice la sua.

 

Presto, la questione non sarà più se sia più comodo leggere un ebook o un libro cartaceo. Presto, avendo una storia tra le mani, mi chiederò se sia più adatta ad essere raccontata tramite un romanzo, un film, una graphic novel o un formato elettronico di narrazione. Di questo ho parlato intervenendo ad alcuni incontri sull’editoria elettronica. Per spiegarmi, ho letto alcune righe:

 

All’inizio di un luglio caldissimo, sul far della sera, un giovane uscì dallo stambugio che aveva in affitto nel vicolo S., scese nella strada e lentamente, quasi esitando, si avviò verso il ponte di K. Ebbe la fortuna di non incontrare per le scale la padrona di casa. Il suo stambugio si trovava proprio sotto il tetto di un palazzo alto cinque piani, e sembrava più un armadio che una stanza

 

Il lettore è coinvolto sin dall’incipit nel gioco del creare: Dostoevskij fornisce alcune indicazioni chiare e si affida, per le altre, alla fantasia di chi legge. E’ proprio questo a rendere unica la scrittura: il lettore dà forma al “giovane”, alla “padrona di casa” allo “stambugio”, mentre il grande scrittore si limita ad usare la propria arte infilando quasi di soppiatto quel “sembrava più un armadio” che vale più di ogni millesimazione approvata da un notaio. Il risultato dei due contributi è il romanzo, uguale per tutti e diverso per ognuno, a seconda dell’esperienza, della fantasia, delle aspettative di chi legge. 

Questa partecipazione creativa non potrà certo essere cambiata dal supporto digitale o dai formidabili e-readers a tecnologia e-ink. Né, spero, se ne potrà mai fare a meno, poiché è linfa per la fantasia, a sua volta necessaria per creare nuove storie.

Negli ultimi anni, però, è stata messa in discussione da una scrittura sempre più cinematografica, sorta di pre-sceneggiatura celebrata da insegnanti di scrittura creativa che esortano a “immaginare la propria storia come un film”. Eppure, la differenza tra un romanzo e un film sta nel contributo attivo del lettore, nell’esercizio della sua fantasia, nella sua capacità di immaginazione e di astrazione. Non è meglio o peggio: è un’altra cosa.

 

E un’altra cosa, appunto, mi sembra un ebook. I sostenitori/editori  con cui ho avuto a che fare di recente mi sono spesso parsi i maggiori detrattori di questo formidabile strumento. Perché si limitano a coglierne l’utilità nel quotidiano e, soprattutto, lo considerano il “futuro del libro”. Pochi mi sembrano quelli che, invece, affermano con giusto orgoglio che si tratta di un’altra cosa. Che, paradossalmente, potrebbe restituirci il bel romanzo cartaceo mettendo a disposizione dei tanti creatori di storie per immagini formule nuove, più adatte a loro, ipertestuali, multimediali, ma non cinematografiche.

 

Il mio secondo libro, cui sto lavorando in questi mesi, è ambientato all’interno del parco del conero. È una buona storia. Pensando a come svilupparla mi sono scontrato con evidenti difficoltà e con tutti i miei limiti di autore: come accidenti faccio a descrivere tutte le ginestre, le lavande, le rocce, la falesia, i sentieri, i sassi. E se i miei personaggi girassero parecchio lungo la costa, ogni volta dovrei metter mano ad una spiaggia, una radura, una caletta. Riuscirò a renderne i dettagli che mi interessano? Non somiglierà troppo a una guida? Un bel dilemma… e se utilizzassi le immagini? I video? Google Maps?

 

Credete che gli scrittori, ed i lettori, utilizzando gli ereaders, rinunceranno a lungo a questa possibilità? E soprattutto: perché dovrebbero?

 

Io credo che non dovrebbero. 

 

Sono convinto che il supporto tecnologico sia lo strumento ideale per la nascita e lo sviluppo di una nuova maniera di raccontare le storie, così come di raccontare la scienza, la matematica o la geografia. Storie che non saranno film, né fumetti, ma vicende in cui, senza dubbio, la trama conterà più della descrizione, la fotografia sostituirà la similitudine, il video, chissà, sarà la nuova digressione e la musica ascoltata sostituirà quella immaginata.

 

È un romanzo, questo che immagino in una sorta di prossimo futuro?

 

No. Non è un romanzo. È un’altra cosa. 

 

È una storia e, come tutte le storie, ricorre agli strumenti più adeguati per essere raccontata. Le storie spingono, premono, si dibattono. Vogliono essere raccontate. Ed è giusto che lo siano.

 

La tecnologia mobile lo permette.

 

Credo fermamente che gli e-reader favoriranno la nascita e lo sviluppo di una nuova maniera di raccontare, che però non soppianterà il romanzo tradizionale. Sono convinto che l’esercizio della fantasia cui costringe l’uso solamente della parola sia essenziale. Questa nuova scrittura non sarebbe retroattiva: dio ci scampi dalla possibilità di scegliere il taglio di barba di Raskolnikov, e ancor più da quella di scoprire, grazie ad un pop up, le esatte misure dell’appartamento che occupava nel vicolo di S.

 

Al di là della loro grande utilità, dunque, vedo molto più di quanto si creda negli e-reader: la capacità di dare forma ad una nuova letteratura, che non soppianterà mai quella che conosciamo (la quale si muove con i suoi tempi e i suoi mutevoli umori nello spazio e nel tempo) ma sarà senza dubbio adatta a raccontare storie di oggi e di domani.

 

 

Paolo Marasca