Fare la Pace ⥀ Adolescenti e cittadinanza attiva

Bianca Battilocchi, dopo aver pubblicato il suo racconto dello sciopero del 3 ottobre 2025 in seguito al fermo della Global Sumud Flotilla (qui) in risposta al nostro appello, condivide oggi con noi il lavoro svolto in queste settimane sul tema con ragazze e ragazzi della terza media di San Secondo parmense

 

Nelle ultime settimane in tutta Italia ci sono state manifestazioni per la pace, contro Israele e per liberare la Palestina. Adulti, ragazzini e bambini sono scesi in piazza con bandiere e cartelloni per protestare contro Israele, per tutto il male che i politici e altri hanno fatto a bambini e famiglie. Secondo me queste manifestazioni sono più che corrette e bisogna protestare per la pace, perché tutto il male e dolore che hanno sofferto potrebbe capitare anche a noi in futuro. Secondo me pure ragazzini/e possono protestare e avere la loro opinione. (Nora, 3^B)

Comincia così il tema di Nora che nel compito in classe di qualche settimana fa ha scelto la traccia che chiedeva loro di riflettere sulle manifestazioni e gli scioperi di ottobre in Italia, argomentando le loro opinioni e inserendoli nel contesto dell’Educazione civica. Non è stata l’unica a scegliere questo tema e a mostrare con che capacità un adolescente d’oggi può interessarsi, capire e spiegare eventi piuttosto complessi a cui, diciamolo, molti adulti decidono di non prestare nemmeno attenzione.

 

(Cartellone realizzato da Nora e Damiano)

 

«Io penso che anche noi, che siamo tra i dodici, tredici e quattordici anni, possiamo avere la nostra opinione su quello che sta succedendo», afferma Zoe P., della stessa classe, aggiungendo poi ciò che pensa sul valore dello sciopero: «molti professori, maestri e tutti i lavoratori fanno bene perché nel loro poco, c’è tanto».

Di cosa ci parlano queste affermazioni se non di voci che dovremmo ascoltare, giovani menti che forse chiedono di essere prese più seriamente in considerazione, che sognano di rifare un mondo più giusto e accogliente? Come rimanere indifferenti e non cogliere il potenziale di sguardi ancora non offuscati dal bieco interesse, dall’alienazione della società consumistica che abbiamo creato e che ci sta portando ad abbandonare i più importanti valori in cui tutti dovremmo riconoscerci?

Zoe e Nora fanno parte di una classe che ha partecipato in maniera attiva al Consiglio comunale della loro scuola, che ricrea in piccolo l’ideazione e discussione di progetti, il calendario degli impegni di ogni sindaco e della sua giunta. Con le loro compagne e i loro compagni di classe stanno ora preparando una Mostra per la Pace che a gennaio verrà allestita in una sala del Comune.

 

(Pace tra le pagine. La biblioteca della speranza, 3^B)

 

L’idea della mostra è nata dal laboratorio di «Piccola Biblioteca per la Pace» che chi scrive ha proposto e guidato in classe: una collezione di “libricini fai da te” con consigli di gesti e parole per coltivare quotidianamente sentimenti di pace e amore per il prossimo, per ogni creatura intorno a noi, così come per i luoghi che abitiamo. Ogni volumetto è stato pensato e realizzato singolarmente per essere poi condiviso con la classe e tutti coloro che vorranno visitare l’allestimento. Giacomo e Valentina hanno proposto alcuni titoli per il progetto e quello vincente è stato Pace tra le pagine. La biblioteca della speranza.

 

 

«Usare parole gentili sempre», «Non essere competitivi», «Rispettare tutti, non solo i propri amici», «Non essere prepotenti», «Condividere i propri pensieri per confrontarsi e imparare», «Abbracciarsi tanto», «Mettersi nei panni degli altri», «Non escludere nessuno, coinvolgere tutti», «Non giudicare chi è diverso»… Questi sono alcuni dei gesti suggeriti dalle alunne e dagli alunni della classe, che hanno poi pensato di preparare altri materiali sul tema della cittadinanza attiva e delle possibili azioni opposte alla guerra. Così, Rivka, Dario ed Ettore hanno fatto una ricerca sulle guerre in corso e di cui in pochi sono realmente informati. Brando e Zoe P. hanno lavorato sul significato della parola «pace» e su ciò che l’alimenta, e hanno illustrato cosa rappresentano i sette colori della bandiera. Giada, Giulio, Viola, Giuseppe hanno cercato online citazioni che incoraggiano alla pace e hanno creato una presentazione con slide da proiettare. Chapprine e Zoe M. hanno creato una lista di cose per cui essere grate e grati: «Siamo grati perché possiamo svegliarci in silenzio senza sentire bombe esplodere, perché abbiamo le medicine, perché abbiamo la mamma e il papà, perché possiamo giocare nel parco, essere liberi»…

Federico e Andrea hanno pensato all’allestimento di ogni materiale, cartaceo e multimediale e a quale percorso proporre a chi verrà in visita. Adem e Balraj hanno preparato una locandina per pubblicizzare la mostra.

Ci hanno lavorato nelle ore di Educazione civica, approfondendo i principî difesi dalla Costituzione Italiana e in particolar modo gli articoli 2 e 3 sui diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza e il rispetto per tutti e, naturalmente, l’articolo 11, con il suo rifiuto della guerra «come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Su questi tre punti l’alunna Maryem, di origine tunisina, ha creato dei piccoli poster bilingue, in italiano e arabo, per suggerire un ponte tra culture che ancora faticano a conoscersi al di là degli stereotipi.

 

 

Ecco dunque una testimonianza di quello che succede e può succedere a scuola, tra quegli stessi banchi di cui spesso si parla a sproposito, con poche informazioni reali, e su cui siedono ragazzi che, se diversi da quelli di ieri e dell’altro ieri, non sembrano mancare di entusiasmo e valori etici.

Tutte le persone possono avere un pensiero critico e (fare) cittadinanza attiva, soprattutto grazie all’informazione in rete e nelle ore a scuola di Educazione civica […] Secondo me le manifestazioni pacifiche sono giuste […] La mia esperienza è stata molto bella ed è stato utile vedere quante persone hanno la mia stessa idea […] la voce deve girare e fare la differenza. (Federico)