Poco dopo l’alba siamo finiti in un lussuoso isolamento fuori stagione, un gigantesco villaggio vacanze semideserto e in mezzo al nulla, dedicato a Rodolfo Valentino. Aperto in fretta e furia il giorno prima che arrivassimo, con una piscina vuota e una piena, con tutto lo staff a simulare dimestichezza e cordialità, e 35 gradi a metà maggio. Con animatori disarmati e piccoli problemi tecnici rimasti da risolvere l’ultimo giorno della scorsa stagione. Non importa perché ci siamo arrivati. Ma per evitare di essere salassati dagli extra del bar, siamo saliti sul furgone e ci siamo messi in strada lungo la litoranea che dai lidi di Metaponto porta verso Taranto.Sfiniti per il caldo e la lunghezza del viaggio della notte abbiamo attraversato in apnea la città e i suoi due mari per finire all’Auchan a comprare casse di birra Raffo. Solo rientrando abbiamo notato i fenicotteri.
Appena fuori città, ad alcune centinaia di metri dalla riva, con le zampe d’acciaio piantate nella sabbia dei fondali ionici, si stagliavano immobili sotto il sole.
Con colli meccanici affusolati se ne stavano a guardare di sotto pronti a tuffare il capo nell’acqua, pronti ad ingoiare pesce o qualsiasi altra cosa potesse saziarli.
Stavamo attraversando forse il più grande parco acquatico industriale d’Italia, l’oasi siderurgica che offre lavoro e toglie il respiro ad una città intera: 11.374 ettari di estensione, di cui 6.991 di fondali marini. La storia dell’Ilva è la storia dell’Italia paleoindustriale, poi dell’Italia freneticamente produttiva, dell’Italia che s’industrializza e che non molla a costo di morirci. Tutto intorno a noi le ciminiere fumavano come turche, con le sirene cadenzate a preannunciare il quotidiano bombardamento di polveri sottili, che impregnano i terreni e cambiano sapore al mare, che spalmano su tutto una patina rossiccia e cancerogena. Diossine e PCB, metalli pesanti, idrocarburi, amianto. Ma voi sapete cosa sono le diossine? Il padre di un amico ci raccontava le bellezze di quella costa, di quel mare. Ora il figlio ci accompagna in spiaggia più a sud, che lì l’acqua è pulita, e quando esci la pelle non ti gratta.

