Facebook ingenua e sentimentale ⥀ Il rapporto di chi scrive con i social network

ArgoWebTv | 05-10-2021 7:00 pm |

Facebook scrittori

Facebook ingenua e sentimentale – Il rapporto di chi scrive con i social network è un simposio elettronico con Roberto Batisti, Matteo Grilli, Federico Ronconi e Elisa Cuter. Conducono: Valerio Cuccaroni e Chiara Portesine. Martedì 5 ottobre alle ore 19 in diretta su ArgoTV. Prima puntata della contro-serie Esplor/azioni

 

Il Duemila è iniziato nel 1982, quando la rivista «Time» ha nominato “uomo dell’anno” (man of the year) il computer. Il nuovo secolo ha una nuova lingua: il linguaggio informatico. Nel 1991 tutti i computer del mondo hanno cominciato a connettersi tra loro grazie all’adozione del protocollo http inventato da Tim Berners-Lee che ha portato alla nascita di Internet. Se prima il mondo informatico era confinato in una sfera a parte della società, quella degli utilizzatori dei computer per lavoro o per svago, Internet ha esteso l’uso dei calcolatori a tutta la popolazione, soprattutto dopo la trasformazione del telefono portatile in un computer tascabile. Il linguaggio informatico, che struttura tutto ciò che compone internet, tutti i siti, tutte le pagine, tutti i social network, tutte le piattaforme televisive online, si è aggiunto come nuovo linguaggio di massa al linguaggio verbale, al linguaggio audiovisivo e al linguaggio alfanumerico. Il linguaggio informatico, nuovo codice tra codici, non solo regola la comunicazione tra umani ma anche quella tra umani, macchine e oggetti.

In questo contesto stiamo assistendo a ciò che si è verificato già durante la rivoluzione agricola e la conseguente nascita delle civiltà urbane: la padronanza del codice fu e torna a essere riservata a un’élite. Come ai tempi dei Sumeri poi degli Egizi, gli scribi erano un gruppo privilegiato, oggi lo sono i programmatori. L’uomo più ricco del mondo, il neo-sumero Jeff Bezos è un programmatore, così come il secondo, Elon Musk, che iniziò la sua carriera fondando, con il fratello Kimbal, Zip2, un’azienda di software web che sviluppava e vendeva guide cittadine online per l’industria editoriale. Anche il quarto uomo più ricco del mondo, Bill Gates, e il quinto, Mark Zuckerberg, sono programmatori.

Zuckerberg è anche il più grande editore del mondo, il capo di miliardi di scribi informatico-analfabeti che non conoscono il linguaggio informatico e si limitano a riempire form pre-impostati (il profilo, i post, le gallerie fotografiche, ecc.) con una serie di dati utili al modello di affari di Facebook. Si tratta della più grande redazione mai immaginata dall’umanità, creata dal programmatore-editore Zuckerberg trasformando comuni cittadini in quelli che potremmo chiamare ego-giornalisti, cioè cronisti del proprio io-mondo, scrittori di journal intime, di diari. I fatti del giorno sono diventati i fatti accaduti al singolo individuo che scrive per una cerchia più o meno ampia di lettori (amici, follower, ecc.). Come già i blog, Facebook ha demedializzato la comunicazione, come ci indica Byung-Chul Han, che nota: 

«oggi la società dell’opinione e dell’informazione si fonda su questa comunicazione de-medializzata: ciascuno produce e diffonde informazioni» (Nello sciame. Visioni del digitale, Nottetempo, Roma 2015).

L’uso ingenuo di Facebook è quello di chi si sente in armonia con l’interfaccia di Facebook, di chi ritiene di essere dotato da Zuckerberg di un mezzo di espressione gratuito. La realtà è celata dietro l’interfaccia, ma è palese nel modello di affari di Facebook: vendere i dati scritti spontaneamente dagli utenti di Facebook (nel profilo, nel diario, ecc.) agli inserzionisti interessati a vendere i propri prodotti a chi usa il social network. Conosciamo questo meccanismo perché lo usiamo per la réclame degli Argolibri. Chi usa Facebook (o Instagram, che è controllato da Facebook, come WhatsApp) scrivendo di sé, della propria organizzazione e/o dei propri prodotti, pubblicando video e foto, partecipa alla realizzazione di un immenso giornale elettronico che si finanzia vendendo spazi pubblicitari. Gli spazi pubblicitari sono i post sponsorizzati, che Facebook, sulla base di parametri scelti da chi decide di comprare lo spazio pubblicitario ovvero di sponsorizzare un post, vende agli inserzionisti che di fatto acquistano un pacchetto di dati personali, indirizzando la propria merce a maschi e/o femmine, di età compresa tra x e y anni, di una certa zona, ecc.

Ora, la realtà che si cela dietro l’allegra interfaccia non può essere ignorata dagli scrittori, che sono (o dovrebbero essere) degli intellettuali.

Possiamo arrivare addirittura a chiederci se può essere ancora chiamato “scrittore”, nel secolo di Internet, chi non conosce il linguaggio informatico né il contesto economico-sociale e storico-culturale in cui si è sviluppato e continua a svilupparsi. Chi non sa scrivere in html è ancora uno scrittore? Abbiamo chiesto a Fabrizio Venerandi di ideare e condurre il laboratorio di Letteratronica perché la nostra risposta è no: uno scrittore del Duemila non può ignorare il linguaggio html, quindi bisogna promuovere con ogni mezzo la conoscenza e la pratica del linguaggio informatico, del codice informatico nella scrittura. La scrittura non si limita più a descrivere il mondo ma lo programma.

Ponendoci una domanda analoga – possono gli scrittori e le scrittrici italiane ignorare la logica con cui funziona Facebook e continuare a usarlo in maniera ingenua? – abbiamo pensato di organizzare un simposio online rivolto a chi dimostra di avere un rapporto sentimentale, conscio dell’illusorietà di Facebook e del distacco insanabile tra sé e il proprio avatar, tra l’interfaccia e il codice sorgente che la origina. Chi è conscio di tutto ciò è uno scriba sentimentale.

Tra gli scrittori e le scrittrici più sentimentali, non tanto per intensità ma per costanza e longevità, ci sembra che si possa annoverare l’autorialità anonima che si cela dietro lo pseudonimo Nuova Poesia Troll. Così abbiamo invitato al simposio online innanzitutto Federico Ronconi, che ha riflettuto sulla magia di NPT, e Roberto Batisti, assiduo frequentatore della pagina Facebook di NTP, nonché poeta, sperimentatore dell’arte del trollaggio e studioso della società greca, che in fatto di consapevolezza linguistica ha ancora molto da insegnarci. Abbiamo chiesto di partecipare anche a Matteo Grilli, che, oltre a essere un avvertito giornalista culturale e uno scrittore, ha creato una serie di pagine Facebook, come ASMR for fb users, Pagliare (una pagina che è passata dall’essere «uno shitshow nichilista tenero a un diario onirico surreale a una fornace di gag goth») e Immagini stock che sbroccano, che dimostrano una grande conoscenza del mezzo, come si può inoltre comprendere leggendo, tra le altre, questa intervista pubblicata su minima&moralia

Infine, Elisa Cuter, scrittrice, giornalista e filosofa che, tra le altre cose, ha scritto la prefazione alla seconda edizione a La guerra dei meme di Alessandro Lolli e Ripartire dal desiderio.

 

Valerio Cuccaroni e Chiara Portesine

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