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Flavio Santi

Flavio Santi è nato nel 1973 ad Alessandria, ma vive tra Pavia, Milano ed il Friuli. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie: Album (En plein ed., 1998), Rimis te sachete | Rime in tasca (Marsilio, 2001), Aset (Circolo culturale di Meduno, 2003) e nel  2012 per l’editore Scheiwiller Mappe del genere umano. Sue poesie fanno parte dell’antologia L’opera comune a cura di Giuliano Ladolfi, mentre la silloge Spinzeris è stata inclusa nel Sesto quaderno italiano di poesia contemporanea a cura di Franco Buffoni (Marcos Y Marcos). Ha scritto il romanzo Diario di bordo della rosa (peQuod, 1999) ed alcuni racconti. Ha tradotto poesie di Paul Celan, Mechel Leiris, John Ashbery. Collabora con riviste quali Nuovi Argomenti, Paragone, Testo a fronte, Strumenti critici, Autografo, Diverse lingue.

da Rimis te sachete
La vestision
Ma buinore che ’l golet
al pô savê d’aghe e sal
e l’evidensiadôr a secjât le ponte
la gnot, dutes li’ gnotes
che lis grafetis si son magnetisades
parsore le taule.
Ma buinore il buric dal ghengster
te siere ’ntôr dal cuel: le cjartelute
ancjmò parsore le taule. Tal spieli
il cjâf iere un di chei vudù,
o ’ne porcelane ’nastie Heian. Muse
da trìbule, compagn’ a le lune.
E tu capisis
che tu no tu trovaras
mari pui vere d’un matin
e d’une taule usadis.
LA VESTIZIONE. Ma il mattino che il colletto / sa di acqua e sale / e l’evidenziatore ha seccato la punta / di notte, tutte le notti / che le graffette si sono magnetizzate / sopra la tavola. / Ma il mattino il gilé da gangster / ti cinge il collo: la cartelletta / ancora sulla tavola. Allo specchio / la testa era una di quelle vudù, / o una porcellana dinastia Heian. Faccia / da trebbia, uguale alla luna. / E tu capisci / che tu non troverai / madre più vera di un mattino / e di una tavola soliti.
         

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